26.10.12

Un mondo in bianco e nero



I ragazzi vorrebbero un mondo senza sfumature: o bianco o nero.Quando fanno una domanda vogliono sempre una risposta netta. Se il professore cerca di dare una risposta corretta e completa s'avventura in un labirinto di regole e di eccezioni, con eccezioni alle eccezioni, e allora i ragazzi non seguono più i ragionamenti, si annoiano. Pensano che sia colpa del professore che non sa dare una risposta semplice. Pensano che gli adulti sono sempre troppo complicati. Pensano che il mondo non ha sfumature: bianco o nero. Invece il mondo è pieno di sfumature e di migliaia di colori diversi che cambiano al passare delle ore.

Stamattina per esempio mi è stata posta questa domanda: se succede un furto a bordo di un autobus l'autista può bloccare le porte e aspettare l'arrivo della polizia? Lo deve fare per tutelare il rispetto della legge oppure così facendo sarebbe perseguibile per sequestro di persona?





BIANCO: provate ad immaginare un signore che s'avvicina all'autista e gli dice che è sparito il suo portamonete. E' un furto. Sì, probabilmente è un furto. Può essere avvenuto a bordo dell'autobus oppure è avvenuto prima oppure il signore ha semplicemente dimenticato a casa il suo portamonete. Chi può stabilirlo? Nella peggiore delle ipotesi c'è un ladro a bordo che s'è appropriato di alcune monete non sue. Il ladro merita di essere punito, ma per individuarlo l'autista dovrebbe bloccare per alcune ore tutti i passeggeri. Tutti arriverebbero in ritardo a casa o al lavoro. Qualcuno potrebbe mancare un appuntamento molto importante. E tutto questo per pochi spiccioli o per niente se, come talvolta accade, il signore scopre che il portamonete gli era semplicemente scivolato nella fodera dell’abito. La risposta quindi è no: l'autista non può bloccare decine di passeggeri su richiesta di un tizio che dice d'aver subito un furto.

NERO: provate ora ad immaginare lo stesso autobus e lo stesso autista che ormai ha imparato di non poter  sequestrare i passeggeri. Gli si avvicina una donna che dice di sentirsi male e crolla a terra. L'autista si volta e vede che ha un coltello piantato nella schiena. E' chiaro che l'assassino si trova ancora sull'autobus, forse è pronto a colpire altre persone. L'autista ferma l'autobus, ma un signore dal piglio minaccioso chiede che vengano subito aperte le porte, altrimenti lui farà denuncia di sequestro di persona, perché lui non ha tempo da perdere, non può arrivare tardi in ufficio per colpa di un autista che ha voglia di fare lo Sherlock Holmes. In questo caso l'autista lasciandolo uscire senza sapere se è proprio lui l'assassino, potrebbe consentirgli di dileguarsi e forse anche di uccidere altre persone. Il fatto è talmente grave che i ritardi causati dalla necessità di prestare soccorso alla vittima ed i danni conseguenti alla necessità di effettuare gli opportuni controlli a tutela della sicurezza pubblica sono più che giustificati. Favorire la fuga di un assassino e lasciar cancellare le tracce del delitto per garantire a tutti di proseguire il viaggio senza ritardi sarebbe quasi un favoreggiamento nei confronti del criminale.

Tra questi due estremi ci sono tante graduazioni di grigio, con tante possibili varianti che possono colorare di giallo, verde o blu la vicenda. La legge stabilisce obblighi e divieti, ma nel mezzo, tra ciò che non si può fare perché è sicuramente vietato (per esempio bloccare senza alcun motivo una persona libera e maggiorenne) e ciò che si deve fare perché c'è un obbligo (per esempio prestare soccorso a una persona ferita o in pericolo), esistono tante situazioni nelle quali ciascuno deve assumersi il rischio di una decisione che ad altri potrà sembrare sbagliata.

Quando la vita si svolge tra persone che si assumono il rischio delle proprie decisioni e persone che riescono ad accettare di buon grado che altri decidano diversamente da noi, allora tutto scorre regolarmente e gli inconvenienti non causano liti o denunce. Quando invece le persone si accusano a vicenda di errori o di omissioni che sembrano inaccettabili, si finisce davanti ai giudici e il giudice dovrà sapere che quasi mai la situazione si presenta tutta bianca o tutta nera. Il giudice non è obbligato ad applicare la legge in modo da dare tutta la ragione ad uno e tutto il torto all'altro. Il giudice deve individuare il diritto (il giusto comportamento) con la massima prudenza (juris prudentia) perciò non dovrà cercare a tutti i costi di qualificare come obbligato o vietato ciò che ciascuno ha fatto. Nell'area grigia dei comportamenti ci sono anche casi in cui il fatto non è imposto dalla legge e non è nemmeno vietato. Nell'area grigia il fatto è lecito anche se non ci aggrada, se non è un bel fatto, e l'omissione non è punibile anche se ha causato qualche conseguenza sgradevole per qualcuno.

GRIGIO: Di fronte ad una medesima situazione quindi è possibile che un autista decida di bloccare le porte dell’autobus in attesa della polizia, un altro autista potrà prendere la decisione contraria. In entrambi i casi c’è il rischio di sbagliare e di subire qualche conseguenza sgradevole. Se l’errore è piccolo anche le conseguenze saranno piccole. L’importante è non trovarsi in un paese tutto in bianco-nero, dove i giudici usano la scure per separare nettamente i torti dalle ragioni. In un paese così basta sbagliare di un capello per trovarsi sotto i colpi della scure.

Quel mondo in bianco e nero che piace tanto ai giovani (soprattutto a quelli che appassionatamente dicono che ciò che è giusto è giusto e ciò che è sbagliato è sbagliato) è l’inferno del diritto. Summum jus summa iniuria, dicevano i latini: il massimo della giustizia realizza il massimo dell’ingiustizia.