18.6.18

Piccoli orchi crescono

A Vasto, nel nostro Abruzzo, è successo che una ragazzina di 14 anni sia stata ricattata da un gruppo di ragazzi che ha abusato di lei per due anni. Tutto è cominciato da quello che doveva essere un semplice flirt con un coetaneo. Pensava di aver trovato un fidanzatino invece era finita tra le braccia di un piccolo orco che prima ha filmato di nascosto i loro momenti intimi, poi ha usato il video per ricattarla. Il tradimento del ragazzo con cui stava costruendo una relazione è assolutamente peggiore del tradimento sentimentale. La ragazzina non è stata lasciata per un'altra, è stata ridotta a oggetto, soggiogata col ricatto, costretta a subire abusi contro la sua volontà e poi perfino ceduta per il sollazzo degli amici.


La ragazzina è stata trattata da schiava sessuale per due anni, prima che qualcuno la convincesse a denunciare i fatti e far aprire un'inchiesta per "stupro" e "riduzione in schiavitù". Due anni di estorsioni sessuali. Due anni di esistenza alienata. La vicenda è orribile ma non si colloca in qualche ambiente disperato e depravato. E' stato tutto orchestrato da ragazzi normali, che fanno una vita normale, quindicenni e sedicenni che vanno a scuola, fanno i compiti, escono con gli amici. Probabilmente sono ben voluti dai loro insegnanti e genitori. Probabilmente non rinunciano a giudicare gli altri sul piano morale.

Il comandante dei carabinieri dice che forse non si sono resi neanche conto della gravità delle loro condotte. Sapevano che stavano facendo qualcosa di sbagliato, ma non riuscivano a cogliere il disvalore sociale della loro condotta.

Tra gli opinionisti c'è chi s'indigna per le parole del comandante, ma io credo che in quelle parole ci sia solo la constatazione di un'amara verità: aridità spirituale, annullamento dell'empatia, analfabetismo emotivo... i nomi possono esser tanti e diversi, la sostanza è il vuoto di valori umani. Un vuoto che prosciuga l'anima e rende tutto normale, quasi banale.

Stiamo allevando piccoli orchi e vogliamo fingere di non saperlo.

- Vai a scuola, fai i compiti!
- A cosa serve?
- A prendere un buon voto a raggiungere un diploma, altrimenti dovremo comprarlo. Anche il posto di lavoro si compra oppure si ottiene, ma non per meriti personali.
- Ecco, ora ho capito a cosa serve la famiglia, un trampolino sociale.

Distributori di voti come somme di crediti e debiti, garanti di potenzialità consumistiche. Nient'altro.  L'educazione è gestita da altre agenzie con altri strumenti che insegnano la normalità dell'ingiustizia, esercitano al gusto della violenza, ci dicono che l'impunità è un diritto, che la vita è solo un gioco spietato di potere. Trasgressione, impunità e sopraffazione sono continuamente presenti nella cronaca, nello spettacolo, nei videogames. E' diventato normale guardare la sofferenza dell'altro senza soffrirne. L'empatia non è più la strada principale verso la felicità. Le buone maniere che prima erano necessarie per costruirsi buone relazioni con gli altri, l'empatia che moltiplicava il gusto del vivere, ora sono diventati handicap.

La competitività imperante, inculcata anche dalle famiglie, costringe a pensare che il debole, lo sconfitto, colui che viene sfruttato e umiliato, non merita né aiuto né compassione. Ha perso e deve farsene una ragione. L'incapace deve accettare l'umiliazione in silenzio, come i concorrenti di MasterChef che vengono insultati davanti alle telecamere mostrando a milioni di spettatori la loro afflizione. Il bullismo si nutre di questa cultura, non nasce dal nulla. Il bullo non è un ribelle, obbedisce ad un modello, come un piccolo kapò, esercita sui compagni più deboli una funzione che ha appreso. Insegna allo sfortunato a subire la colpa della propria condizione, sia esso il povero, il disabile, l'immigrato o semplicemente l'impacciato.

I ragazzini di Vasto hanno imparato dalla TV e dalla scuola che internet può essere un'arma, un'arma a portata di mano, anzi a portata di click. Perché non usarla? perché non prendersi il potere che un facile video può darci nella corsa al successo e al godimento? Sono ragazzini come quelli di Zevio, in provincia di Verona, che lo scorso dicembre hanno ucciso un senzatetto dandogli fuoco mentre dormiva nella sua macchina, dicono di averlo fatto "per noia". Sì, l'hanno ucciso, invece i minorenni di Vasto no, non hanno ucciso, non hanno pestato ed è possibile che non percepissero il male in quello che facevano con la loro compagna. Il comandante dei carabinieri l'ha capito, invece Selvaggia Lucarelli, opinionista, influencer e 'giudice' nelle varie declinazioni televisive dei masterchef non può o non vuole capirlo.

Il cinismo che domina i rapporti sociali forma questo tipo di ragazzi, abituati al bullismo, alla prevaricazione, alla violenza quasi legittimata dei buttafuori da discoteca, ai film e ai telefilm carichi di violenza. Così una generazione appartata, allevata da congegni virtuali privi di emozioni, può scivolare quasi inavvertitamente nella pura criminalità o nell'orrore come i due bulli troppo cresciuti che a Roma hanno ammazzato Luca Varani o la coppia milanese, lei bocconiana e lui finto-broker con ambizioni politiche, decisi a punire con getti d'acido in faccia gli ex amanti. Da dove vengono questi mostri? Pier Paolo Pasolini ci aveva avvisato già dai tempi del delitto del Circeo. Ci aveva detto che sarebbe diventata una nuova normalità. Oggi è importante rileggere Pasolini e confrontare le sue profezie col delirio criminale di questi giovani di buona famiglia capaci di costruirsi un proprio culto satanico confezionato con un bricolage di narcisismo, cartoni animati e manie di purificazione.
“Il “nuovo modo di produzione” ha prodotto quindi una nuova umanità, ossia una “nuova cultura” modificando antropologicamente l’uomo (nella fattispecie l’italiano). Tale “nuova cultura ha distrutto cinicamente (genocidio) le culture precedenti: da quella tradizionale borghese, alle varie culture particolaristiche e pluralistiche popolari. Ai modelli e ai valori distrutti essa sostituisce modelli e valori propri (non ancora definiti e nominati): che sono quelli di una nuova specie di borghesia.”

Invece di scandalizzarsi per la descrizione data dal comandante dei carabinieri, come fa scioccamente Selvaggia Lucarelli, sarebbe più opportuno domandarsi: ma qualcuno ci parla coi ragazzi? Qualcuno prova ad educarli? E soprattutto, è ancora possibile una educazione umana e civile se si rinuncia a puntare il dito contro i nuovi modelli e i nuovi valori, si può insegnare senza riconoscere che sono quei modelli e quei valori a guidare, in una apparente quotidiana banalità, i piccoli orchi di Vasto, i torturatori di Roma, gli amanti dell'acido di Milano, gli annoiati di Zevio, le Erike e gli Omar di Novi Ligure, i tanti cacciatori di migranti e i troppi picchiatori da discoteca?

E' una domanda da farsi dentro le famiglie e anche dentro le scuole.

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AGGIORNAMENTO DEL 25 luglio 2018 - altri orchi a Napoli, altri ragazzi per bene, studenti universitari che al termine di una festa si offrono di riaccompagnare a casa una ragazza inglese, la stuprano in macchina e l'abbandonano in strada - un terzo ragazzo che non fa parte del gruppo la trova e le offre soccorso ma nel giro di pochi minuti si svela anche lui come stupratore con modalità da sciacallo e senza nessuna pietà per la diciottenne che era stata già vittima di violenza.