La strategia neo-liberista finalizzata alla distruzione della scuola pubblica, destinata a diventare un mercato della formazione che vedrà una perenne competizione tra aziende scolastiche, insegnanti e studenti, appare ora in tutta la sua spudorata realtà nelle proposte dell'ANP per la riapertura delle scuole a settembre.
Un articolo di commento all'agghiacciante documento dell'ANP è stato pubblicato su Roars.
Appropriandosi della strategia di Shock Economy l'associazione dei Dirigenti Scolastici delinea un piano che vorrebbe approfittare dell'emergenza sanitaria per imporre una trasformazione anticostituzionale della scuola italiana.
L’idea è mettere a profitto l’emergenza e la didattica a distanza per riconfigurare giuridicamente il profilo dei lavoratori su base gerarchica e modificare l’impianto delle attività scolastiche e della loro valutazione. La scuola, definita “servizio da erogare capace di produrre apprendimento” integrato nel “sistema Italia”, va riorganizzata nelle sue “modalità operative“. Come? Differenziando i ruoli degli insegnanti, creando un “middle management” di docenti fedeli ed “evoluti“; superando l’impianto dei Decreti Delegati e relativi organi collegiali, “anacronistici e in stridente contrasto con le prerogative dirigenziali”; rimodulando orari e flessibilità dei lavoratori, senza più “rigida delimitazione (…) della tradizionale cattedra”, ovvero smantellando i Contratti Collettivi; smembrando i gruppi classe, attraverso “maggiori opzionalità e facoltatività per le scelte delle famiglie“; ridefinendo il sistema di valutazione, tramite introduzione delle “certificazioni delle competenze” individuali, prevedibilmente rafforzando prerogative e compiti della tecnocrazia INVALSI,
Inutile aggiungere che si tratta di una trasformazione perfettamente allineata alla strategia confindustriale che vede nel settore educativo un nuovo mercato per realizzare profitti e asservire le persone.