2.10.12

Ignorante a chi?

 Lezione di economia: ragionamento, logica e apprendimento.

Il Prof. sta spiegando le funzioni e il valore della moneta e chiede agli alunni se conoscono il significato di "inflazione". Quindi offre qualche esempio per mettere in relazione il valore della moneta con l'andamento dei prezzi. Agli ultimi banchi c'è un alunno che parla, ride e si agita. Il Prof  lo richiama all'attenzione: 
Prof. - Perché tu non partecipi?
Alunno - Non mi interessa, ho altre opinioni.
Prof. - che opinioni?




Alunno - La penso in un'altra maniera. Perché non si può?
Prof - Fai parte della classe come gli altri e dovresti partecipare alla lezione come stanno facendo i tuoi compagni e queste nozioni di economia non sono opinioni. E poi, anche se fossero semplici opinioni, non sarebbe mai sbagliato ascoltarle per fare un confronto con le tue.
Alunno - Va be', quante storie. A me non interessa quello che sta dicendo, ma va bene lo stesso, continui pure a spiegare.
L'insegnante riprende la spiegazione e l'alunno ricomincia subito a a ridere e scherzare cercando di coinvolgere i compagni.
Prof. - Se l'atteggiamento è questo non ho niente da spiegare. Quello che sto dicendo è rivolto a voi e nn ha senso che io dica qualcosa se gli alunni non sono disposti ad ascoltare. Sei d'accordo su questo?
Alunno - Ce l'ha ancora con me? ma le ho appena detto che può spiegare, lo faccia.
Prof. - Lo sto facendo, ma tu continui a fare altro dimostrando un totale disinteresse. Se tu avessi fatto la stessa cosa quando eri in prima elementare adesso avresti conservato le rispettabili opinioni che avevi allora. Capisci che significa? che non sapresti né leggere, né scrivere e non sapresti neanche fare due più due. Ti accorgi di questo? Vuoi rimanere ignorante?
Alunno - Eh sì, ignorante: sarei ignorante. Pazzesco, adesso mi offende pure!
Prof. - Non ho detto che sei ignorante. Ti ho solo fatto un esempio per chiarire che la scuola non uno scambio di opinioni. Ci sono cose da conoscere e regole da imparare. Se non conosci o non sai fare quello che ti sarà richiesto sarai trattato da ignorante. Ti ho spiegato come vanno le cose e non ho detto ignorante per darti un'etichetta.
Alunno - Come sarebbe che non l'ha detto? l'hanno sentito tutti: "ignorante", l'ha detto. Proprio così: i-gno-ran-te, a me. Aspetti che facciamo il compito, lo faccio e poi lei mi mette otto e basta. Finita. Comunque può spiegare quello che vuole, io la penso diversamente.
Prof - Ma guarda che carattere! Comunque sappi che non ho niente contro di te, non ti avrei richiamato se non avessi visto che eri distratto e stavi distraendo anche gli altri. Se non vuoi partecipare alla lezione, fa pure come vuoi, ma non distrarre gli altri. Inoltre considera che la valutazione scolastica non è solo il risultato di un compito. La valutazione comprende anche la partecipazione all'attività didattica e l'impegno dimostrato. Non vedo né l'una, né l'altro.
Alunno - I voti si mettono al compito e poi si fa la media finale. Questo lo sanno tutti. L'impegno e tutto il resto va a condotta che non c'entra col voto.
Prof. - Il voto di condotta considera il comportamento, e su questo è meglio sorvolare, ma impegno e partecipazione sono aspetti che vengono valutati insieme al profitto, hanno un peso per il voto nelle materie di studio. Non è questione di comportamento.
Alunno - No no, il professore dell'anno scorso non faceva così, quindi non si può fare. Questa roba della partecipazione se la sta inventando lei adesso, ma a me non mi frega.
Prof. - Non conosco il tuo professore dell'anno scorso e non so se davvero non tenesse in alcun conto la partecipazione e l'impegno. Comunque io mi attengo alle regole e penso che quasi tutti gli insegnanti lo facciano. Mi sembra strano che nessuno ti abbia mai parlato di attenzione, impegno e metodo di studio...

 ***
L'alunno so-gia-tutto-io a questo punto era nuovamente voltato dall'altra parte ammiccando al compagno di banco. Il Prof gli avrebbe anche indicato le regole della valutazione scolastica, a cominciare dal DPR 122/09 che richiede la valutazione del "processo di apprendimento", cioè del come l'alunno apprende e non del cosa già sa. Sarebbe stata anche una buona occasione per mostrare che non conviene imparare per sentito dire e non sempre si fa la cosa giusta imitando quello che s'è visto fare.  Ma è impossibile perché come diceva Karl Popper: 'Nessun ragionamento razionale potrà avere effetto razionale su chi si rifiuta di adottare un atteggiamento razionale'