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12.10.18

Una grande tragedia

L'intervento di Paolo Crepet al convegno della Gilda egli Insegnanti è stato appassionato, quasi furioso. Potete rivederlo nel video (dal minuto 14 fino al minuto 33).



5.6.18

Le 10 proposte di Galli della Loggia

Non mi capita spesso di trovarmi d'accordo con quello che scrive Ernesto Galli della Loggia, noto editorialista del Corriere della Sera, benché più volte mi sono trovato a citare i suoi articoli, ma stavolta devo dire che le sue 10 proposte al nuovo governo mi sembrano ispirate da un sano buon senso. Ovviamente non rappresentano un metodo per risolvere i gravi problemi della scuola e lo stesso autore ne è ben consapevole visto che in altre occasioni ha evidenziato i malesseri profondi: la deriva burocratica, l'ossessione del controllo (da soviet casareccio), la repulsione per il valore individuale del docente (che invece è l'elemento che più di ogni altro fa la qualità della scuola). Le sue 10 proposte sono sono piccoli segnali che il mondo della scuola farebbe bene a non respingere.

10.5.18

Affondare o uscire dalla palude?

I casi di aggressione fisica nei confronti di maestre e professori stanno assumendo una rilevanza notevole. Da più parti si invoca una sorta di restaurazione, un ritorno ai bei tempi andati, quando gli insegnanti erano autorevoli e autoritari. Però ci sono anche voci contrarie, come quella di Maurizio Tiriticco, grande esperto di scuola e di pedagogia, che aveva già affrontato la questione nello scorso mese di marzo ("Picchiare l'insegnante...") e vi è tornato con un articolo pubblicato da EdScuola (Una società morbida?).

26.4.18

La degenerazione della scuola - Galimberti

Nell'intervista a Umberto Galimberti realizzata dal canale Byoblu, ritroviamo molti argomenti ben noti a chi si occupa di scuola. Alcune considerazioni sono dettate semplicemente dal buon senso, ma il clima che si respira dentro molti istituti scolastici non consente più di usare neanche il buon senso senza rischiare la rottamazione.

Galimberti sottolinea l'importanza del formare l'uomo mediante una educazione emotiva, la necessità di insegnanti dotati di un certo carisma, inoltre ci suggerisce di far funzionare le scuole a tempo pieno imparando anche ad utilizzare adeguatamente le nuove tecnologie.

21.3.18

La catena del sapere spezzata

Un articolo di Salvatore Settis, rettore emerito della Scuola Normale di Pisa, pubblicato da Il Fatto Quotidiano del 15 marzo 2018 (una copia è reperibile a questo link ) dal titolo "Scuola, la catena del sapere spezzata" ha generato un vivace dibattito.

Tra le numerose risposte reperibili in rete vi segnalo gli interventi di

- Andrea Carlino
- Cristiana De Santis, Chiara Panzieri, Jessy Simonini
- Antonio Brusa
- Alvaro Belardinelli
- Federico Batini e Cristiano Corsini
- Gianni Marconato 

Qui non mi occuperò delle risposte, mi limito a riportare alcuni passaggi dell'articolo che potrei riassumere col titolo di MATERIE. Vi ricordate? si chiamavano così le varie cose che venivano insegnante nelle scuole. Poi sono diventate "discipline" e oggi si parla solo di "competenze".

30.11.17

La funzione sociale della scuola

Oggi ci dicono (e c'è chi ci crede, purtroppo, anche tra gli insegnanti) che la funzione della scuola è il contrasto alla disoccupazione, quindi la scuola deve orientarsi verso il lavoro, deve rispondere alle richieste delle imprese, magari cominciando già negli anni di scuola ed ecco l'alternanza.

4.9.17

La degenerazione della scuola italiana

Gli effetti dell'autonomia scolastica e delle successive riforme che stanno distruggendo la scuola pubblica italiana in una sintesi del prof. Pietro Ratto:
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15.3.17

La scuola smantellata

Chiariamo: la colpa non è degli studenti, né degli insegnanti, ma di chi ha smantellato la scuola disorganizzandola. […] L’impianto dei vecchi licei è stato smontato senza riflettere su quali competenze siano comunque basilari per qualsiasi corso di studi. Prima c’era il nucleo forte di materie come italiano, latino, storia e filosofia al classico, lo scientifico cambiava di poco con l’aggiunta di matematica. Adesso si taglia il latino, si taglia la filosofia, pilastri per un apprendimento logico. […] Sembra che l’unica cosa indispensabile sia professionalizzare, ma non si vuole capire che alla base di ogni apprendimento ci sono le competenze linguistiche
Massimo Cacciari  da un articolo pubblicato da La Repubblica

Un filosofo del livello di Cacciari, molto attento alle parole, che parla di scuola SMANTELLATA, dovrebbe generare effetti dirompenti e avviare forti ripensamenti rispetto a quello che si sta facendo con apparente improvvisazione affidata a persone che non sono mai riuscite neanche a conseguire i titoli di studio per l'accesso all'insegnamento.  

4.10.16

La buona scuola vista da Tiriticco


Faraone non conosce la nostra scuola né la sua storia né le norme che la disciplinano - scrive con amarezza Tiriticco ricordando all'uomo di governo alcuni passaggi del dpr 275/99. E riguardo alla Legge della Buona scuola (L.107/2015) esprime un parere ancora più amaro:

2.5.16

La distruzione della scuola pubblica

La riforma della scuola. Se ne parla da decenni. Grandi cambiamenti sono stati avviati a partire dal 1997, quando alla pubblica istruzione c'era il ministro Luigi Berlinguer. Da allora i governi di destra e di sinistra perseguono l'obiettivo dell'autonomia scolastica e della parificazione tra scuole pubbliche e scuole private.
Berlinguer fu l'artefice delle lauree brevi, dei crediti e debiti formativi, delle competenze che devono prevalere sulle conoscenze, dei corsi di recupero (in cui nessuno recupera niente e tutto si sana magicamente). Da allora gli studenti e le famiglie hanno visto crescere il nozionismo delle prove invalsi, i richiami pubblicitari e i progettifici scolastici.


12.2.16

La buona scuola non è buona

La riforma della cosiddetta "Buona Scuola" lede i principi costituzionali. L'aveva già evidenziato il giudice emerito Ferdinando Imposimato, ora altri dubbi vengono espressi dal costituzionalista Michele Ainis rispetto all'art. 33 della Costituzione, che sancisce un principio già violato altre volte a cominciare dalla L. 62/2000.

Il prof. Ainis afferma che "la scuola non è un’azienda, perché i docenti dipendono dallo Stato anziché da un manager privato, perché la loro libertà d’insegnamento si svuoterebbe come un uovo se un capoccia potesse dispensare premi e castighi in base a fedeltà politiche, o più semplicemente culturali."


10.2.16

Salvatore Settis sulla scuola delle competenze


 Sostituire la parola “conoscenza” con “competenza” è un'idea perversa - lo dice Salvatore Settis in una intervista rilasciata a Linkiesta - Questa sostituzione è stata fatta dai pedagogisti alla nostrana, consultati a cominciare dal ministro Berlinguer e dalla Moratti in poi per le loro pessime riforme scolastiche.

L'ex direttore della Scuola Normale di Pisa ci ricorda che "abbiamo bisogno di persone con uno sguardo generale. Non bastano le conoscenze specialistiche, approfondite quanto si vuole. Ci vuole una visione collegata col senso della comunità (come del resto è scritto nella nostra Costituzione, che stiamo via via dimenticando)".


12.7.15

Il giudice Imposimato sulla "Buona Scuola"

Ferdinando Imposimato è un autorevole magistrato che si è rivolto al Presidente della Repubblica per chiedergli di non promulgare la legge di riforma chiamata "Buona Scuola.

Signor Presidente della Repubblica
prof. Sergio Mattarella
so bene che le possibilità che lei non firmi la legge sulla buona scuola sono poche. E tuttavia, in un momento grave per le sorti della democrazia e della libertà, sento il dovere di rivolgermi a Lei, quale massimo garante della Costituzione, per dare un contributo di conoscenza sul problema complesso e per richiamare la Sua vigile attenzione sulla opportunità , prima di promulgare la legge , di chiedere, in base all'art 74 della Costituzione, con messaggio motivato alle Camere, una nuova deliberazione che sia conforme alla lettera e allo spirito della Costituzione repubblicana. 

29.6.15

Qualcuno ci odia

La frase choc di Rondolino contro i docenti
Silvana La Porta - La Tecnica della scuola - Venerdì, 26 Giugno 2015

“Ma perché la polizia non riempie di botte sti insegnanti e libera il centro storico di Roma?” Così l'ex portavoce di D'Alema su Twitter fa andare su tutte le furie il mondo della scuola.

7.5.15

I fattori distorsivi dell'insegnamento

Prima di parlare di riforme sarebbe bene capire quali sono i problemi della scuola italiana. Ci ha provato Giovanni Sartori, insigne politologo, con un articolo pubblicato diversi anni fa sul Corriere della Sera. Ve lo ripropongo qui.


21.4.15

Dalla scuola dell'educazione a quella della prevaricazione

Mentre si prepara lo sciopero del prossimo 5 maggio contro la proposta di "Buona Scuola" del governo Renzi, mi sembra opportuno riproporre qui un articolo del prof. Gianfranco Pignatelli