Finalmente leggo la verità. La scrive su MicroMega il Prof. Fausto Pellecchia. Come spesso accade la verità è amara. Sarebbe bello pensare che la pandemia abbia fatto capire a tutti l'importnanza della scuola, sarebbe bello pensare che la scuola è un settore in cui le donne non sono discriminate, sarebbe bello pensare che la formazione culturale dei giovani sia al centro dell'attività scolastica. Non è così e finalmente qualcuno lo dice.
28.3.21
La verità su scuola, donne e giovani
24.1.21
I ragazzi rimandati dentro le aule
“La Germania sta chiudendo tutte le scuole, anche quelle elementari, perché questa variante inglese purtroppo si diffonde in nord Europa nell'80% dei casi proprio a partire dalle scuole e non solo è più infettiva e contagiosa ma anche più letale. E' qualcosa di pericoloso, bisogna fare le cose nel modo giusto al momento giusto. In questo momento la circolazione del virus è importante per non parlare delle varianti che potrebbero arrivare"
Lo ha detto il professor Walter Ricciardi, consigliere scientifico del Ministro della Salute.
L’Italia ha tenuto le scuole aperte più di altri paesi europei. A rivelarlo è l’Unesco che ha analizzato il periodo da settembre 2020 a gennaio 2021, ovvero quello legato alla seconda ondata dei contagi da Covid. Eppure continua a circolare la diceria di scuole chiuse.
23.12.20
A qualcuno piace DaD
L'istruzione a distanza offre anche alcuni vantaggi, almeno per chi è ben dotato di mezzi tecnologici e sa come usarli, però manca una parte importante, quella più educativa: manca la socialità, manca la comunicazione non verbale, manca l'esserci tra gli altri che crea la vera personalità.
Ma si potrà tornare a scuola dal prossimo 7 gennaio oppure sarà un azzardo?
Uno studio pubblicato da Eurosurveillance (rivista europea specializzata in epidemiologia e controllo delle malattie infettive) mostra che la trasmissione del virus a scuola è molto più frequente nelle scuole secondarie, rispetto alla scuola primaria.
24.5.20
Screen New Deal
Nel mio post precedente ho segnalato due opinioni critiche di una mamma e di una studentessa che, a prescindere da tutto quello che abbiamo già elencato, descrivono la Didattica a Distanza come l'obbligo di "ingerire la pillola giornaliera di una conoscenza sterile" e come un'esperienza "mortifera per l’essere umano".
La DaD costringe a ridurre tutto all'essenziale, cioè alla nozione, allo scheletro delle conoscenze. La scuola mediata dalle nuove tecnologie sarà una scuola fortemente nozionistica, come la vecchia scuola contestata dai sessantottini. Sarà una scuola senza socialità, senza empatia, senza serendipità. Non è difficile immagina un don Lorenza Milani che chiama a raccolta i ragazzi "disconnessi", quelli che non hanno il device e i giga per la connessione.
Basta per poter concludere che questa nuova modalità di insegnamento avrà vita breve, finirà insieme all'efficacia dei decreti emergenziali? Purtroppo no, credo di no. Nel mio post precedente avevo evocato la dottrina della Shock Economy e ora posso proporvi la lettura di un articolo del Guardian firmato da Naomi Klein, la giornalista canadese che ha saputo realizzare la migliore inchiesta sulla dottrina della Shock Economy.
L'articolo originale è qui.
Per chi non ha dimestichezza con l'inglese vi propongo una versione italiana realizzata col traduttore automatico.
11.5.20
Tempi di DAD
DAD significa Didattica a Distanza, quella che in Italia cominciò coi corsi per corrispondenza della Scuola Radio Elettra di Torino
Finora la scuola italiana aveva snobbato la digitalizzazione. Molti soldi furono spesi per l'acquisto delle LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) utili a portare la rete internet dentro le aule ma utilizzabili solo nella didattica in presenza. L'esperienza delle Università Telematiche è stata vista come furbizia utile a sdoganare corsi facilitati. Ora l'emergenza ha proiettato da un giorno all'altro tutte le scuole nella nuova dimensione della DAD: la scuola non si ferma, ci dice con orgoglio la Ministra e ce lo ripetono tanti volenterosi missionari dell'insegnamento: la scuola prosegue con la DAD.
4.4.20
La scuola con flipper e juke-box
Stiamo facendo un altro balzo dentro la costruzione del Game.
I cambiamenti degli ultimi vent'anni, a partire dalla famigerata riforma Berlinguer che ha imposto alle scuole pubbliche un modello aziendalistico erano stati previsti con quasi vent'anni d'anticipo da Nanni Moretti. In particolare nel suo film "Bianca" del 1984.
Non c'era ancora l'autonomia scolastica, nessuno poteva immaginare i presidi trasformati in manager e soprattutto non c'era le tecnologie digitali perché i PC del 1984 funzionavano ancora con MS-Dos e le immagini digitali erano ancora da venire. Eppure in quella scuola "Marilyn Monroe" c'era già tutto