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30.11.21

Gli insegnanti possono sindacare l'abbigliamento degli alunni?

 Alcuni studenti di Edimburgo si sono presentati a scuola indossando la gonna. L'iniziativa aveva lo scopo di promuovere l’uguaglianza e sfatare gli stereotipi di genere. Per gli scozzesi è più facile, perché la loro tradizione vede gli uomini indossare il kilt, ma qualcosa di simile era già avvenuto in Spagna per protesta contro il provvedimento di espulsione di un quindicenne che aveva osato indossare l'indumento femminile.

L'esperimento è stato riproposto anche in Italia da alcuni alunni del Liceo Zucchi di Monza, dove la curiosa iniziativa ha incontrato l'approvazione della dirigente.

Invece nel Liceo scientifico Bottoni di Milano le cose sono andate diversamente. Un professore di Filosofia ha allontanato dall'aula i tre alunni in gonna perché vestiti “in modo inappropriato”. La motivazione non ha incontrato l'approvazione del docente. I tre ragazzi si sono rivolti alla preside che ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del docente richiedendone la sospensione. 

11.10.21

Il paradosso dell'istruzione

Frank Furedi è professore emerito di sociologia. Ha studiato i nodi problematici della vita culturale contemporanea, come la paura nei confronti di un futuro incerto, la percezione del rischio nell'era post I l settembre, la vulnerabilità nell'incertezza dei ruoli, soprattutto educativi, la nuova fondazione del concetto di autorità morale nelle società occidentali della postmodernità. Spesso presente nei dibattiti culturali e televisivi inglesi, ha pubblicato diversi volumi, tra i quali sono stati tradotti in italiano:  

Il nuovo conformismo. Troppa psicologia nella vita quotidiana (2005)
Che fine hanno fatto gli intellettuali? I filistei del XXI secolo
(2007).
Fatica sprecata. Perchè la scuola oggi non funziona (Vita e Pensiero - 2012), 

In quest'ultimo testo Furedi analizza "il paradosso dell'istruzione": mentre investiamo sempre di più nell'insegnamento, e sempre di più vorremmo ricavarne, le nostre scuole chiedono sempre meno agli studenti. Basse aspettative nei confronti dei ragazzi, la tendenza a infantilizzarli attraverso una forte psicologizzazione del rapporto educativo e un infinito maternage, la ricerca ossessiva delle loro motivazioni, il declinare dell'autorità degli adulti producono l'esatto contrario di ciò a cui l'istruzione dovrebbe mirare, cioè la formazione di persone autonome, critiche, capaci di una propria visione del mondo.

3.3.21

L'educazione asservita

Scopro solo adesso questa interessante conferenza di Massimo Cacciari dedicata alla educazione. 

Educazione all'utile o alla virtù? (Aristotele

Cos'è l'educazione, si chiede Cacciari, una maieutica oppure una trasmissione di informazioni? 

4.1.21

L'obbligo di difendersi dalla distruzione

Alessandro Barbero è un insigne storico, un eccellente docente di storia. Nessuno riesce a rendere viva e interessante la storia al par suo. Il suo talento narrativo gli ha fatto guadagnare il premio Strega per la letteratura. Sono doti che trovano fondamento sul suo elevato spessore culturale e sulla sua piena indipendenza di giudizio. Qui vi propongo un'intervista in cui Barbero descrive l'attuale situazione degli insegnanti italiani e della scuola. Una sintesi perfetta.

Gli insegnanti oggi sono una vera e propria categoria “sotto attacco”, da cosa crede che dipenda questo radicale cambiamento nei confronti di una classe che fino a dieci anni fa, era stimata e rispettata?

Intanto, io direi non dieci, ma venti o venticinque anni fa: l’aggressione è cominciata allora. Le cause sono: a livello immediato, la svolta a destra della politica italiana. Questo ha comportato l’antipatia evidente di molti governi nei confronti di un mondo, quello degli insegnanti, tradizionalmente considerato di sinistra.
Ma più in profondità, e in modo più insidioso, la svolta a destra dell’intero mondo occidentale, l’ideologia unica del profitto, l’esaltazione dell’imprenditoria come sale della terra. Ne risulta una classe dirigente che non capisce letteralmente più a che cosa servano la cultura, l’insegnamento, lo spirito critico.

30.11.20

La libertà di insegnare e di imparare

 Difficile essere un buon insegnante, se non si è un insegnante libero.

Ho preso questa citazione da un interessante articolo di Rossella Latempa dedicato alla libertà di insegnamento. 

Stiamo perdendo la libertà di insegnamento, costretti da innovazioni e gerarchizzazioni; stiamo dimenticando che se l'arte e la scienza non sono libere non c'è più né arte né scienza. Devono essere libere e libero dev'essere l'insegnamento, come recita l'art.33 della nostra Costituzione. Ma la stessa libertà va riconosciuta anche all'apprendimento. Il diritto allo studio dev'essere libertà di studiare ciò che si vuole e come si vuole. Anche lo studio di Vittorio Alfieri era libero perché egli liberamente decideva di legarsi alla sedia e lo faceva per amore dello studio. 

La scuola sta dimenticando anche questo. In molti documenti scolastici viene ripetuta la prima delle otto formule che definiscono le "competenze chiave di cittadinanza": imparare ad imparare.

Imparare cosa? perché? 

L'imparare svuotato di contenuto non ha senso, diventa pura obbedienza ad un obbligo. Ci fa apparire l'immagine penosa di un Vittorio Alfieri legato alla sedia senza un libro da leggere: sta imparando ad imparare!

Qualunque insegnante dovrebbe provare orrore di fronte a formule di tal fatta, ma gli insegnanti di oggi sono ancora liberi di mettere in discussione le idiozie che dissennati amministratori ci fanno cadere addosso?

 

29.2.20

Pensare in modo uniforme


Il Prof. Alessandro Barbero, insigne storico e scrittore ben noto per il suo equilibrio e per l'indipendenza di giudizio, svolge alcune considerazioni sulla scuola che non possono essere tacciate di faziosità politica, né di conservatorismo di carattere sindacale. Quello che dice ci deve far riflettere e soprattutto dovrebbe far riflettere i numerosi sostenitori delle pedagogie docimologiche, delle prove invalsi, degli standard di qualità e della didattica per competenze.

Barbero parla di una scuola che si sta orientando verso l'imposizione di un "pensare in modo uniforme" e di una tendenza a formare giovani "programmati per eseguire compiti" invece che valorizzare la creatività personale. Ci ripropone l'esempio della scolastica medievale che inizialmente si fondava sul dubbio, sulla discussione, sul ragionamento e soprattutto sulla libertà di ricerca e di confronto. Se la scuola perde la libertà, se viene organizzata secondo modelli aziendali, perderemo la nostra libertà di pensiero che è il cuore stesso del sapere.

La scuola gerarchizzata con ministri che possono imporre una certa formazione, dirigenti che possono scegliere i docenti e con docenti ingabbiati tra standard di valutazione e progressione di carriera, non resterà alcuna libertà e non si svilupperà nessuna creatività se non tra quelli che dalla scuola fuggiranno.

L'esempio della scolastica medievale, che si svilisce chiudendosi nella ripetizione di presunte verità ormai acquisite, è molto pertinente perché ci fa cogliere una perfetta analogia tra l'antico dogmatismo basato sulla verità biblica e poi su quella aristotelica con l'attuale dogmatismo scientista.


21.12.19

L'essenziale e il progetto intrisi di desiderio e di sogno

  • Studiare non perdendo di vista l’essenziale, perché nella famiglia, nelle amicizie, nei compagni, in tutte le relazioni, c’è la forza per affrontare lo sconforto e la stanchezza.
  • Studiare tenendo fisso un sogno, perché senza sogni che ci stanno a fare sui libri?
  • Studiare coltivando un desiderio, perché è la passione che ci spinge a raggiungere gli obiettivi.
  • Studiare guardando ad un progetto, perché è nel presente che si comincia a vincere qualunque battaglia futura.
Una bella sintesi dello STUDIO a cui aggiungerei che non si può fare senza occhi aperti sulla realtà: affrontare il viaggio della vita con una valigia piena di formule, versi di poeti, esperienze storiche, suggestioni di artisti e di romanzieri, riflessioni filosofiche, ma anche uno sguardo sulla realtà: le relazioni sociali, le norme, le diseguaglianze, il lavoro, le violenze...

25.6.19

La prospettive della scuola italiana

Le scuole somigliano sempre più alle aziende. Realizzano progetti, assegnano crediti e debiti, si fanno pubblicità, si sottopongono a valutazioni di sistema, ecc. Non tutti apprezzano questa evoluzione, molti la criticano, ma sono ancor più numerosi quelli che si sono adattati ritenendo che sia un'evoluzione inevitabile. Saremo sempre più privatizzati, sempre più competitivi e con prestazioni sempre più mercificate. Ce lo chiedono "i mercati" o ce lo chide qualcuno che si nasconde dietro una fals mascera di "mercato"?
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(video tratto dal canale ByoBlu)

Il prof. Pietro Ratto  ci descrive i cambiamenti in atto mostrandoci anche quali sono i gruppi e gli interessi che progettano e realizzano i cambiamenti.
Non c'è niente di naturale o inevitabile e non è conveniente per tutti  l'accentramento delle scelte e aumento dei poteri coercitivi nei confronti dei docenti, degli studenti e delle famiglie.

12.10.18

Una grande tragedia

L'intervento di Paolo Crepet al convegno della Gilda egli Insegnanti è stato appassionato, quasi furioso. Potete rivederlo nel video (dal minuto 14 fino al minuto 33).



22.9.18

Insegnare la Costituzione

La Costituzione come manuale di sopravvivenza. E' la proposta di Giovanni Maria Flick, già Ministro della Giustizia e Presidente Emerito della Corte Costituzionale.
in un momento come questo vedo nella Costituzione certamente un manuale di convivenza civile, ma non vorrei essere troppo pessimista nel definirla anche un manuale di sopravvivenza, nella misura in cui si propone una serie di indicazioni e di valori essenziali per continuare o rincominciare a vivere insieme.

Nelle scuole si parla spesso di educazione alla legalità con incontri e progetti spesso focalizzati su questioni molto particolari (cyberbullismo, mafie, diritti umani, ecc.) però viene trascurato lo studio della Costituzione e dei valori ad essa sottesi.
Inutile girarci intorno o, come si dice, menar il can per l'aia: non ci sarà mai nessuna educazione alla legalità se non si parte dalla Costituzione; se non si insegna ai giovani a leggerla e comprenderla come fondamento e sintesi della convivenza democratica tutto il resto sarà effimero.

Nell'ambito dell'International Tour Film il Castello di Santa Severa (Civitavecchia) ha ospitato un convegno dedicato all'insegnamento della Costituzione.
una manifestazione di festa, di riflessione e di proposta dedicata a quanti credono nel ruolo decisivo della Carta Costituzionale nel mondo dell’Istruzione e della Cultura in Italia e in Europa. Un evento che intende definire la specificità e il ruolo centrale in tutti i curricoli scolastici di una Disciplina che sia fondata sullo studio e l’apprendimento dei principi, delle regole e del sistema delle Istituzioni su cui si poggia la vita democratica del nostro Paese e dell’Unione Europea.

21.9.18

Educazione sentimentale

L'educazione sessuale, intesa soprattutto come educazione all'amore (quindi soprattutto educazione sentimentale) aiuta a realizzare un'esistenza più felice, aiuta a non cadere in depressione. Lo afferma il sessuologo Vincenzo Puppo che auspica l'introduzione di corsi di educazione all'amore in tutte le scuole.

Il progetto didattico è reperibile nel suo sito personale, dove si può trovare anche una video-lezione di prevenzione delle violenze sulle donne e un e-book dello stesso autore.
 Oggi i ragazzi, arrivati all’età di 13-14 anni, sono completamente lasciati soli, proprio nel momento in cui hanno bisogno di quelle basi minime sulla vita e sull’amore la cui conoscenza è fondamentale per poter affrontare le proprie esperienze con maggiore sicurezza e senza quelle ansie che oggi sono tanto diffuse, per questo i ragazzi non sanno come si possono affrontare i problemi sentimentali, e il mantenimento dell’ignoranza diventa una schiavitù.
Il dott. Puppo ci mette anche in guardia rispetto al pericolo degli esempi distorti e diseducativi prendendo ad esempio il libro/film di Federico Moccia "Tre metri sopra il cielo".
Per Moccia l’amore è solo pensare a se stessi e al proprio piacere, i ragazzi devono essere “bastardi” e violenti, le ragazze devono solo compiacere i maschi. (...) Tre metri sopra il cielo è un libro che condiziona negativamente gli adolescenti (...) I suoi libri e film sono solo un business, creato anche grazie ai mass-media. Voglio avvisare i genitori che hanno figli adolescenti: state attenti ai libri che leggono, soprattutto all’età di 11-16 anni, quando sono più vulnerabili e “plagiabili”, e non fate leggere Tre metri sopra il cielo ai vostri figli.


1.9.18

Neutralità e svilimento

La gestione della scuola pubblica italiana è stata descritta in termini di smantellamento (Cacciari) o distruzione (Fusaro) o degenerazione (Galimberti) o svilimento (Casarino). I tentativi di uscirne spesso vanno a peggiorare la situazione. Sembra che tutte le riforme degli ultimi vent'anni abbiano prodotto peggioramenti, ma forse non è un caso. Comunque lo si voglia definire, il declino della scuola pubblica non è frutto di errori. Da oltre vent'anni stiamo viaggiando in direzione ostinata e contraria.

La raffinata strategia elaborata da forze politiche reazionarie viene attuata mascherandosi da "modernità" e in tal modo incontra debolissime resistenze. L'idea di "riformare" per "andare avanti" coinvolge anche coloro che, conoscendoli, non potrebbero condividere gli obiettivi finali. Ma la consapevolezza non c'è, il mito del "progresso" riesce a nascondere ogni visione realistica del futuro e la scuola ha smarrito la visione della propria missione originaria.

La scuola come comunità educante si fonda sulle relazioni personali, si nutre di soggettività, cioè di confronto tra personalità diverse, capacità e culture individuali che riescono a creare una dinamica di scambi costruttivi. I migliori insegnanti hanno sempre ammesso di amare il proprio mestiere perché  consente di continuare a crescere e a migliorarsi nel confronto con gli altri, anche con gli alunni più piccoli. Invece di promuovere tutto questo, da oltre vent'anni le riforme neo-liberiste perseguono obiettivi che hanno la pretesa dell'oggettività (unità didattiche precostituite, moduli, tecniche pedagogiche standardizzate, risultati certificabili, criteri di valutazione, competenze misurabili, ecc.).

L'oggettività, spesso illusoria, svilisce la soggettività. Ogni misurazione appiattisce l'individuo sulla dimensione che viene presa ad oggetto di misurazione. La personalità dello studente scompare dietro la maschera della performance formativa. L'addestramento si sostituisce all'educazione.

20.7.18

Un vaccino contro le fake-news

Come difendersi dalle fake-news? Prima si chiamavano "bufale". Esistono da sempre. Costruite e diffuse ad arte anche nell'antica Roma. Come riconoscerle? Credo che non saranno mai gli spacciatori di fake-news a darci la soluzione, dovrebbe essere abbastanza facile da capire e ne abbiamo già parlato. Oggi vorrei proporvi l'idea un vaccino anti-fake.

18.7.18

Facebook, roccaforte delle fake-news

No, Facebook non cancellerà le fake-news, l'ha detto lui, il Grande Fratello Zuckerberg. Ovvio perché le fake-news rappresentano un ottimo carburante per far funzionare il social-media.

Qualche ingenuo potrà stupirsene, finora infatti il monopolista mondiale del gran chiacchierificio aveva giurato guerra alle fake-news. Molti ci avevano creduto subito, ci aveva creduto anche il governo italiano e perfino Laura Boldrini che fu vittima di gravi oltraggi. L'iniziativa "Basta bufale" proposta dal MIUR alle scuole italiane nel 2017 era basata su una collaborazione con Rai, Fieg, Confindustria e anche loro, sì, proprio loro: Facebook e Google.  E' l'agnello che assume il lupo come custode, è come farsi aggiustare la serratura di casa da un ladro professionista.

25.6.18

Ripartiamo dalla cultura civica

L'appello che segue, recentemente riproposto da "Critica Liberale", risale al 20 dicembre 2007. Resta ancora attuale perché è rimasto inascoltato, anzi peggio, è stato boicottato dalla celebrazione di un finto insegnamento a cui non è riservato alcun orario e non ha uno specifico docente.  

Che sia necessario e urgente dare agli italiani qualche informazione sulla Costituzione lo vediamo anche dall'ignoranza di tante persone. Perfino un noto giornalista come Gianni Riotta, già direttore del TG1, ha dato sfoggio della propria ignoranza sul principio fondamentale della democrazia.


Nel nostro paese sta maturando una crisi morale e politica assai grave che investe in particolare le nuove generazioni. Si tratta di un fenomeno di cui si avvertono i sintomi anche nel resto d’Europa, ma che in Italia è ormai così pervasivo da avere già provocato una profonda degradazione della convivenza civile e della vita democratica.

Il peggioramento drammatico della qualità media del ceto politico, la crisi delle istituzioni, lo stato dell’informazione soprattutto televisiva, l’indebolirsi della solidarietà sociale, le tensioni provocate dai problemi derivanti dalle trasformazioni indotte nel mercato del lavoro e dall’accelerata immigrazione di massa generano, da un lato, sfiducia nella partecipazione politica e, dall’altro, forti regressioni di tipo comunitario, ghettizzazioni e manifestazioni di xenofobia.

14.6.18

Dall’emergenza scuola all’emergere dell’anima

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L'intervento di Paolo Maddalena, giurista ed ex giudice della Corte Costituzionale, nel convegno torinese Dall’emergenza scuola all’emergere dell’anima, svoltosi il 9-10 giugno.
Il video è tratto dal prezioso sito internet UniAleph dove si possono trovare anche gli altri interventi che valgono più di un corso di formazione:
Giulia Cremaschi - Suoni e ritmi, i fondamenti dell'apprendimento;
Nicola Donti - Responsabilità e sguardo positivo;
Mauro Scardovelli e Nicola Donti - Una rete per umanizzarci;
Pietro Ratto - La scuola e il suo male;
Fabio Bentivoglio - Una scuola senz'anima;
Gianni Vacchelli - Liberazione della scuola e scuola della liberazione;
Roberto Mancini - Il senso della scuola;

A chi fosse interessato agli argomenti esposti da Paolo Maddalena consiglio anche il video di un altro incontro tra lui e Mauro Scardovelli.

5.6.18

Le 10 proposte di Galli della Loggia

Non mi capita spesso di trovarmi d'accordo con quello che scrive Ernesto Galli della Loggia, noto editorialista del Corriere della Sera, benché più volte mi sono trovato a citare i suoi articoli, ma stavolta devo dire che le sue 10 proposte al nuovo governo mi sembrano ispirate da un sano buon senso. Ovviamente non rappresentano un metodo per risolvere i gravi problemi della scuola e lo stesso autore ne è ben consapevole visto che in altre occasioni ha evidenziato i malesseri profondi: la deriva burocratica, l'ossessione del controllo (da soviet casareccio), la repulsione per il valore individuale del docente (che invece è l'elemento che più di ogni altro fa la qualità della scuola). Le sue 10 proposte sono sono piccoli segnali che il mondo della scuola farebbe bene a non respingere.

22.5.18

Formare i cittadini

Si chiamava Educazione Civica, ora si chiama Cittadinanza e Costituzione. A me piaceva il vecchio nome che evocava un senso di crescita, indicava l'intento di educare i ragazzi a diventare cittadini nella convivenza democratica. Invece l'accoppiamento di Cittadinanza e Costituzione è un abbinamento freddo e dissonante tra due elementi troppo diversi: uno status personale e un testo legislativo.

4.5.18

L'inclusione può diventare esclusione

La scuola pubblica è di tutti e per tutti, si fonda su un principio di inclusione. Le sue regole devono essere finalizzate alla collaborazione e alla trasparenza, al contrario delle aziende private che invece rispondono a logiche opposte di competizione, esclusione, gerarchia, segretezza.

Negli ultimi decenni la scuola è caduta in uno stato di disorientamento causato da direttive dissonanti; da una parte si procede verso l'aziendalizzazione (autonomia delle scuole messe in concorrenza tra loro, dirigenti scolastici trasformati in manager e alienati dalla dimensione educativa, attribuzione di crediti e debiti formativi che creano una logica mercantile, bonus premiali per generare competizione tra gli insegnanti, eccessi di valutazione, investimenti per il marketing scolastico che porta i ragazzi a sbagliare scelta, ecc.) dall'altra si continuano a proclamare i principi di collaborazione, solidarietà, inclusione, che suonano sempre più falsi e retorici.

3.5.18

La guerra dei proff

Ormai si va a scuola con l'elmetto e la baionetta. E' una guerra. Il bollettino dei feriti è già lungo, le infermerie sono piene. Il ministero ha cominciato ad assegnare le medaglie ai più valorosi reduci di combattimento scolastico:

Aprile 2016  a Catania: violento pestaggio ai danni di un docente di matematica dell'Ist. Carducci.
Novembre 2016 a Palermo: docente di matematica preso a calci e pugni;
Novembre 2016 a Siracusa: insegnante di musica colpito in aula da un genitore;
Febbraio 2017 a Bari: blitz e violenze contro il vice-preside all'istituto Panetti;
Marzo 2017 a Roma: docente universitario picchiato da un gruppo di studenti che aveva bocciato;
Settembre 2017 a Bari: docente di sostegno aggredito e minacciato di morte;
Ottobre 2017 a Cagliari: insegnante picchiata dopo un rimprovero allo studente;
Ottobre 2017 a Putignano (Bari) : maestra aggredita da un alunno;
Ottobre 2017 a Bari: una mamma va a scuola a picchiare la maestra;
Novembre 2017 a Poggiomarino (Na): professore preso a pugni;
Gennaio 2018 a Avola (Siracusa): professore di educazione fisica aggredito da due genitori;
Gennaio 2018, sempre ad Avola: Preside aggredito da un padre dopo che il figlio aveva fatto danni;
Febbraio 2018 a Santa Maria a Vico (Caserta): docente ferita al volto da uno studente armato;
Febbraio 2018 a Monserrato (Cagliari): pugni all'insegnante;
Febbraio 2018 ad Aversa: maestra aggredita a scuola, le sbattono la testa contro il muro;
Febbraio 2018 a Pisa - bidella aggredita da un genitore;
Casteller di Paese (Treviso): insegnante aggredito e sottoposto a procedimento disciplinare;
Febbraio 2018 a Piacenza: insegnante colpita da un alunno di prima media;
Febbraio 2018 a Foggia: genitore picchia un insegnante;
Febbraio 2018 a Valle del Savio (Cesena): scaglia un pugno in faccia al professore;
Marzo 2018 a Palermo:  maestra colpita al volto con un pugno dal padre-bidello;
Aprile 2018 a Torino - violenta aggressione di gruppo contro un insegnante;
Aprile 2018 a Palermo: aggressione fuori scuola con lesioni gravissime all'insegnante;
Aprile 2018 a Lucca:  professore bullizzato in classe da un alunno;
Aprile 2018 a Velletri: docente minacciata da un aunno: "ti faccio squagliare nell'acido";