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25.2.23

Un ministro anti-antifascista

Il pestaggio degli studenti davanti ad un liceo fiorentino è l'ennesimo allarme. Violenza che cresce, stavolta con un marchio politico. Il Ministro dell'Istruzione e del Merito tace, evita ogni giudizio. Nessuna norma lo obbliga ad esprimersi. In rappresentanza delle istituzioni c'è stata solo una Preside che ha scritto una lettera ai suoi studenti in cui esprime biasimo per la violenza e un richiamo a non restare indifferenti.
Al Ministro non piace quella lettera e minaccia la Dirigente di possibili ritorsioni disciplinari.

In che mondo stiamo entrando?

Qui non c'è solo indifferenza nei confronti della violenza. La minaccia alla Preside è un segnale inquietante. Avrebbe dovuto elogiarla per quella lettera che contiene una esortazione educativa. 

Le parole del ministro Valditara negano il principio democratico di libertà di parola e di insegnamento. L'autoritarismo esercitato per intimidire chi vorrebbe vedere rispettati i valori della Costituzione è un segnale orribile. Lui dice che non esiste il pericolo di un nuovo fascismo, ma lo dice usando una minaccia di sapore fascista. Dovrebbe fare il contrario per mostrarci che quel pericolo non c'è.

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Voglio riportare qui di seguito alcuni articoli su questa vicenda alla quale la scuola dovrebbe rispondere almeno con una giornata di sciopero.

27.4.22

25 aprile - il fascismo è finito?

Se è vero, come molti dicono, che il fascismo è finito, se l'esperienza storica avviata da Mussolini nel 1922 si è conclusa con la fine del ventennio e la morte del duce, allora non dovrebbe esserci alcun ostacolo ad esprimere giudizi su quel passato che non appartiene più a nessuno di noi.  Di conseguenza si potrebbe anche affermare che l'antifascismo sarebbe ormai anacronistico.  

E' la storia a dirci che il regime fascista decretò l'abolizione del Parlamento, fece sciogliere tutti gli altri partiti politici, fece uccidere gli oppositori, socialisti o liberali, condannò persone di grandissimo valore, praticò la minaccia e la violenza, abolì diritti fondamentali, avviò guerre di sterminio contro gli stati africani facendo anche uso di armi chimiche, si macchiò di eccidi in Libia e nei Balcani, sancì la persecuzione civile degli italiani di religione ebraica o dei loro discendenti e infine proclamò una guerra scellerata che provocò milioni di morti. Quale giudizio possiamo esprimere su tutto questo? 

29.10.21

Quanto fascismo c'è nelle nostre scuole?

Sulla rivista telematica Wired è stata pubblicata la notizia di un preside che viene acclamato come "duce" da centinaia di studenti di un istituto tecnico bergamasco. Alle accalamzioni il dirigente scolastico sembra rispondere con un saluto romano. 

L'episodio ha suscitato un certo scandalo e viene riportato anche da notiziari scolastici. Il preside si difende riconducendo la parola “duce” alla sua radice latina (dux) e dunque gli studenti l'avrebbero usata nel senso generico di “condottiero degli alunni”. Credo che la questione principale non sia il significato della parola, si tratta di capire il contesto. Qualunque parola potrebbe essere usata in un contesto scherzoso e anche il saluto romano non è sempre apologia del fascismo. Dunque, cerchiamo di capire meglio. Chi è quel preside e cosa insegna ai suoi studenti?

17.12.19

Clima di paura

La professoressa Rosa Maria Dell'Aria, protagonista suo malgrado di un caso di repressione della libertà di espressione e di insegnamento che suscitò molto scalpore, intervistata da Radio Radicale parla di un clima di paura che incombe sugli insegnanti e indirettamente anche sugli studenti.

La sospensione dall'insegnamento fu un provvedimento deciso quando al governo c'era la Lega di Salvini, ora c'è una forza di centro-sinistra, la stessa che a suo tempo prese le difese della professoressa accusata di non aver censurato il lavoro dei suoi studenti, eppure la sanzione non è stata revocata.

Il clima di paura non si è creato solo nella Sicilia della professoressa Dell'Aria. A Torino la maestra che gridò insulti contro la polizia è stata licenziata, s'è detto che il comportamento e le parole di un insegnante devono essere irreprensibili anche fuori dalla scuola, s'è detto che nessun torto subito potrebbe giustificare la reazione scomposta,

17.5.19

L'assurda pretesa di una scuola depoliticizzata

La professoressa Rosa Maria Dell'Aria è stata sospesa per due settimane con relativa decurtazione dello stipendio a causa di un video realizzato dai suoi alunni in occasione del "Giorno della Memoria". L'Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo (ex Provveditorato agli Studi) l'ha ritenuta colpevole di mancata vigilanza, non avrebbe impedito ai ragazzi di fare un raffronto tra i provvedimenti del regime fascista e quelli adottati recentemente dal governo italiano. Come dire che ogni giudizio sulla politica è vietato e gli insegnanti devono rispettare e imporre tale divieto.

Il video degli studenti è visibile a questo link e anche qui

Il provvedimento punitivo è stato sollecitato da un tweet pubblicato da un attivista di estrema destra, poi rilanciato dall'esponente leghista Lucia Borgonzoni che auspicava una cacciata definitiva della docente dall'insegnamento. Il procedimento disciplinare avviato dall'USP di Palermo ha accertato che il video era stato realizzato liberamente dagli studenti e si è concluso con una sanzione a carico dell'insegnante per mancata vigilanza. Questa motivazione fa intendere che gli insegnanti avrebbero il dovere di censurare i lavori svolti dagli studenti e impedire loro di esprimere opinioni critiche nei confronti delle autorità costituite.

23.9.18

Lo studente rifiutato

In questa Italia che sta diventando sempre più ignorante e razzista, la scuola dovrebbe opporre una forte resistenza educativa, invece anche nelle scuole si vanno moltiplicando gli esempi negativi. La lettera pubblicata da Globalist del giovane immigrato che coltiva il sogno di studiare è un pugno nello stomaco.

1.9.18

Neutralità e svilimento

La gestione della scuola pubblica italiana è stata descritta in termini di smantellamento (Cacciari) o distruzione (Fusaro) o degenerazione (Galimberti) o svilimento (Casarino). I tentativi di uscirne spesso vanno a peggiorare la situazione. Sembra che tutte le riforme degli ultimi vent'anni abbiano prodotto peggioramenti, ma forse non è un caso. Comunque lo si voglia definire, il declino della scuola pubblica non è frutto di errori. Da oltre vent'anni stiamo viaggiando in direzione ostinata e contraria.

La raffinata strategia elaborata da forze politiche reazionarie viene attuata mascherandosi da "modernità" e in tal modo incontra debolissime resistenze. L'idea di "riformare" per "andare avanti" coinvolge anche coloro che, conoscendoli, non potrebbero condividere gli obiettivi finali. Ma la consapevolezza non c'è, il mito del "progresso" riesce a nascondere ogni visione realistica del futuro e la scuola ha smarrito la visione della propria missione originaria.

La scuola come comunità educante si fonda sulle relazioni personali, si nutre di soggettività, cioè di confronto tra personalità diverse, capacità e culture individuali che riescono a creare una dinamica di scambi costruttivi. I migliori insegnanti hanno sempre ammesso di amare il proprio mestiere perché  consente di continuare a crescere e a migliorarsi nel confronto con gli altri, anche con gli alunni più piccoli. Invece di promuovere tutto questo, da oltre vent'anni le riforme neo-liberiste perseguono obiettivi che hanno la pretesa dell'oggettività (unità didattiche precostituite, moduli, tecniche pedagogiche standardizzate, risultati certificabili, criteri di valutazione, competenze misurabili, ecc.).

L'oggettività, spesso illusoria, svilisce la soggettività. Ogni misurazione appiattisce l'individuo sulla dimensione che viene presa ad oggetto di misurazione. La personalità dello studente scompare dietro la maschera della performance formativa. L'addestramento si sostituisce all'educazione.

29.6.15

Qualcuno ci odia

La frase choc di Rondolino contro i docenti
Silvana La Porta - La Tecnica della scuola - Venerdì, 26 Giugno 2015

“Ma perché la polizia non riempie di botte sti insegnanti e libera il centro storico di Roma?” Così l'ex portavoce di D'Alema su Twitter fa andare su tutte le furie il mondo della scuola.