Nei giorni della quarantena e della DaD abbiamo ascoltato e letto molte lamentele. Alcune riguardavano le connessioni lente o inadeguate oppure i docenti impreparati, ma c'era anche il problema dei sovraffollamenti all'unico PC o tablet disponibile in famiglia, poi c'era il rischio delle piattaforme informatiche non conformi alle regole di privacy o troppo vulnerabili alle intrusioni da cyberbullismo, infine ci sono state le polemiche sindacali sulle nuove modalità di lavoro, non previste e non regolamentate. Però, nonostante tutto, pare che la gran parte degli insegnanti abbia cercato di adeguarsi e di mantenere la continuità delle attività scolastiche. C'è anche chi avrebbe preferito gestire a distanza anche gli esami di stato. E c'è un grande esperto di scuola, Maurizio Tiriticco, che col suo consueto entusiasmo, e con sapienti richiami a Brunner e Skinner, ci invita a guardare alla DaD
come una opportunità da cogliere.
Nel
mio post precedente ho segnalato due opinioni critiche di una mamma e di una studentessa che, a prescindere da tutto quello che abbiamo già elencato, descrivono la Didattica a Distanza come l'obbligo di "ingerire la pillola giornaliera di una conoscenza sterile" e come un'esperienza "mortifera per l’essere umano".
La DaD costringe a ridurre tutto all'essenziale, cioè alla nozione, allo scheletro delle conoscenze. La scuola mediata dalle nuove tecnologie sarà una scuola fortemente nozionistica, come la vecchia scuola contestata dai sessantottini. Sarà una scuola senza socialità, senza empatia, senza serendipità. Non è difficile immagina un don Lorenza Milani che chiama a raccolta i ragazzi "disconnessi", quelli che non hanno il
device e i
giga per la connessione.
Basta per poter concludere che questa nuova modalità di insegnamento avrà vita breve, finirà insieme all'efficacia dei decreti emergenziali? Purtroppo no, credo di no. Nel mio post precedente avevo evocato la dottrina della
Shock Economy e ora posso proporvi la lettura di un articolo del Guardian firmato da
Naomi Klein, la giornalista canadese che ha saputo realizzare la migliore inchiesta sulla dottrina della Shock Economy.
L'articolo originale è qui.
Per chi non ha dimestichezza con l'inglese vi propongo una versione italiana realizzata col traduttore automatico.