In questo blog abbiamo affrontato più volte la questione della competitività. Credo che ormai quella che era una scelta sbagliata sta diventando un disastro che produce anche tragedie.
Qui vi propongo alcuni articoli pubblicati su MicroMega da Carlo Scognamiglio (*)
Tra gli articoli di Tecnica della Scuola ieri ho trovato una lettera che vi invito a leggere. E' scritta da un o una insegnante che ripercorre un'esperienza molto simile alla mia, forse simile a quella di tutti gli insegnanti che stanno oltre i cinquanta e che possono confrontare la scuola di oggi (autonoma, innovativa, ricca di progetti, di commissioni, di corsi, di valutazioni, e via dicendo) con quella di ieri dove c'erano solo aule e banchi con libri e quaderni.
Eccola.
La mia esperienza di docente inizia prima dell’introduzione
dell’autonomia scolastica, quando ancora il Preside era un leader
educativo capace di affrontare e risolvere i veri problemi della scuola:
le intricate questioni ricollegate all’età evolutiva e le criticità
educative e pedagogiche connesse alla formazione dell’uomo e del
cittadino. A quei tempi, in seno agli organi collegiali, si sviluppavano delle
discussioni vere, sentite, franche, incentrate su tematiche
didattico/educative e sempre protese all’individuazione delle soluzioni
migliori per gli alunni. Tutti eravamo liberi di esprimere le nostre
opinioni, senza timore di ritorsioni, piccole o grandi che fossero. Il confronto costituiva il sale di quell’assetto scolastico, favoriva
la visione delle varie problematiche da punti di vista diversi e,
quindi, l’individuazione delle soluzioni più appropriate. Oggi, invece, in molte realtà il confronto è diventato virtuale,
poiché un crescente numero di docenti finisce per accantonare le proprie
valutazioni e sposare in toto le tesi di chi detiene le leve del
comando.
L'idea è quella di cominciare a valutare i bambini dall'età di tre anni, è il programma denominato Invalsi-Vips. I maggiori esperti di educazione ci danno indicazioni opposte (vedi Negroponte), ma proviamo a guardare quel che succede da noi, nella nostra povera Italia.
. Il regime totalitario è caratterizzato soprattutto dal tentativo di
controllare capillarmente la società in tutti gli ambiti di vita,
imponendo l'assimilazione di un'ideologia: il partito unico che
controlla lo Stato non si limita cioè a imporre delle direttive, ma
vuole mutare radicalmente il modo di pensare e di vivere della società
stessa. [Wikipedia]
L'indottrinamento deve iniziare presto, prima che si sia formata un'autonoma capacità di elaborazione del pensiero. I fondamenti dogmatici del totalitarismo devono essere assimilati fin dai primi anni di vita per diventare parte del carattere di ciascun individuo. Ancor prima dei regimi totalitari che hanno preso forma nel novecento l'indottrinamento dei bambini era già il metodo utilizzato dalle religioni per forgiare le coscienze alla fede, cioè alla loro visione teologica.
Gli effetti dell'autonomia scolastica e delle successive riforme che stanno distruggendo la scuola pubblica italiana in una sintesi del prof. Pietro Ratto:
.
E' particolarmente appassionata la presentazione di Joshua Katz, dell'Università statunitense di Akron. Ci fa capire che anche in America stanno ormai emergendo i danni conseguenti ad una serie di metodi "tossici" forzosamente immessi nei sistemi educativi: l'ossessione valutativa, la standardizzazione delle misurazioni, il giudizio di responsabilità delle scuole.
-
Il video è stato caricato sul canale TED nel maggio 2014, prima della famigerata riforma renziana della "Buona Scuola", ma evidentemente i nostri riformatori non vogliono conoscere oppure rifiutano di considerare le riflessioni di chi ha già sperimentato le loro "riforme".
(Il video è in lingua inglese ma è possibile attivare la traduzione automatica).
Non lo dico io, lo dice lui Nicholas Negroponte, fondatore (1984) e direttore del Media Laboratory del Massachusetts Institute of Technology (MIT) nonché ideatore del progetto One Laptop Per Child.
Ascoltiamolo.
L'intervento al The Shape of Things To Come è stato sottotitolato in italiano da Byoblu.
.
.
No, io non posso dire che le Start-Up sono una "cagata pazzesca", ma qualcuno lo dice e dovrebbe darci una svegliata. Negroponte dice anche con la massima chiarezza che "la competizione è la radice di quasi tutti i mali". Ascoltiamolo anche quando fa l'elogio del pubblico impiego invitandoci a comprendere la differenza tra "missione" e "mercato".
Quando mi sveglio la mattina mi faccio una domanda: "le normali forze di mercato fanno quello che farò io oggi?" Se la risposta è sì, allora non devo farlo! Non ho bisogno di farlo, lo stanno già facendo.
L'ultima grande importantissima affermazione di Negroponte riguarda Internet, che non può essere un servizio che ci viene venduto dagli Internet Service Provider, internet è la strada informatica e dobbiamo riuscire a considerarla come la strada reale: un bene pubblico che dev'essere gestito da una pubblica amministrazione.
* * *
22 maggio 2021 > purtroppo il video di Byoblu è scomparso (colpa delle censure imposte da Google) ma potete ritrovare qui un'altra registrazione della conferenza di Nicholas Negroponte (purtroppo senza sottotitoli e la traduzione automatica non è ugualmente buona).
La modernità è quella che facciamo nascere dall'illuminismo, quella che ha aperto le porte alla scienza, quella che ci ha portato verso i sistemi democratici, ma c'è anche chi vede nella modernità il germe di una cultura di morte.