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2.9.21

Lo spaccio dei dati nelle scuole

L'Educazione Civica è diventata un insegnamento autonomo, con un proprio voto in pagella, riguarda  tutte le scuole e coinvolge quasi tutti gli insegnanti. Nelle ore dedicate a questo insegnamento c'è anche l'Educazione Digitale che comprende l'uso corretto delle rete e la protezione dei dati personali (privacy).

Non è facile comprendere come sia riuscito il Ministero dell'Istruzione a trasformare tutti gli insegnanti in esperti di trattamento informatico dei dati. Corsi di formazione, mi dicono. Tuttavia, anche se ben formati potrebbe risultare molto utile la lettura di un articolo pubblicato su EticaDigitale: 2020: odissea nello spaccio (di dati).

Di paradossi purtroppo se ne vedono tanti: l'ecologia insegnata dalle aziende più inquinanti, l'educazione finanziaria dai responsabili di un sistema bancario che ha portato al fallimento i più blasonati istituti di credito, l'alternanza scuola-lavoro gestita dagli sfruttatori del lavoro. Adesso possiamo aggiungere la sicurezza informatica affidata a chi non immagina neanche di dover proteggere i dati dei propri alunni.

Sono argomenti già trattati in questo blog (anche con rinvio ad un articolo di Alfonso Belardinelli) ma l'articolo di Etica Digitale offre un quadro più completo della questione. Buona lettura.

8.6.20

La scuola nelle mani delle multinazionali

“Folle lasciare la didattica a distanza in mano alle multinazionali”

 
 
Tre mesi di scuole chiuse hanno costretto tutti a ripiegare sulla didattica a distanza che ha bisogno di strumenti di e-learning. L'esperienza ha evidenziato che le uniche tecnologie disponibili sono fornite dalle piattaforme informatiche dei colossi della rete (Google, Microsoft, Zoom ecc.). Tutti i dati degli studenti, le prove, i richiami, i voti, finiscono nei loro archivi elettronici. Sembra quasi inevitabile che le stesse aziende saranno in grado di fornire servizi più agili e funzionali di quelle che attualmente gestiscono i registri elettronici (le italiane Spaggiari, Argo, ecc.). Proseguendo così il Ministero dell'Istruzione e le sue Direzioni Regionali saranno rapidamente soppiantati dai manager di Redmont e Mountain View.

28.5.20

La DaD tra apocalittici e integrati

Un'ottima riflessione di Fernanda Mazzoli, pubblicata da Roars, ci riporta a una notazione che avevamo già fatto riguardo alla DaD: da una parte si vedono docenti che si pongono in modo fortemente critico nei confronti dell'esperienza a cui ci costringe il covid-19 (apocalittici?), dall'altra si coglie un'atteggiamento esecutivo arricchito di sorprende solerzia, ancha da parte di non non s'era mai sperimentato sulle tecnologie dell'e-learning (integrati?).

La Mazzoli mette in evidenza che la DaD rimetterà in discussione anche gli aspetti organizzativi, contrattuali e giuridici. Nel suo articolo ci offre un richiamo a visioni futuriste di Beppe Grillo e ci invita a non rinunciare allo spirito critico, anzi , occorre estenderlo anche agli studenti che "vanno coinvolti in questo approccio razionale che potrebbe costituire il punto di partenza per una salutare demitizzazione della rete, ricollocata dal cielo delle possibilità infinite alla concretezza della sua dimensione materiale"


24.5.20

Screen New Deal

Nei giorni della quarantena e della DaD abbiamo ascoltato e letto molte lamentele. Alcune riguardavano le connessioni lente o inadeguate oppure i docenti impreparati, ma c'era anche il problema dei sovraffollamenti all'unico PC o tablet disponibile in famiglia, poi c'era il rischio delle piattaforme informatiche non conformi alle regole di privacy o troppo vulnerabili alle intrusioni da cyberbullismo, infine ci sono state le polemiche sindacali sulle nuove modalità di lavoro, non previste e non regolamentate. Però, nonostante tutto, pare che la gran parte degli insegnanti abbia cercato di adeguarsi e di mantenere la continuità delle attività scolastiche. C'è anche chi avrebbe preferito gestire a distanza anche gli esami di stato. E c'è un grande esperto di scuola, Maurizio Tiriticco, che col suo consueto entusiasmo, e con sapienti richiami a Brunner e Skinner, ci invita a guardare alla DaD come una opportunità da cogliere.

Nel mio post precedente ho segnalato due opinioni critiche di una mamma e di una studentessa che, a prescindere da tutto quello che abbiamo già elencato, descrivono la Didattica a Distanza come l'obbligo di "ingerire la pillola giornaliera di una conoscenza sterile" e come un'esperienza "mortifera per l’essere umano".

La DaD costringe a ridurre tutto all'essenziale, cioè alla nozione, allo scheletro delle conoscenze. La scuola mediata dalle nuove tecnologie sarà una scuola fortemente nozionistica, come la vecchia scuola contestata dai sessantottini. Sarà una scuola senza socialità, senza empatia, senza serendipità. Non è difficile immagina un don Lorenza Milani che chiama a raccolta i ragazzi "disconnessi", quelli che non hanno il device e i giga per la connessione.

Basta per poter concludere che questa nuova modalità di insegnamento avrà vita breve, finirà insieme all'efficacia dei decreti emergenziali? Purtroppo no, credo di no. Nel mio post precedente avevo evocato la dottrina della Shock Economy e ora posso proporvi la lettura di un articolo del Guardian firmato da Naomi Klein, la giornalista canadese che ha saputo realizzare la migliore inchiesta sulla dottrina della Shock Economy.

L'articolo originale è qui.

Per chi non ha dimestichezza con l'inglese vi propongo una versione italiana realizzata col traduttore automatico.

11.5.20

Tempi di DAD

L'emergenza da coronavirus ha imposto la chiusura delle scuole dal giorno 5 di marzo. Sono passati più di due mesi. Solo i diciottenni che dovranno affrontare l'esame di stato potranno vedersi a giugno per qualche minuto, probabilmente ancora bardati con guanti e mascherine, gli altri no, forse neanche a settembre. Sono i tempi del Covid-19, per la scuola sono i tempi di DAD, un nuovo acronimo che si aggiungerà al lungo vocabolario dei PEI, BES, POF, PTOF, DSA, RSU, ATA, GLI, GLIR, PTCO, RAV, PDP, ecc.

DAD significa Didattica a Distanza, quella che in Italia cominciò coi corsi per corrispondenza della Scuola Radio Elettra di Torino

Finora la scuola italiana aveva snobbato la digitalizzazione. Molti soldi furono spesi per l'acquisto delle LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) utili a portare la rete internet dentro le aule ma utilizzabili solo nella didattica in presenza. L'esperienza delle Università Telematiche è stata vista come furbizia utile a sdoganare corsi facilitati. Ora l'emergenza ha proiettato da un giorno all'altro tutte le scuole nella nuova dimensione della DAD: la scuola non si ferma, ci dice con orgoglio la Ministra e ce lo ripetono tanti volenterosi missionari dell'insegnamento: la scuola prosegue con la DAD.