Vi racconto la mia piccola esperienza di una lezione impossibile. Poi vi dirò anche perché era impossibile, ma andiamo per ordine.
Non era la prima volta che entravo nella 2^E per un'ora di supplenza. In altri casi mi ero limitato a fare vigilanza, lasciando ai ragazzi la libertà di chiacchierare o leggere. C'erano alcuni che avevano un libro aperto sul banco, altri che fissavano lo schermo dello smartphone.
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24.4.18
19.2.16
Rubare a scuola con l'autorizzazione del prof
La presa della corrente elettrica è accanto alla cattedra, viene abitualmente utilizzata per alimentare il computer su cui è istallato il registro elettronico. Stamattina uno studente di prima mi ha chiesto se poteva ricaricare la batteria del cellulare.
Per i ragazzi è una cosa normale e anche per me non è insolito vedere cellulari attaccati a qualche spina elettrica, ma io sono pagato per insegnare il diritto e non voglio sottrarmi ai miei doveri, perciò ho aperto il codice penale e ho chiesto al mio alunno di leggere l'articolo 624.
Per i ragazzi è una cosa normale e anche per me non è insolito vedere cellulari attaccati a qualche spina elettrica, ma io sono pagato per insegnare il diritto e non voglio sottrarmi ai miei doveri, perciò ho aperto il codice penale e ho chiesto al mio alunno di leggere l'articolo 624.
"Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui... è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a 516."
11.9.15
Google mangia i cloni
Insegnare ai "nativi digitali", quelli che sanno tutto di internet e delle nuove tecnologie.
- Rubare è vietato, lo sapete ragazzi, e anche la truffa è un reato.
- Che cos'è la truffa, prof?
- Non avete mai sentito parlare delle truffe che avvengono su internet? Per esempio quella che viene chiamata phishing.
- Il pesce, che c'entra il pesce?
- Rubare è vietato, lo sapete ragazzi, e anche la truffa è un reato.
- Che cos'è la truffa, prof?
- Non avete mai sentito parlare delle truffe che avvengono su internet? Per esempio quella che viene chiamata phishing.
- Il pesce, che c'entra il pesce?
15.1.14
La volgarità come stile
L'alunna ha negato fermamente: "No, non ho detto nessuna parolaccia. Quale sarebbe la parolaccia che ho detto?"
Mi sono rifiutato di ripetere la scurrilità che avevo appena sentito dalla bocca della sedicenne.
Dopo pochi minuti la stessa alunna ripeteva altre espressioni volgari. L'ho richiamata e lei s'è difesa dicendo che le parolacce erano rivolte a un compagno. Quindi lecite. Tra loro, i ragazzi e le ragazze, possono insultarsi liberamente. Gli insegnanti dovrebbero assecondare restando sulla cattedra con orecchie ovattate. La differenza tra l'umanità vera e schietta dei ragazzi e il formalismo ipocrita, nel quale dovrebbero restare relegati gli insegnanti, separa la civiltà dalla porcilaia. Pensando di rinchiudere gli insegnanti nella torre eburnea di un inutile galateo, i ragazzi scelgono di vivere nelle stalle della volgarità. E' una scelta imposta dagli eroi della televisione: i coatti del Grande Fratello, i finti naufraghi di dubbia fama, i cuochi dal piglio caporalesco...
La volgarità si ritrova tra i giornalisti (Laura Tangherlini), i ministri (Nunzia De Girolamo può competere col ministro Scajola, che insultava una vittima innocente del terrorismo, e col ministro Calderoli, attrezzato per insultare il sentimento religioso degli altri). L'attore Toni Servillo forse non immaginava di essere registrato invece il critico d'arte sa bene di esibirsi davanti alle telecamere.
Viviamo in mondo in cui molti non capiscono più che le nostre parole sono parte di noi, molto più di un vestito o di una pettinatura. Le parole mostrano il nostro stile interiore come una fotografia dell'anima. Chi parla in modo volgare è una persona volgare, inutile cercare di coprirsi con una finta maschera e un finto sorriso. Il linguaggio disegna il nostro profilo pubblico meglio di qualunque pagina di facebook. E quando la volgarità è parte della persona non la controlli più.
La volgarità si ritrova tra i giornalisti (Laura Tangherlini), i ministri (Nunzia De Girolamo può competere col ministro Scajola, che insultava una vittima innocente del terrorismo, e col ministro Calderoli, attrezzato per insultare il sentimento religioso degli altri). L'attore Toni Servillo forse non immaginava di essere registrato invece il critico d'arte sa bene di esibirsi davanti alle telecamere.
Viviamo in mondo in cui molti non capiscono più che le nostre parole sono parte di noi, molto più di un vestito o di una pettinatura. Le parole mostrano il nostro stile interiore come una fotografia dell'anima. Chi parla in modo volgare è una persona volgare, inutile cercare di coprirsi con una finta maschera e un finto sorriso. Il linguaggio disegna il nostro profilo pubblico meglio di qualunque pagina di facebook. E quando la volgarità è parte della persona non la controlli più.
8.11.13
Come guadagnare con l'assicurazione
-Professò, ma è vero che uno si può fare l'assicurazione sulla vita?
-Sì, certo.
-Che significa?
-Sì, certo.
-Che significa?
- E' un po' come una scommessa sul futuro. Nessuno sa se ad una certa data una persona sarà ancora viva. E' un'incertezza, quindi è possibile assicurare il rischio e lo si può fare in due modi diversi. Nel primo modo si prevede che l'assicurato a una certa data sia ancora vivo e potra chiedere un vitalizio all'assicurazione; nel secondo modo ci si assicura per il caso di morte e si chiede all'assicurazione di pagare un indennizzo ad un beneficiario.
- E' un po' complicato.
Disegno una linea sulla lavagna per rappresentare la lunghezza ipotetica di una vita. Sulla linea fisso due punti: inizio e fine del periodo.
- E' un po' complicato.
Disegno una linea sulla lavagna per rappresentare la lunghezza ipotetica di una vita. Sulla linea fisso due punti: inizio e fine del periodo.
22.10.13
Le fotocopie
Un'alunna mi chiede se può uscire dall'aula per fare fotocopie.
- La bidella me le farà 50 fotocopie?
- Credo proprio di no, è quasi mezzo libro.
- Ma il libro io non ce l'ho, che dovrei fare?
- Vabbè, fai le fotocopie, ma non a scuola. Ci sono le copisterie e le cartolerie.
- Però se gliele pago alla bidella lei me le deve fa'!
- Non lo so. Se te le fa, ringraziala, ma non è tenuta a farlo.
- Ehssì, mo' la devo pure ringrazià. E andò stiamo?
Come professore di diritto dovrei cogliere l'occasione per spiegare ai miei alunni che è vietato fare fotocopie di un libro. Non si possono fare neanche in copisteria, se non nel limite del 15% delle pagine. La legge prevede severe sanzioni per la violazione dei diritti d'autore o copyright come si dice nel dialetto globish che i ragazzi conoscono meglio dell'italiano. Però mi sembrava più importante far capire qual è la finalità della scuola.
A scuola ci sono persone che lavorano e ci sono anche fotocopiatrici, computer e distributori automatici di bavande e di merendine. Ma chi può disporre del lavoro dei dipendenti della scuola?
- Se vuoi una lattina di chinotto puoi comprarla alla macchinetta, non puoi chiederla alla bidella.
- Sì, le bevande e le merendine, lo so, ma le fotocopie ci spettano perché ci servono.
- Certe che servono, anche l'autobus ti serve per venire a scuola serve, ma chi lo paga?
- Sì, le bevande e le merendine, lo so, ma le fotocopie ci spettano perché ci servono.
- Certe che servono, anche l'autobus ti serve per venire a scuola serve, ma chi lo paga?
- Che schifo, non ci danno niente - borbotta l'alunna - con tutte le tasse che abbiamo pagato per fare l'iscrizione!
- Quante tasse hai pagato?
- Più di cento euro, professò. So' soldi, tanti soldi, e ce ne escono di fotocopie. Qua si pigliano i soldi e non ci danno niente. Questa è la verità.
Cento euro per pagare la scuola. Professori, bidelli, impiegati, tutto compreso nei cento euro. Ma per i ragazzi l'edificio scolastico è niente, non vale niente, i muri sporcati di scritte, i bagni da pulire ogni giorno, il riscaldamento, la palestra, i laboratori, i computer, le lim... niente. Proprio così, a scuola è tutto gratis e cento euro son troppi per un po' di fotocopie.
- Quante tasse hai pagato?
- Più di cento euro, professò. So' soldi, tanti soldi, e ce ne escono di fotocopie. Qua si pigliano i soldi e non ci danno niente. Questa è la verità.
Cento euro per pagare la scuola. Professori, bidelli, impiegati, tutto compreso nei cento euro. Ma per i ragazzi l'edificio scolastico è niente, non vale niente, i muri sporcati di scritte, i bagni da pulire ogni giorno, il riscaldamento, la palestra, i laboratori, i computer, le lim... niente. Proprio così, a scuola è tutto gratis e cento euro son troppi per un po' di fotocopie.
23.4.13
Il Presidente della Coca Cola
Classe quarta, spiegazione degli organi della S.p.A. Amministratore unico, Consiglio di amministrazione, Amministratore delegato e Collegio sindacale...
- Prof, ha visto il presidente della Coca Cola?
- L'ho visto? Dove?
- Il presidente, quello giovane che va ancora a scuola...
- Ma cosa dici?
Il mio alunno parlava molto seriamente ed era stupito che il prof non sapesse nulla del presidente della Coca Cola. Lo sanno tutti, ne parlano tutti, è un giovane italiano di 17 anni.
- Come ha fatto a diventare presidente della Coca Cola?
- Ragazzi, ma non lo sapete che a 17 anni non puoi neanche firmare un contratto? Ma dove l'avete letta questa?
- Lo sanno tutti. - dice un'altra alunna - E' su internet.
Ed ecco che mi mostrano alcune notizie sullo smartphone: "si chiama Federico, ha 17 anni, frequenta la quarta classe del liceo scientifico a Cesena..." Beato lui che al liceo non deve studiare tutte queste nozioni di diritto e di economia, evidentemente inutili perché senza saperle potrà dirigere la Coca Cola. Mica poco.
Ma come fa un studente di 17 anni a diventare presidente di una grande multinazionale? Non c'è mica una lotteria che vinci e diventi presidente. Gli alunni sono perplessi, ma i fatti sono fatti. Dovrebbe essere il professore a saperlo, ma non lo sa. Ecco, mi mostrano altri dettagli: "il giovane romagnolo ha annunciato grandi cambiamenti di strategia industriale..." E' chiarissimo: ormai è lui che dirige la Coca Cola.
- Ragazzi, ma questo è uno spot pubblicitario!
- Sì, certo, e dice che lui è il presidente.
A loro sembra ovvio che sia il titolare di un'azienda a mostrarsi nello spot, come il Giovanni Rana dei tortellini, l'Amadori dei polli o l'Enio Doris che si disegna la sua banca sulla sabbia.
- Non penserete mica che quello che appare in un spot sia vero?
Lo pensano. Il ragazzo dice di chiamarsi Federico, anche se si chiama Carmine, non ha mai fatto niente di importante. Beve Coca Cola. Tutto regolare. Come ha fatto a diventare presidente lo saprà lui. Forse conosceva qualcuno...
- Lo sapete che i minorenni non hanno capacità d'agire, quindi non possono prendere impegni giuridicamente validi neanche per se stessi, allora come potrebbe un ragazzo rappresentare legalmente una grande società?
- Professò, ma in America si diventa maggiorenni a 16 anni.
- Ah, beh.
26.2.13
Le proteste estreme
Ai miei studenti di quarta pretendevo di dire che in Parlamento non ci sono solo ladri. E' vero che ogni giorno si legge qualche notizia poco piacevole: tangenti, appalti truccati, raccomandazioni ed altri scandali. Ci dicono che s'è formata una "casta" di politicanti preoccupati solo dei propri tornaconti personali. In TV ci mostrano le dichiarazioni disonorevoli e i ridicoli spot elettorali di Antonio Razzi e le false lauree di Oscar Giannino, le urla sguaiate di Daniela Santanché. Abbiamo avuto un Ministro dell'Istruzione che magnificava il tunnel di collegamento tra l'Abruzzo e la Svizzera. Ma la politica non è solo questo. In Parlamento c'è anche chi s'è battuto per l'interresse della collettività. Faccio l'esempio del deputato che è arrivato a fare lo sciopero della fame per ottenere dai colleghi una rapida riforma della legge elettorale.
"A che serve lo sciopero della fame? solo uno scemo puo´ fare lo sciopero della fame."
"A che serve lo sciopero della fame? solo uno scemo puo´ fare lo sciopero della fame."
23.1.13
Assente sottolineato
Nel registro di classe, quello con la copertina blu che sta sempre sulla cattedra, sono segnati i nomi degli alunni assenti. Alcuni nomi sono sottolineati.
- Professò, significa che non erano assenti.
- No, ragazzi, questi nomi nomi sono scritti nella colonna degli alunni assenti e non sono stati cancellati. Non vedo annotazioni che possano indicare una correzione.
- Sì, ma è sottolineato, quindi significa che sono entrati dopo.
- Una sottolineatura può mettere in evidenza, serve per segnalare qualcosa, può rimandare a una nota, ma qui la nota non c'è, non è segnata nessuna entrata in ritardo, quindi la sottolineatura non dice niente.
- Come non dice niente! - l'alunno comincia a spazientirsi - E' sottolineato quindi è entrato in ritardo.
Provo a spiegare all'alunno che se ogni sottolineatura potesse da sola attestare un ritardo diventerebbe troppo facile trasformare tutte le assenze in ritardi.
Provo a spiegare all'alunno che un ritardo di pochi minuti è diverso dal ritardo di un'ora o più ore e questa è un'informazione necessaria per il calcolo dell'orario minimo di presenze scolastiche.
Nel segnare un ritardo occorre indicare un orario, non basta una sottolineatura. Tutti i professori lo sanno, ma evidentemente qualcuno ha dimenticato di annotare il ritardo. Ora non sappiamo più se quel giorno ci fu un ritardo non annotato o se questa è una sottolineatura apposta erroneamente o dolosamente al nome di un assente.
L'alunno è infastidito da tanta inutile pignoleria. Spiegare come si usa un registro è più difficile del teorema di Pitagora.
Se qualche insegnante è sbadato o cialtrone i ragazzi imparano subito che quella è la regola e imparano per sempre.
- Assente? Ma che dice professò, non lo vede che è sottolineato?
29.12.12
La fine del mondo
La fine del mondo è stata preannunciata dai Maya molti secoli fa. Qualche mio alunno ne parlava già dallo scorso anno scolastico. La profezia è precisa: tutto finirà il 21 dicembre 2012. Alcuni ragazzi sembravano preoccupati, benché cercassero di non mostrarlo troppo. Certo, per noi che abbiamo vissuto già molte fini del mondo è facile non badarci. Ma poi chi sarebbero questi Maya? con quali mezzi avrebbero visto ciò che nessun altro riesce a vedere? Pare che abbiano lasciato un calendario, ma non accade per tutti i calendari di avere una fine, un giorno di San Silvestro? Quando arriva l'ultimo giorno del calendario si stappa uno spumante, ci facciamo gli auguri e si ricomincia con un calendario nuovo. Che specie di calendario sarebbe questo dei Maya per contenere previsioni del futuro?
5.11.12
Digitare o sferruzzare
Nei miei ricordi di bambino c'è l'abitudine che avevano le donne di paese di sedersi davanti alla porta delle case. Alcune erano anziane e passavano ore a testa bassa a sferruzzare: sciarpe, maglioni, calze, centrini, orli. Di tanto in tanto scambiavano tra loro qualche parola senza guardarsi.
- Nonna, che fai?
- Faccio la calza, non lo vedi?
- Ma già la settimana scorsa avevi fatto un paio di calze!
- Sì, ma queste sono per il nonno - risponde lei muovendo velocemente le dita.
- Nonna, che fai?
- Faccio la calza, non lo vedi?
- Ma già la settimana scorsa avevi fatto un paio di calze!
- Sì, ma queste sono per il nonno - risponde lei muovendo velocemente le dita.
20.10.12
Tutti sono uguali davanti alla legge
Principio di uguaglianza: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
Prof. - la Legge non può fare discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, ecc. ma questo non significa che non ci sono differenze tra le persone. La Legge non ignora la differenza tra i ruoli e non assegna a tutti i medesimi compiti.
Alunna - Che significa?
Prof. - Significa che la legge è la stessa per tutti, ma i diritti e doveri non sono sempre gli stessi per tutti. Per esempio la legge attribuisce ai genitori il dovere di educare i figli, ma non attribuisce ai figli il dovere di educare i genitori. Quindi il genitore può dare comandi ai figli, ma non può accadere il contrario: il figlio non ha potestà sui genitori.
Alunna - Però sono uguali, quindi i genitori non possono rimproverare o punire i figli. Altrimenti li denunci.
Prof. - Certo che possono, anzi devono, perché sono responsabili del comportamento dei figli. Quando un minorenne provoca danni saranno i genitori a dover risarcire. La ragione di questa responsabilità si chiama colpa in educando, cioè sono responsabili per non aver dato la giusta educazione al figlio.
Alunna - Professò non è mica vero quello stai a di'.
Prof - Come sarebbe che non è vero?
Alunna - Certo, io ai miei genitori i rimproveri glieli faccio, eccome, e mica me lo possono impedì. Che mi tappano la bocca?
Prof - Senti cara, io non so come vanno le cose a casa tua, ma la regola non è quella. Tu non hai il diritto di dare comandi o rimproveri, dovresti piuttosto seguire quello che i tuoi genitori ti dicono di fare. Loro hanno la potestà su di te, finché sei minorenne.
Alunna - No, perché se mi dicono una cosa sbagliata, quella è sbagliata, io non la faccio. E così anche a scuola. Alle scuole medie noi alunni abbiamo fatto sempre quello che ci pareva, ma anche i casini peggiori, professò, e nessuno ci diceva mai niente. Perché le cose vanno così professò, che non lo sai?
Il professore di diritto avrebbe voluto continuare con altri esempi di ruoli diversi tra automobilista e vigile urbano, tra giudice e imputato, tra autista e passeggero di un autobus, tra insegnante e alunno... ma quel professore non aveva ancora capito che la legge è uguale per tutti, ma proprio uguale e proprio tutti.
Prof. - la Legge non può fare discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, ecc. ma questo non significa che non ci sono differenze tra le persone. La Legge non ignora la differenza tra i ruoli e non assegna a tutti i medesimi compiti.
Alunna - Che significa?
Prof. - Significa che la legge è la stessa per tutti, ma i diritti e doveri non sono sempre gli stessi per tutti. Per esempio la legge attribuisce ai genitori il dovere di educare i figli, ma non attribuisce ai figli il dovere di educare i genitori. Quindi il genitore può dare comandi ai figli, ma non può accadere il contrario: il figlio non ha potestà sui genitori.
Alunna - Però sono uguali, quindi i genitori non possono rimproverare o punire i figli. Altrimenti li denunci.
Prof. - Certo che possono, anzi devono, perché sono responsabili del comportamento dei figli. Quando un minorenne provoca danni saranno i genitori a dover risarcire. La ragione di questa responsabilità si chiama colpa in educando, cioè sono responsabili per non aver dato la giusta educazione al figlio.
Alunna - Professò non è mica vero quello stai a di'.
Prof - Come sarebbe che non è vero?
Alunna - Certo, io ai miei genitori i rimproveri glieli faccio, eccome, e mica me lo possono impedì. Che mi tappano la bocca?
Prof - Senti cara, io non so come vanno le cose a casa tua, ma la regola non è quella. Tu non hai il diritto di dare comandi o rimproveri, dovresti piuttosto seguire quello che i tuoi genitori ti dicono di fare. Loro hanno la potestà su di te, finché sei minorenne.
Alunna - No, perché se mi dicono una cosa sbagliata, quella è sbagliata, io non la faccio. E così anche a scuola. Alle scuole medie noi alunni abbiamo fatto sempre quello che ci pareva, ma anche i casini peggiori, professò, e nessuno ci diceva mai niente. Perché le cose vanno così professò, che non lo sai?
Il professore di diritto avrebbe voluto continuare con altri esempi di ruoli diversi tra automobilista e vigile urbano, tra giudice e imputato, tra autista e passeggero di un autobus, tra insegnante e alunno... ma quel professore non aveva ancora capito che la legge è uguale per tutti, ma proprio uguale e proprio tutti.
19.10.12
Anziana lascia eredita' al suo cane
Sul quotidiano Il Centro di oggi è apparsa la seguente notizia:
I lettori più sprovveduti potranno ora pensare che un cane può diventare proprietario di case e di terreni, oltre che di ingenti somme di denaro. I miei alunni ne sono sicuri benché abbiano letto solo il titolo del giornale. Forse hanno anche pensato di farsi adottare da un ricco cane.
Non hanno colpa, l'articolo cita i nomi dell'avvocato e di un notaio che avrebbero reso possibile l'insolito lascito ereditario. Chissà cosa farà ora il ricco barboncino Chiccò, forse si rivolgerà anche lui ad un avvocato per scrivere a sua volta un buon testamento ed assicurarsi che il suo patrimonio passi poi ai sui bravi cuccioletti; sceglierà accuratamente gli inquilini a cui affittare gli appartamenti; pagherà le tasse; parteciperà alle riunioni di condominio abbaiando insieme agli altri condomini... E' evidente che siamo oltre il livello delle barzellette.
In realtà la legge italiana esclude che possa accadere un fatto del genere e lo stesso articolo lo dice: "un lascito al solo animale è nullo. Non hanno capacità giuridica." Se gli animali non hanno capacità giuridica significa che non possono ereditare neanche un osso. L'anonimo giornalista che evita, giustamente, di firmare l'articolo così evidentemente assurdo, sa che la signora Nicolina ha lasciato la propria eredità ad una persona (umana) e non avrebbe potuto lasciarla al cane, neanche convocando tutti i notai e tutti gli avvocati d'Italia. Probabilmente la signora avrà inserito nel suo testamento una disposizione che vincola gli eredi a prendersi cura del cane. Questo si può fare e l'esecutore testamentario, dopo la morte della signora, potrà verificare che gli eredi provvedano correttamente a farlo, ma questo non equivale ad avere un cane come erede, che è ovviamente impossibile. Il cane non ha e non avrà mai una sua proprietà, né in case, né in denaro. Le persone sensate lo sanno, ma quanti sono quelli che oggi hanno letto il titolo del giornale e possono legittimamente pensare che esistano davvero i cani proprietari di case, di terreni e di conti correnti bancari? Quando gli faranno credere che esistono anche i cani parlanti e gli asini volanti?
Entrando a scuola, dopo aver letto il titolo sul giornalaccio esposto all'edicola, ho cercato di mettere in guardia i miei alunni, ma alcuni mi hanno prontamente risposto: "Sì, professore, è vero, l'ha detto pure la televisione. E' proprio così, la signora ha lasciato l'eredità al cane."
Beh, se l'ha detto pure la televisione... Ora posso solo sperare che nessuno vada a far leggere la notizia al mio cane (proprio quello della foto): potrebbe mettersi strane idee in testa.
Anziana lascia 2 milioni di euro in eredità al suo cane
Ammonta a circa 2 milioni di euro, tra beni mobili e immobili, il testamento che la signora Nicolina ha lasciato al suo cagnolino, un barboncino di nome ’Chiccò. La donna, che ha 84 anni, è nata a Tagliacozzo, ma vive a Caserta con dei nipoti ed una figlia. Vedova, si è rivolta all’avvocato Lucia Esposito, del Foro di Pescara. Nicolina è proprietaria di due immobili ad uso abitativo uno a L’Aquila ed uno a Caserta, oltre alcuni appezzamenti di terreni in provincia dell’Aquila e due conti correnti su uno dei quali viene accreditata la pensione
Ammonta a circa 2 milioni di euro, tra beni mobili e immobili, il testamento che la signora Nicolina ha lasciato al suo cagnolino, un barboncino di nome ’Chiccò. La donna, che ha 84 anni, è nata a Tagliacozzo, ma vive a Caserta con dei nipoti ed una figlia. Vedova, si è rivolta all’avvocato Lucia Esposito, del Foro di Pescara. Nicolina è proprietaria di due immobili ad uso abitativo uno a L’Aquila ed uno a Caserta, oltre alcuni appezzamenti di terreni in provincia dell’Aquila e due conti correnti su uno dei quali viene accreditata la pensione
I lettori più sprovveduti potranno ora pensare che un cane può diventare proprietario di case e di terreni, oltre che di ingenti somme di denaro. I miei alunni ne sono sicuri benché abbiano letto solo il titolo del giornale. Forse hanno anche pensato di farsi adottare da un ricco cane.
Non hanno colpa, l'articolo cita i nomi dell'avvocato e di un notaio che avrebbero reso possibile l'insolito lascito ereditario. Chissà cosa farà ora il ricco barboncino Chiccò, forse si rivolgerà anche lui ad un avvocato per scrivere a sua volta un buon testamento ed assicurarsi che il suo patrimonio passi poi ai sui bravi cuccioletti; sceglierà accuratamente gli inquilini a cui affittare gli appartamenti; pagherà le tasse; parteciperà alle riunioni di condominio abbaiando insieme agli altri condomini... E' evidente che siamo oltre il livello delle barzellette.
In realtà la legge italiana esclude che possa accadere un fatto del genere e lo stesso articolo lo dice: "un lascito al solo animale è nullo. Non hanno capacità giuridica." Se gli animali non hanno capacità giuridica significa che non possono ereditare neanche un osso. L'anonimo giornalista che evita, giustamente, di firmare l'articolo così evidentemente assurdo, sa che la signora Nicolina ha lasciato la propria eredità ad una persona (umana) e non avrebbe potuto lasciarla al cane, neanche convocando tutti i notai e tutti gli avvocati d'Italia. Probabilmente la signora avrà inserito nel suo testamento una disposizione che vincola gli eredi a prendersi cura del cane. Questo si può fare e l'esecutore testamentario, dopo la morte della signora, potrà verificare che gli eredi provvedano correttamente a farlo, ma questo non equivale ad avere un cane come erede, che è ovviamente impossibile. Il cane non ha e non avrà mai una sua proprietà, né in case, né in denaro. Le persone sensate lo sanno, ma quanti sono quelli che oggi hanno letto il titolo del giornale e possono legittimamente pensare che esistano davvero i cani proprietari di case, di terreni e di conti correnti bancari? Quando gli faranno credere che esistono anche i cani parlanti e gli asini volanti?
Entrando a scuola, dopo aver letto il titolo sul giornalaccio esposto all'edicola, ho cercato di mettere in guardia i miei alunni, ma alcuni mi hanno prontamente risposto: "Sì, professore, è vero, l'ha detto pure la televisione. E' proprio così, la signora ha lasciato l'eredità al cane."
Beh, se l'ha detto pure la televisione... Ora posso solo sperare che nessuno vada a far leggere la notizia al mio cane (proprio quello della foto): potrebbe mettersi strane idee in testa.
15.10.12
Le monetine della Samsung
Prof. - La multa ? quale multa e cosa c'entra la Samsung?
Altro alunno - No, è la Samsung che doveva pagare il risarcimento alla Apple. C'è stata una sentenza, ma quelli hanno pagato con le monetine da cinque centesimi. Hanno inviato una fila di camion pieni di monetine e alla Apple stanno ancora lì a contarle.
Prof. - Sì, lo so anch'io che c'è stata una controversia giudiziaria tra Apple e Samsung per una questione di violazione di brevetto. Ho letto che la Samsung è stata condanna a pagare un grosso risarcimento. Ma cos'è sta storia delle monetine?
Alunno - Hanno pagato un miliardo di dollari con le monetine da 1 centesimo.
Altro Alunno - No, erano da 5 centesimi e ci sono voluti 15 camion, o forse 35.
Prof - Mi state dicendo che una fila di camion carichi di monetine è partita dalla Corea per arrivare negli Stati Uniti a Cupertino? Un miliardo di dollari? E come le hanno raccolte così tante monetine? e cos'hanno dichiarato alla frontiera?
Alunno - Ma che ne so... Ma che professò, non ci crede? l'ha detto pure la televisione!
Prof - A beh, se l'ha detto la televisione...
2.10.12
Ignorante a chi?
Il Prof. sta spiegando le funzioni e il valore della moneta e chiede agli alunni se conoscono il significato di "inflazione". Quindi offre qualche esempio per mettere in relazione il valore della moneta con l'andamento dei prezzi. Agli ultimi banchi c'è un alunno che parla, ride e si agita. Il Prof lo richiama all'attenzione:
Prof. - Perché tu non partecipi?
Alunno - Non mi interessa, ho altre opinioni.
Prof. - che opinioni?
Giudicare senza sapere
Il Prof. sta spiegando le funzioni e il valore della moneta e chiede agli alunni se conoscono il significato di "inflazione". Quindi offre qualche esempio per mettere in relazione il valore della moneta con l'andamento dei prezzi. Agli ultimi banchi c'è un alunno che parla, ride e si agita. Il Prof lo richiama all'attenzione:
Prof. - Perché tu non partecipi?
Alunno - Non mi interessa, ho altre opinioni.
Prof. - che opinioni?
12.9.12
Fumare nel bagno
- Vorrei andare in bagno, prof.
- Sì, vai pure.
- Avrei proprio una necessità.
- Sì, ho capito, puoi andare.
- No, non posso andare.
- Ti ho dato il permesso: ho detto che puoi.
- Sì ho sentito, ma in bagno non ci si può andare.
- Perché?
- C'è il fumo; non si respira.
- Quale fumo? Sono i tuoi compagni che fumano in bagno?
- Sì, è terribile, non si resiste.
- Possibile che nessuno controlla? i bidelli vi lasciano fumare nel bagno?
- I bidelli non possono entrare nei bagni.
- Perché?
- C'è la legge della privacy.
- Voi potete entrare e loro no. Cos'è l'apartheid, come in sudafrica: i bidelli sono negri che possono andare solo nel bagno dei negri?
- Forse. Pure i disabili devono avere il bagno appartato solo per i disabili. Comunque nei bagni degli alunni è diritto di privacy, lo sanno tutti.
- Io non lo sapevo, m'hanno detto un sacco di sciocchezze sulla privacy, ma non sapevo che avesse fatto una sepazione 'razziale' con conseguente abolizione del divieto di fumare.
- Di sicuro qui la privacy ha abolito il diritto di cac... No, mi scusi prof, non volevo, ma è così. Ecco io avrei proprio bisogno di....
- Sì, ho capito hai bisogno di privacy, ma quella vera.
21.7.10
L'elemosina di una bambina
Stamattina a Roma, poco prima di mezzodì, davanti al santuario della
Scala Santa in piazza San Giovanni una bimba di sei o sette anni si
avvicina ad una mendicante accovacciata sui gradini e le porge una
moneta. La donna la prende sollevando il capo infagottato di panni
scuri mentre accenna, con l'altra mano sul petto, un segno di gratitudine, ma la bimba non
scappa via, non torna verso la madre che la sorveglia dall'interno
della chiesa. La bimba resta ferma lì, col suo faccino sorridente e uno
sguardo pieno di stupore e di tenerezza. E' un attimo sufficiente a
rompere il muro invisibile che divide mondi diversi ed incompatibili.
27.3.09
Il bambino con la fisarmonica
Una mattina tra le persone in fila davanti all’ingresso del supermercato:
- A quest'ora quel bambino dovrebbe essere a scuola
- Chissà chi è che lo manda in giro a mendicare
- Sicuramente stranieri. Vedi che non capisce neanche quello che diciamo.
- O forse zingari.
- La polizia dov’è? dovrebbero prenderlo e portarlo a scuola
- Non c'è mai la polizia dove dovrebbe essere e poi le leggi, quelle proteggono solo i delinquenti.
- A quest'ora quel bambino dovrebbe essere a scuola
- Chissà chi è che lo manda in giro a mendicare
- Sicuramente stranieri. Vedi che non capisce neanche quello che diciamo.
- O forse zingari.
- La polizia dov’è? dovrebbero prenderlo e portarlo a scuola
- Non c'è mai la polizia dove dovrebbe essere e poi le leggi, quelle proteggono solo i delinquenti.
1.12.08
Il suono del padrone
C'era una volta il Preside. Era il capo della scuola, temuto e rispettato. Alcuni presidi si facevano trovare vicino al portone della scuola già all'ora di entrata e vigilavano con sguardo severo. Altri erano più umani, ma il Preside era sempre la persona più temuta della scuola e il "ti mando dal Preside" era la minaccia più grave.
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