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17.12.23

L'autonomia scolastica non esiste finchè non ci saranno presidi elettivi

 Alla questione del preside elettivo abbiamo già dedicato spazio e ora vedo con piacere il comunicato dell'Associazione Agorà 33 e del Gruppo La Nostra Scuola

Associazione Agorà 33: presidi diventati pseudo-manager, dovrebbero essere scelti dal collegio dei docenti

La sedicente “autonomia scolastica” che – a partire dalla “riforma” di Luigi Berlinguer – ha progressivamente frantumato l’unitarietà del nostro sistema di istruzione, è stata fondata su un equivoco (per non dire mistificazione) costruito ad arte: la primissima caratteristica di un organismo autonomo, la sola che lo rende veramente tale in un contesto comunque unitario e pubblico, è infatti l’elettività dei suoi vertici. 

Cos’è accaduto invece nelle scuole? Quello che era il preside, garante dell’istituzione scolastica e delle sue finalità educative e culturali, non solo non viene eletto dal collegio dei docenti ma è diventato un “dirigente” pseudo-manager calato dall’alto (tra l’altro reclutato attraverso concorsi ad altissimo tasso di irregolarità, come quello del 2017), “formato” a un’ideologia verticistica e para-aziendalistica del tutto incongruente con la natura e le finalità dell’istruzione pubblica e sempre più lontano dalla figura dell’insegnante, propenso o costretto a farsi cinghia di trasmissione di imposizioni burocratiche del tutto estranee alle reali esigenze della scuola; funzionale, in ultima analisi, a un progetto di smantellamento della scuola pubblica e di asservimento ad interessi privati – come quelli legati all’accaparramento dei fondi del PNRR – analogo a quello in atto nella Sanità. 

Per fermare questo progetto, sono priorità assolute il ripristino della funzione costituzionale della scuola – non costruire “portfoli” di “competenze” come un’agenzia di lavoro interinale di infimo livello ma dare un’istruzione di qualità a tutti i futuri cittadini, – e una gestione democratica e non privatistica delle istituzioni pubbliche, con la revoca di un’autonomia che frantuma il quadro nazionale della scuola pubblica; o, se si vuole un’autentica autonomia e un’autentica collegialità, con l’elezione dei presidi/coordinatori didattici scelti democraticamente dai collegi docenti.

Gruppo La nostra scuola 

Associazione Agorà 33

 

4.8.18

Chi ha paura del preside elettivo?

Il concorso per Dirigenti Scolastici con la sua fase preselettiva basata su una batteria di quiz estremamente mnemonici e nozionistici ha riaperto le solite polemiche. Sicuramente non è un buon metodo, ma forse lo sarebbe la tradizionale prova scritta? davvero chi ha maggiori capacità di elaborazione di un tema può essere considerato un miglior dirigente? Di fronte a questi quesiti qualcuno ripropone l'idea del Preside elettivo (vedasi P. Almirante su Tecnica della Scuola).

La proposta non sarà presa in alcuna considerazione, questo lo sappiamo, però credo che ancor prima di esaminarne i pregi e i difetti ci si debba chiedere perché in Italia viene considerata un tabù di cui non è possibile neanche discutere, viene additata come baggianata o addirittura come un'oscenità. Sto usando i termini che si trovano nelle pubblicazioni che riguardano la questione. Cosa c'è dietro questo aprioristico rifiuto?

Eleggere il Preside o il Direttore di una scuola non è un baggianata e neanche un'oscenità perché lo fanno da sempre i docenti universitari che eleggono i Presidi di facoltà, eleggono i Direttori dei dipartimenti e anche i Rettori di ateneo. Il metodo democratico non è una baggianata e neanche un'oscenità perchè sono elettivi i Presidi delle scuole inglesi (ma anche nelle scuole tedesche la nomina richiede una doppia forma di controllo democratico), senza che ciò abbia mai costituito un problema o uno scandalo. L'elezione del Presidente è la regola più ovvia di qualunque comunità professionale. Perfino lo Sceriffo dei villaggi del Far West era una carica elettiva. Allora qual è l'origine dei nostri tabù?