23.1.13
Assente sottolineato
Nel registro di classe, quello con la copertina blu che sta sempre sulla cattedra, sono segnati i nomi degli alunni assenti. Alcuni nomi sono sottolineati.
- Professò, significa che non erano assenti.
- No, ragazzi, questi nomi nomi sono scritti nella colonna degli alunni assenti e non sono stati cancellati. Non vedo annotazioni che possano indicare una correzione.
- Sì, ma è sottolineato, quindi significa che sono entrati dopo.
- Una sottolineatura può mettere in evidenza, serve per segnalare qualcosa, può rimandare a una nota, ma qui la nota non c'è, non è segnata nessuna entrata in ritardo, quindi la sottolineatura non dice niente.
- Come non dice niente! - l'alunno comincia a spazientirsi - E' sottolineato quindi è entrato in ritardo.
Provo a spiegare all'alunno che se ogni sottolineatura potesse da sola attestare un ritardo diventerebbe troppo facile trasformare tutte le assenze in ritardi.
Provo a spiegare all'alunno che un ritardo di pochi minuti è diverso dal ritardo di un'ora o più ore e questa è un'informazione necessaria per il calcolo dell'orario minimo di presenze scolastiche.
Nel segnare un ritardo occorre indicare un orario, non basta una sottolineatura. Tutti i professori lo sanno, ma evidentemente qualcuno ha dimenticato di annotare il ritardo. Ora non sappiamo più se quel giorno ci fu un ritardo non annotato o se questa è una sottolineatura apposta erroneamente o dolosamente al nome di un assente.
L'alunno è infastidito da tanta inutile pignoleria. Spiegare come si usa un registro è più difficile del teorema di Pitagora.
Se qualche insegnante è sbadato o cialtrone i ragazzi imparano subito che quella è la regola e imparano per sempre.
- Assente? Ma che dice professò, non lo vede che è sottolineato?
