21.9.15

L'impiegato statale

Eccomi, lo confesso, sono uno statale. Posto fisso e stipendio assicurato tra fannulloni e privilegiati di una pubblica amministrazione che non serve a niente. Lo sai anche tu e mi consideri un peso inutile sull'economia della comunità. Eppure mi conosci perchè io sono...


sono l’impiegato dell'anagrafe, sono stato io a darti il nome e il cognome che tu continui ad usare da quando sei nato, e vieni da me per avere la carta che certifica la tua vera identità. Grazie al mio lavoro non sarai considerato un clandestino.

Sono anche la “maestra” dell’asilo che ti ha accolto, mentre i tuoi genitori non potevano prendersi cura di te. E la maestra che ti ha insegnato a leggere, a scrivere e fare i conti. Lo ricordi vero? Grazie al mio lavoro gli altri non potranno facilmente imbrogliarti.

Sono il professore che ti ha guidato nei sentieri della storia e delle lettere, dell'arte e della fisica. Grazie a me tu conosci cose che i tuoi avi non conoscevano.

Sono il docente universitario che ha formato il tuo medico e il tuo commercialista, che ha insegnato all'ingegnere come costuire ponti e palazzi. Senza il mio lavoro molti non avrebbero casa o non avrebbero lavoro.


Sono il carabiniere a cui ti rivolgi quando ti senti minacciato e insicuro e sono il poliziotto che indaga per prevenire i reati a tuo danno o per scovare chi li ha commessi.

Sono il secondino rinchiuso nel carcere con l'incarico di vigilare sui condannati.

Sono il giudice al quale ti rivolgi per avere giustizia e per difendere i tuoi diritti.

Sono il medico che ti ha curato quando sei stato male.

Sono l'infermiere che si è occupato di te quando eri ricoverato.

Sono l'ostetrica che ha ti fatto nascere e che farà nascere i tuoi figli.

Sono il pompiere che puoi chiamare quando sei in pericolo. Sarò pronto a rischiare per salvare i tuoi cari e le tue cose.

Sono l'autista dell’ambulanza e il portantino della barella.

Sono il ricercatore che ha scoperto la cura per una malattia letale.

Sono l’impiegato dell’Inps che paga la pensione ai tuoi vecchi e l’indennità di disoccupazione a chi è rimasto senza lavoro.

Sono il giardiniere del parco pubblico.

Sono il custode del cimitero, dove vieni per ritrovare la memoria dei tuoi cari.

Sono l'assistente sociale chiamato a dare un sostegno alle famiglie più disagiate.

Sono l'ambasciatore a cui ti rivolgi nel paese straniero, quando ti senti smarrito e indifeso.

Sono il cantoniere che rimuove i tronchi e l’operaio che ripara le buche pericolose nella tua strada.

Sono il doganiere che controlla alla frontiera la bontà delle merci che finiranno nel tuo frigorifero.

Sono il militare che vigila dalla nave o dall'aereo sui confini della tua nazione per poter assicurare la pace al tuo paese.

Sono l'uomo-radar che vigila per la sicurezza dei voli.

Sono il veterinario che controlla la carne che arriverà nel tuo piatto.

Sono il gestore delle condutture che portano l'acqua e il gas dentro la tua casa.

Sono la guardia di finanza e l'agente delle imposte che ti chiede di pagare correttamente le tue tasse. Ed è per questo che mi detesti, ma non dimenticare che anch'io, insieme agli altri 3.400.000 dipendenti pubblici, pago interamente le tasse, che concorrono a finanziare quelle attività che io stesso svolgo nel tuo interesse.