25.2.16

Diventare avvocati copiando

Al concorso che si svolge ogni anno per l'accesso all'albo degli avvocati stavolta è successo l'incredibile. I compiti consegnati alla commissione di Napoli e inviati a Milano per la valutazione erano in gran parte copiati. Non sarebbe una novità, qualcuno che copia c'è sempre stato, ma stavolta si tratta di una copiatura furibonda perché non solo i compiti erano uguali tra loro, ma il 20 % risultava scritto copiando parola per parola, virgola su virgola, un testo pubblicato in un sito internet .




Copiare da un sito internet è un segno di imbecillità assoluta. Dovrebbe capirlo anche un ragazzino delle scuole medie. Com'è possibile che non lo capiscano i laureati che dopo almeno due anni di tirocinio legale si candidano per diventare avvocati?

E com'è possibile che durante lo svolgimento delle prove in tanti siano riusciti a utilizzare gli smartphone?

Ora quelle prove saranno annullate. Spero che la Corte dei Conti apra subito un procedimento per far pagare il danno erariale (l'organizzazione di un concorso ha un costo rilevante) sia ai truffatori, sia a chi non ha svolto gli opportuni controlli, ma non basta, quei concorrenti dovrebbero essere esclusi anche dai futuri concorsi perché hanno dato prova di essere, oltre che disonesti, anche assolutamente inidonei a svolgere la professione forense. L'avvocato non può essere un semplice conoscitore di norme, deve anche possedere una capacità di comprendere le situazioni, dovrebbe riuscire a risolvere casi complessi, a svelare trucchi, non può essere uno che agisce con la furbizia di un bambino di quattro anni.

Nelle sedi meridionali l'esame da avvocato ha sempre lasciato la porta aperta ai furbetti e sicuramente molti ricordano le canzonature subite dall'ex ministro della pubblica istruzione che spostò la sua residenza dalla Lombardia alla Calabria per poter superare la prova. Però credo che non s'era mai arrivati alla copiatura di massa dallo smartphone. E' davvero il colmo. Se questo è successo credo che sia in parte colpa delle pessime abitutini che i giovani acquisiscono negli anni di scuola, dove ormai tutto è permesso e molti insegnanti hanno rinunciato a contestare le copiature.