17.12.19

Clima di paura

La professoressa Rosa Maria Dell'Aria, protagonista suo malgrado di un caso di repressione della libertà di espressione e di insegnamento che suscitò molto scalpore, intervistata da Radio Radicale parla di un clima di paura che incombe sugli insegnanti e indirettamente anche sugli studenti.

La sospensione dall'insegnamento fu un provvedimento deciso quando al governo c'era la Lega di Salvini, ora c'è una forza di centro-sinistra, la stessa che a suo tempo prese le difese della professoressa accusata di non aver censurato il lavoro dei suoi studenti, eppure la sanzione non è stata revocata.

Il clima di paura non si è creato solo nella Sicilia della professoressa Dell'Aria. A Torino la maestra che gridò insulti contro la polizia è stata licenziata, s'è detto che il comportamento e le parole di un insegnante devono essere irreprensibili anche fuori dalla scuola, s'è detto che nessun torto subito potrebbe giustificare la reazione scomposta,


però non si è avuta notizia di licenziamenti nei confronti di chi usa parole forti non per difendere i diritti e le libertà di tutti, ma per affermare il proprio diritto a escludere, a discriminare e perfino a uccidere: c'è stato il caso del docente di Forza Nuova che inneggiava al nazismo e al ku-klux-klan, lo stesso che avrebbe messo la senatrice Liliana Segre dentro un inceneritore; c'è la maestra di Castellamonte a cui è stata chiusa la pagina FB usata per apologia del fascismo; c'è l'altro docente che minacciava ritorsioni verso gli studenti che avrebbero aderito alla manifestazione della "sardine" e c'era già stata la professoressa di Venezia che usava i social-media per insultare e istigare all'uccisione e all'affogamento dei bambini, per questo è stata trasferita a mansioni amministrative, ma non licenziata. Solo la maestra "comunista" è stata licenziata per la gioia del prof . Manfredo Bianchi che esprime la sua esultanza su Twitter dove lui può continuare a inneggiare al fascismo e può insultare volgarmente sia gli esponenti dell'odiata sinistra, sia i suoi colleghi di scuola e ovviamente ce n'è anche per i musulmani. Senza rischio di licenziamento diffonde i suoi inviti a sparare sui manifestanti, se la prende anche con Monica Guerritore e infine, lui che è stato candidato a Carrara nelle liste di Fratelli d'Italia, può ispirarsi al ritornello di Giorgia Meloni per dire: "sono ingegnere, sono professore, sono fascista...".

Tra la riabilitazione del fascismo come libera opinione e l'esercizio della critica posto sul banco degli imputati, la scuola viene spenta, il sapere viene ridotto a formazione, addestramento, pratica di lavoro, soft skills, computing...
“Una domanda frequente dei miei colleghi e degli studenti è: ‘Possiamo dirlo o conviene non dirlo? Possiamo parlare di argomenti di attualità o è meglio tacere e seguire i normali programmi ministeriali senza portare i giornali in classe?‘. Questo mi dispiace molto come insegnante. Il nostro dovere è altro. E moltissimi di noi, nonostante tutto, continuano a fare quello che devono fare, ma soprattutto i ragazzi e le loro famiglie si pongono il problema, chiedendosi se scrivere in un compito in classe, magari a un esame di Stato, qualcosa che va al di là dei programmi svolti, possa comportare poi una conseguenza negativa”.
“Vorrei che tutti, insegnanti e non, ci sentissimo tranquilli nell’esprimere le nostre opinioni, naturalmente con pacatezza e col massimo rispetto per tutti”.
“Siamo in democrazia e c’è una Costituzione che sancisce la libertà di opinione, sempre nel rispetto di tutti e non solo delle istituzioni.(...)  È necessario che i diritti e la Costituzione siano garantiti e rispettati”.


AGGIORNAMENTO del  30 settembre 2021 - - - - - - - - - - - - - - - 

La giustizia ha dato ragione alla professoressa Dell'Aria. La sanzione disciplinare è stata annullata. Questa sentenza è una vittoria per l'Italia che si dimostra ancora democratica, ma resta una sconfitta per l'amministrazione scolastica caduta in un errore che porta con sé un tanfo di dittatura e che poi non ha saputo trovare un rimedio al malfatto.