5.11.12

Digitare o sferruzzare

Nei miei ricordi di bambino c'è l'abitudine che avevano le donne di paese di sedersi davanti alla porta delle case. Alcune erano anziane e passavano ore a testa bassa a sferruzzare: sciarpe, maglioni, calze, centrini, orli. Di tanto in tanto scambiavano tra loro qualche parola senza guardarsi.

- Nonna, che fai?
- Faccio la calza, non lo vedi?
- Ma già la settimana scorsa avevi fatto un paio di calze!
- Sì, ma queste sono per il nonno - risponde lei muovendo velocemente le dita.


- Il nonno non ce l'ha le calze?
- Ce l'ha, ma poi si bucano e così ne avrà altre nuove, per l'inverno
- Tu che fai, zia?
- Faccio un maglione, non vedi?
- Si, ho capito... per l'inverno.

Che noia. Avrei voluto parlare, correre, giocare, vedere cose nuove, invece loro erano sempre lì, sedute, a fare la calza. Sferruzzare, roba da vecchiette. Io ero bambino.

Adesso non sono più bambino. Allo specchio vedo ogni giorno qualche capello grigio e capisco che sto diventando vecchio. Solo un po' vecchio, non tanto, perché ho ancora da lavorare. La mattina mi alzo e vado a scuola. Entro in classe e trovo tanti ragazzi seduti nei banchi. Quando ero studente io, ci si alzava in piedi per salutare i professori. Ora no, i ragazzi sono stanchi, non si alzano, solo qualcuno bofonchia un saluto.

Li guardo. Sono tutti a testa bassa. Muovono velocemente le dita sulle tastiere dei cellulari. Di tanto in tanto scambiano qualche parola tra loro senza guardarsi.

- Che fai Valentina?
- Mando un messaggino a Melania
- Melania? ma non è quella che hai appena salutato nel corridoio?
- Sì, ora devo dirle un'altra cosa. - e gliela dice muovendo velocemente le dita.

Anthony sta chino sul banco a digitare sulla PSP.
- Anthony, che stai facendo?
- Un videogioco. E' una guerra spaziale.
- Sempre quella della scorsa settimana?
- No, quella era una guerra di cavalieri gotici. Questo è un gioco nuovo!
- Ce ne vuole uno nuovo, giustamente, per l'inverno.
- Che ha detto prof?
- No, niente ragazzi, sono un po' annoiato, ma poi crescerò.
- Come sarebbe, prof, che sta dicendo?
- Niente, non badateci. Ora mi leggo un libro con tante cose utili e divertenti, cose da imparare. Voi pensate all'inverno, ecco, volevo dire: continuate pure a sferruzzare... no, volevo dire: continuate pure a digitare.