26.2.13

Le proteste estreme

Ai miei studenti di quarta pretendevo di dire che in Parlamento non ci sono solo ladri. E' vero che ogni giorno si legge qualche notizia poco piacevole: tangenti, appalti truccati, raccomandazioni ed altri scandali. Ci dicono che s'è formata una "casta" di politicanti preoccupati solo dei propri tornaconti personali. In TV ci mostrano le dichiarazioni disonorevoli e i ridicoli spot elettorali di Antonio Razzi  e le false lauree di Oscar Giannino, le urla sguaiate di Daniela Santanché. Abbiamo avuto un Ministro dell'Istruzione che magnificava il tunnel di collegamento tra l'Abruzzo e la Svizzera. Ma la politica non è solo questo. In Parlamento c'è anche chi s'è battuto per l'interresse della collettività. Faccio l'esempio del deputato che è arrivato a fare lo sciopero della fame per ottenere dai colleghi una rapida riforma della legge elettorale.
"A che serve lo sciopero della fame? solo uno scemo puo´ fare lo sciopero della fame."


"Professò, è ovvio che non serve a niente lo sciopero della fame."
"Perché non serve a niente?"
"Perché non interessa niente a nessuno che uno fa lo sciopero della fame."
"Sì, lo sciopero dell'on. Giachetti non è servito a niente. Ma non mi sembra ovvio. Non dovrebbe essere così, perché è la protesta più estrema che si possa fare."
"Invece è così perché a nessuno gliene può interessare che un altro sta morendo di fame."

Stiamo diventando cinici, egoisti e insensibili fino a questo punto? Vorrei contrastare questa tendenza, ma con quali argomenti? Se la vita dell'altro è valutata zero... se l'egoismo è l'unica regola... come si ricostruisce un'etica collettiva? Possiamo forse recuperarla con la memoria? Non è disprezzata anche la memoria? Roba vecchia, mi direbbero, che ce la raccontiamo a fà?

Non lo so, ma raccontiamocela: c'era una volta un avvocato nato in India e laureato all'University College di Londra. Affrontò senza armi i pregiudizi razziali e sfidò la forza dell'esercito britannico. Con la non-violenza e i digiuni forzati ispirò i movimenti di affermazione dei diritti civili e cambiò il destino dell'India. Oggi l'India lo riconosce come Padre della Nazione: si chiamava Gandhi.

Lo sciopero della fame fu praticato anche dai prigionieri dell'Irlanda del Nord. Iniziò nel 1980 dopo  la protesta delle coperte e la protesta della sporcizia. L'anno seguente un secondo sciopero a staffetta portò alla morte il deputato irlandese Bobby Sands, e altri suoi compagni lo seguirono (Hughes, McCreesh e O'Hara) e lo sciopero continuò.


Sono storie che hanno avuto un'eco mondiale e hanno segnato profondamente la cultura sociale e politica. Sono memorie che riemergono insieme a quelle di altri gesti estremi come il suicidio di Jan Palach davanti ai carri armati russi nella Praga del 1968 o quello di Mohamed Bouazizi che diede inizio alla primavera dei Gelsomini nei stati del nord Africa. Sono storie che i nostri ragazzi ignorano e continueranno ad ignorare. Credo che gli adulti abbiamo il dovere di raccontare queste storie, servono per interpretare il nostro presente, gli scioperi della fame che oggi vengono repressi con violenza. Bisogna raccontarle anche se il cinismo distruttivo continuerà a svilire e deridere tutto.