23.2.13
Pieni di sdegno e di rancore
"Avete sentito, ha pagato la cauzione ed è libero!"
"Sì, l'Italia fa proprio schifo"
"Ma guarda che non è l'Italia"
"Però fa schifo lo stesso: uccidi, paghi e sei fuori."
"I soldi sono l'unica cosa che conta."
"Questa libertà su cauzione l'hanno data a Pistorius perché è lui, ricco e famoso, mica la danno agli altri. Che schifo!"
Mi preoccupava la notizia ingannevole diffusa dieci giorni fa, invece ad alimentare i rancori dei miei alunni in odio col mondo è la notizia della libertà provvisoria concessa ad Oscar Pistorius per una vicenda accaduta nel Sudafrica.
Provo a spiegare che la libertà su cauzione in Italia non esiste.
Provo a spiegare che è soltanto una misura cautelare, non è una sentenza di assoluzione.
Provo a spiegare la differenza tra condanna e adozione di misure cautelari.
Provo a spiegare che la condanna richiede un processo con garanzie di difesa. Ma a cosa serve il processo e la difesa se tutto è così evidente?
"Ragazzi - azzardo - siete sicuri delle evidenze? Siete sicuri che nessuno possa simulare le tracce e le presunte prove? siete sicuri dell'autenticità delle dichiarazioni o confessioni di cui ci danno notizia?"
Sì, loro sono sicuri. Ogni mia argomentazione urta contro le granitiche certezze: io non so se Pistorius è innocente o colpevole e soprattutto non so di cosa è colpevole, se ha ucciso volontariamente o per errore, se ha sparato contro la fidanzata o contro una porta chiusa, se l'ha fatto deliberatamente o all'impazzata, non so se era lucido o delirante. Io ho letto vaghe notizie in cui si parla di sue ammissioni e di strane giustificazioni che trapelano dalla prigionia. Vorrei aspettare un processo e una corretta esposizione dei fatti, sperando che le indagini non si svolgano con le stesse negligenze del caso O.J. Simpson. Tanti anni fa, i miei alunni non possono ricordarlo. Per loro è già tutto chiaro, come se l'avessero visto. Loro sanno benissimo che Pistorius è colpevole, che ha ucciso voltariamente e tutte le altre storie sono solo scuse. Loro inventano sempre false scuse, quindi sanno che tutti inventano sempre false scuse: è così evidente!
I miei alunni sanno anche che Pistorius è stato favorito perché tutti favoriscono sempre i ricchi, nessuno li odia, nessun testimone li accusebbe ingiustamente, nessun giudice userebbe il proprio potere a sfavore dell'invidiato ricco. Il mondo è fatto di ricchi viziosi e assassini e di moltitudini corrotte e servili. Tutti sono marci: campioni dello sport, attori, giudici, legislatori e anche quei professori che vorrebbero convincerti del contrario. Figuriamoci cosa potrebbero pensare se il professore si facesse scappare di bocca un riferimento alla visione del mondo che si costruisce per proiezione di se stessi negli altri: tutto ti sembra marcio fuori perché ti senti marcio dentro.
Penserebbero che stai usando un arma psicologica sleale per annullare la loro legittima opinione. Invece stai solo cercando di lanciargli una ciambella di salvataggio. Non so se qualcuno riuscirà a raccoglierla. Non riescono neanche a vederla la mia ciambella finché pensano che la questione sia Pistorius innocente o colpevole, invece qui stiamo parlando d'altro, della capacità di informarsi e di ragionare prima di emettere giudizi e condanne. Giudizi e condanne che non vanno a colpire il Pistorius di turno, ma il mondo che ci circonda e sono giudizi e condanne che ci rimbalzeranno addosso: se tutto è marcio e io ci sto dentro sono marcio anch'io.
Sì, ragazzi, siamo dentro un gioco di specchi: ognuno vede fuori, negli altri, quello che si porta dentro e la realtà conferma l'opinione. Quando il primo valore è la conquista dei soldi per il potere o del potere per i soldi non puoi non sentirti marcio. Vedi tutto marcio e non hai via di scampo.