16.12.13

Miseria ladra


La scuola italiana ha sfornato per decenni giovani diplomati e laureati che spesso si sono affermati ai massimi livelli. Giovani italiani sono diventati ricercatori e docenti nelle grandi università straniere. Questi risultati sono stati raggiunti nonostante le paghe misere degli insegnanti italiani e le strutture scolastiche malandate. Ora le cose stanno cambiando. La scuola italiana sta degradando.

I tempi nuovi richiedono mezzi nuovi (che non ci sono) e nuove forme di gestione che le scuole non riescono a darsi. L'autonomia scolastica non ha senso se l'insegnamento viene irrigidito dentro percorsi burocratici accompagnati da programmazioni, registrazioni, motivazioni e monitoraggi a cui devono provvedere gli stessi insegnanti. Il tempo e l'attenzione nei confronti dei ragazzi diminuisce, i linguaggi si allontanano, la concorrenza tra le scuole assorbe energie per creare apparenze propagandistiche, l'incertezza del lavoro (che non riguarda solo gli insegnanti con contratto precario) genera frustrazioni e rivalità che peggiorano le già gravi condizioni di lavoro. Eppure lo sanno tutti che per uscire dalla crisi (economica, ma anche sociale, culturale e morale) si deve ripartire dalla scuola. Invece siamo arrivati a leggere notizie davvero incredibili: supplenti non pagati (ma la paga non era un diritto di tutti i lavoratori? è lecito trasformare lo stipendio in una sorta di roulette russa?); bidelli con lo stipendio ridotto del 75%, ferie negate e non pagate; corsi di aggiornamento a carico degli stessi insegnanti con preventiva sottoscrizione della cessione gratuita delle opere eventualmente realizzate durante il corso. Tutto questo si aggiunge a quel che già si conosce: edifici privi di sicurezza; mobilità eccessiva di docenti e studenti; demotivazione; continue incursioni politiche volte a trasferire i pochi fondi pubblici rimasti a favore di scuole private; studenti agli ultimi posti nelle graduatorie internazionali basate sui rilevamenti PISA. Senza considerare poi i gironi infernali della maleducazione indotta tra i giovani dagli abusi di videogiochi, tv spazzatura e overdose di cellulari.