26.11.14

Scuola liquida per una società liquida

La scuola italiana, fin da lontani tempi della legge Casati, era divisa in diversi ordini: scuole professionali, istituti tecnici e licei. Questa divisione riproduceva la stratificazione sociale: i licei formavano i figli della buona borghesia preparandoli agli studi universitari; gli istituti tecnici formavano le figure intermedie destinate ad assolvere funzioni di concetto negli uffici e nelle attività produttive; le scuole professionali e di avviamento al lavoro addestravano gli operatori destinati a svolgere mansioni nei settori dell'artigianato e dell'agricoltura.

Il libero accesso alle scuole consentiva ai giovani più intelligenti e ambiziosi di salire nella scala sociale. Non era facile, ma era possibile.

Poi è arrivata la scuola di massa, aperta a tutti, frequentata da tutti, dove ogni diploma è uguale all'altro. La scuola non è più l'ascensore sociale. La scuola ormai non è più nemmeno un luogo di formazione perché non c'è formazione dove non è più richiesta la fatica dello studio che modifica l'ordine mentale.

La scuola è ridotta a luogo di intrattenimento corredato di qualche elemento informativo (infotainment).