I dati recentemente pubblicati da Truenumbers sembrano dimostrare che i finanziamenti statali alle scuole private rappresentano un risparmio per lo Stato, non già un aumento di spesa. Truenumbers usa un metodo molto convincente e si fregia dello slogan "i veri numeri", cioè dati incontestabili. In realtà dietro l'evidenza dei numeri si nasconde un trucco. Il confronto tra scuola pubblica e scuola privata non si può fare in termini di "risparmio", altrimenti si finisce per dimostrare qualcosa che è già assunto in partenza come se fosse un assioma.
Provo a spiegarmi meglio. Se volessi fare un confronto tra il mio bilancio familiare e quello del mio vicino di casa potrei misurare la spesa effettuata per l'alimentazione e la qualità/quantità dei pasti.
Se il mio vicino di casa riesce ad assicurarsi tre pasti al giorno di qualità media per quattro persone con una spesa giornaliera di 15 euro mentre io spendo 20 euro per raggiungere lo stesso risultato, si dovrebbe concludere che il mio vicino sa spendere meglio i suoi soldi. Questo sarebbe un confronto corretto, ma Truenumbers non ha fatto questo confronto, non ci dice quanto spende la scuola privata per ogni studente, si limita al misurare il contributo statale che in realtà non dovrebbe neanche esistere essendo chiaramente vietato dall'art. 33 Cost. ("senza oneri per lo Stato"). In pratica si presume che ogni pasto preparato a casa di Tizio si può considerare un pasto in meno in casa di Caio, quindi un risparmio. Ogni studente che sceglie la scuola privata è uno studente in meno nella scuola pubblica, basta privatizzare tutto e magicamente lo Stato non avrà più spese, salvo però l'obbligo di versare contributi ai gestori delle scuole private.
Uno Stato che paga senza fornire più alcun servizio non mi sembra proprio il massimo dell'efficienza. Infatti l'assunto del ragionamento è totalmente sbagliato. Vediamo perché.
Tornando al primo esempio, io che spendo 20 euro per quattro pasti potrei dire al mio vicino che non gli conviene spendere i suoi 15 euro per il vitto di quattro persone, potrebbe piuttosto mandare i suoi due figli a mangiare a casa mia per il modico contributo di 4 euro (due buoni da due euro), così invece di spendere 15 euro al giorno ne spenderebbe la metà al solo costo di 4 euro, un evidente risparmio.
L'imboglio regge finché non si chiarisce che oltre al contributo "pubblico" io chiederò anche una "retta" privata di 10 euro al giorno per ogni cliente. Lo stesso nascondimento di Truenumbers. Guardando i numeri completi si vede che con la mia generosa offerta mi sono assicurato un'entrata aggiuntiva di 24 euro (4 pubblici +10+10 privati) per preparare i pasti che a Caio, nonostante la mia pessima gestione, comportano un aumento effettivo di spese di soli 10 euro (se 4 pasti mi costavano 20, sei pasti mi costeranno 30). Avrò così 14 euro di guadagno netto a spese del mio vicino a cui avrò fatto credere che la sua rinuncia a preparare i pasti per i due figli gli sta riducendo le spese.
Il trucco sta nel tenere nascosta una carta, quella della retta privata. Ma c'è anche un altro trucco, quello di non fare il confronto tra le retribuzioni e non dire che spesso il privato riesce a sfruttare i propri dipendenti con lavoro nero e prestazioni aggiuntive non pagate. In tal modo produce un impoverimento delle famiglie, le stesse a cui si chiederà di pagare, oltre alle tasse, anche le rette private per a scuola dei propri figli.
Conclusione: se ascoltiamo i numeri veri di Truenumbers ci avviteremo sempre peggio dentro la crisi economica peggiorando il già enorme divario tra ricchi e poveri. E' il rispetto dell'art. 33 della Costituzione che può garantirci, oltre alla giustizia sociale, anche quel minimo di pari opportunità che potrà far emergere qualcosa di buono.
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https://www.tecnicadellascuola.it/il-costo-standard-una-proposta-sottile-e-con-mille-insidie
Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento c'è anche:
https://www.tuttoscuola.com/tre-obiezioni-di-metodo-al-costo-standard/
oltre all'ottimo articolo di Pellizzetti già ripubblicato in questo blog:
https://aulazero.blogspot.com/2015/09/la-ricastalizzazione-della-societa.html