Cari professori, volete sapere qual è il miglior metodo di insegnamento? non dovete chiederlo al collega più anziano che ha diplomato migliaia di studenti e neanche al più giovane ricco di entusiasmo e di empatia, no no no, ve lo dice la Banca d'Italia. Non sto scherzando. Dal laboratorio dei "numeri veri" apprendiamo la notizia. Poi non dite che non lo sapevate qual è il miglior metodo per insegnare tutto a tutti (anche se loro sbadatamente lo chiamano metodo di studio). Ecco, pare che i super-banchieri, ormai sollevati da altre incombenze, hanno svolto un attento studio sulle scuole giungendo alle seguenti conclusioni:
1) Insistere sullo stesso argomento finché tutti gli alunni non abbiamo capito la lezione è inutile, anzi controproducente.
2) Procedere nello svolgimento del programma benché non tutti hanno capito le lezioni precedenti sarebbe ancora peggio (il grafico ci mostra che per i migliori della classe, cioè per i pochi che non presentavano lacune nel pregresso, sarebbe un vero disastro!)
Allora direte voi che non c'è soluzione, come fai sbagli. No, affatto, i signori della Banca d'Italia ci dimostrano che il miglior metodo c'è ma è un altro:
3) Far ripassare quello che s'era già studiato l'anno precedente.
Ecco a voi il grafico.
- Ragazzi quest'anno il programma prevede di cominciare da Pirandello, invece no, l'anno scorso avete studiato Manzoni, Foscolo e Leopardi. Avete ben digerito romanzi e poesie dell'ottocento, bene, quest'anno ripasseremo tutto daccapo.
L'infallibile metodo dei banchieri si potrebbe chiamare anche "piove sul bagnato". La noia è garantita, ma in compenso nessuno rischia di imparare qualcosa di nuovo. Ed è così che magicamente i peggiori diventano i migliori. Wow!


