28.1.18

Liceo breve e valutazione intensiva

Valentina Aprea, assessore della regione Lombardia, già sottosegretaria del MIUR ai tempi della ministra Moratti, ha richiesto al Ministero dell’Istruzione di autorizzare le sperimentazioni del "liceo breve" anche oltre il limite già autorizzato delle 100 scuole. La notizia è tratta da Tecnica della Scuola del 16 gennaio.

Secondo la Aprea "la sperimentazione ci deve aiutare a conoscere bene la proposta e ad estenderla a tutti gli studenti”. Quindi non si tratta di una sperimentazione, l'estensione a tutti è già decisa. Ormai tutto viene imposto dall'alto senza alcuna considerazione per le richieste e per i risultati, ma la vera novità sembra essere un'altra e riguarda l'organizzazione didattica dei futuri licei brevi: l’anno scolastico sarà diviso in bimestri e in ogni ora di lezione saranno effettuate verifiche su quanto appreso: negli ultimi 10 minuti di lezione il docente farà un test di controllo.




Sembra finita anche l'autonomia didattica delle scuole che aveva posto fine alla libertà di insegnamento dei singoli docenti. Ogni ora di lezione si conclude obbligatoriamente con un test di 10 minuti!

Possiamo supporre che ogni docente dovrà prepararare un questionario prima di ogni lezione da somministrare agli studenti e da correggere dopo la conclusione della lezione. La conseguente necessità di svolgere la lezione in perfetta coerenza con le domande preconfezionate equivale ad una robotizzazione dell'insegnamento. La relazione personale tra docenti e discenti viene così sacrificata insieme alla possibilità di riadeguare la lezione alle reali esigenze e alle richieste degli studenti. Molto probabilmente i questionari saranno standardizzati e forse saranno forniti alle scuole direttamente dalle direzioni ministeriali. La proposta ha un vago sapore orwelliano. Ma non basta. Il liceo breve promosso dalla regione Lombardia prevede, oltre alle verifiche di fine lezione, anche una serie di verifiche bimestrali.

Questi eccessi di valutazione, con metodi sempre più standardizzati, uccidono ogni possibilità di formare i giovani a sviluppare la creatività, ad apprezzare il libero pensiero, a promuovere il senso critico, a trovare soluzioni laterali. La scuola diventa addestramento quasi meccanico.

Nella proposta di "liceo breve" tre materie saranno insegnate in lingua inglese: geografia, matematica (2 ore su 4) e inglese.