14.1.18

Internet è anche un bel posto

Umberto Eco aveva ragione (qui il video della conferenza)
il grande problema della scuola di oggi è come insegnare a filtrare le informazioni di internet, cosa che neppure i professori sanno fare perché sono anch'essi neofiti di internet (...) un bravo insegnante potrebbe assegnare un tema dicendo agli studenti copiate liberamente da internet (tanto copiano) però usate almeno dieci siti diversi.
Il confronto tra diverse fonti dovrebbe essere utile a promuovere un senso critico. Poi, alla domanda sui social-network, Eco diede questa risposta:
internet (...) dà diritto di parola a legioni di imbecilli i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società (...) gente che di solito veniva messa a tacere dai compagni "sta zitt stupid!" ma oggi ha lo stesso diritto di parola di un premio nobel (...) credo che dopo un poco si crei una sindrome di scetticismo
Il problema resta quello del filtraggio. Ognuno può filtrare solo le informazioni che rientrano nel settore di propria competenza, non oltre. I giornali dovrebbero dotarsi di equipe di esperti per offrire accurate analisi dei siti, ma non lo fanno. Però in internet ci sono persone che lo fanno, qualcuno li chiama debunker o sbufalatori.  Ne voglio citare almeno tre: Paolo Attivissimo, David Puente e il BUTAC (bufale un tanto al chilo). Nel blog di David Puente c'è una pagina dedicata a una piacente signorina che mette in circolazione quelle cartoline dell'indignazione più note come "meme". Vi consiglio di leggerla perché ci fa capire che tra le legioni di imbecilli che leggono e rilanciano le false notizie ci sono anche altri tipi, da una parte ci sono gli odierni Simonini, fabbricanti di falsi, dall'altra ci sono anche quelli che sanno smontare le falsificazioni e viene da dire che Internet è anche un bel posto.

David Puente, in calce al post sulle vergognose fake-news scagliate contro Laura Boldrini, ha pubblicato anche le scuse di un ignaro complice della macchina del fango: una vittima che si trasforma inconsapevolmente in propagatore di veleno. Poi se ne pente. Non imitatelo.

In altri casi le fake-news si producono a partire da un semplice scherzo.


La diffusione delle fake-news ha collegamenti e analogie con la sindrome del complottismo che Umberto Eco analizza in questa registrazione.