Bisognerebbe che al ministero qualcuno ci svelasse il quarto segreto di Fatima: come ha fatto un’analfabeta a piede libero a insegnare per anni nelle scuole, anzi nelle squole della Repubblica Italiana. Per ottenere quel posto ha dovuto superare indenne un lunghissimo percorso a ostacoli disseminato di q. Intanto l’esame di quinta elementare, dove chi scambia «squola» per l’anagramma di «squalo» andrebbe spedito dietro la lavagna, non in cattedra. Poi quello di terza media, la maturità, forse una laurea e sicuramente un concorso, senza che mai nessun esaminatore osasse fermarla. Erano tutti corrotti, ignoranti o distratti come quei tecnici ministeriali che in un tema dell’anno scorso scrissero «traccie» con la i? […] Qualcuno dirà che nel Paese in cui la ministra dell’Istruzione non ha un diploma di sc(q)uola superiore tutto è plausibile. Ma una maestra è più importante di una ministra. Plasma il futuro dei bambini. Sempre che riesca a coniugarlo.
(Corriere della Sera - 2 febbraio 2018)
Su Tecnica della Scuola è apparsa una risposta: quando ai concorsi ci sono stati molti bocciati se ne è fatto uno scandalo; quando si introcudono requisiti per l'accesso all'insegnamento che potrebbero escludere molti candidati si ricorre spesso a provvedimenti di sanatoria che finiscono con l'ammissione di tutti.
A mio avviso questa risposta è valida solo in parte. Non sempre le esclusioni corrispondono ad una seria selezione. Chiunque ha partecipato a concorsi non può non vedere che la serietà è quasi scomparsa, clientelismo, nepotismo e corruzione sono penetrati nelle commissioni di quasi tutti i concorsi. Nella scuola all'ultimo concorso per docenti i commissari d'esame avevano un compenso talmente misero che non avrebbe mai potuto invogliare persone qualificate e indipendenti, molti di quelli che si sono prestati a svolgere quel delicato servizio potrebbero averlo fatto per adempiere ad interessi incoffessabili. Così la maestra che scrive scuola con la q arriva in cattedra.Lo può fare nell'indifferenza generale, tanto a stare coi bambini son buoni tutti, tanto gli insegnanti non fanno nulla, quattro mesi di vacanza, ecc. ecc.