1.5.18

La scuola produce servi

La scuola democratica dovrebbe educare, trarre da ciascuno il proprio meglio, cioè aiutare i bambini e i ragazzi a sviluppare liberamente la propria personalità, quindi dovrebbe promuovere la libertà di pensiero e le inclinazioni personali accompagnandoli fino alla maturità.

La parola maturità (esame di maturità) è stata abolita nel 1997 dalla riforma del ministro Luigi Berlinguer, la prima di una serie di riforme di stampo neo-liberista che hanno introdotto nella scuola il principio di concorrenza tra le scuole e di competizione tra insegnanti e tra studenti mettendo al centro di tutto la valutazione. Gli studenti vengono valutati in termini di crediti/debiti. Gli insegnanti vengono valutati mediante attribuzione di bonus.

Alcuni attenti osservatori del mondo scolastico sono convinti che le riforme di matrice neo-liberista perseguono finalità anti-liberali e anti-democratiche. L'effetto finale non è una maggiore efficienza del sistema scolastico, bensì una sostanziale omologazione al modello dominante: addestramento all'obbedienza e produzione di servi, non più liberi cittadini.



 
Vi propongo qui un video tratto dal canale Byoblu (a questo link)

In altra intervista il prof. Pennetta ha illustrato i rischi di criminalizzazione della libera opinione nel nostro sistema socio-economico.

 
Sulla stessa linea di pensiero si pone anche il prof. Pietro Ratti.