L'abolizione delle rappresentanze dei genitori negli organi degli istituti scolastici potrebbe apparire antidemocratica, ma è vero che "non ci sono rappresentanti dei pazienti nelle strutture ospedaliere, né degli automobilisti negli Uffici della motorizzazione, né dei contribuenti nell’Agenzia delle Entrate, non si vede perché debba fare eccezione la scuola. Si chiama demagogia: meglio farne a meno". In effetti lo spirito sessantottino che aveva portato ai decreti delegati del 1974 è stato poi stravolto dalla pretesa di riportare tutta l'educazione sotto il dominio della "famiglia". Forse è ora di restituire un po' di autonomia e di autorevolezza all'istituzione scolastica.
Il "divieto di convocare gli insegnanti ad assemblee, riunioni, commissioni e consigli di qualunque tipo per più di tre o al massimo quattro volte al mese" è un altro saggio consiglio.
La scuola è diventata un riunionificio per poter limitare e controllare gli insegnanti. Nel difendere la libertà di insegnamento di ciascun docente Della Loggia difende un pilastro della libertà democratica.
Mi sembra bella anche l'idea di coinvolgere gli studenti nella pulizia e nella manutenzione degli edifici scolastici. Così si potrebbe creare un'alternanza scuola-lavoro all'interno della scuola e nell'interesse della stessa comunità scolastica.
Più complesso è il problema degli smartphone. Della Loggia propone il "divieto assoluto" e lo motiva con "superiori ragioni di igiene antropologico-culturale". Egli sostiene che se ne dovrebbe vietare la vendita e l'uso ai minori di 14 anni, precisando che il divieto non riguarderebbe i semplici telefoni cellulari. Questa differenza rende molto interessante la proposta e supera le obiezioni più comuni legate alle moderne esigenze di comunicazione. Karl Popper avrebbe voluto introdurre una "patente" per poter gestire i palinsensti televisivi. La previsione di una patente, come quella già prevista per condurre autoveicoli a motore, non sarebbe una forma di censura o una limitazione di libertà personale.
La differenza legale tra telefono cellulare e smartphone mi sembra analoga a quella già nota tra bicicletta e ciclomotore. I minori di 14 anni possono muoversi usando biciclette, ma devono aspettare i 14 anni per poter usare un ciclomotore. Una semplice questione di sicurezza. Questa diffenza non può scomparire per il solo fatto che i fabbricanti potrebbero avere convenienza a vendere solo i più costosi mezzi a motore. Lo smartphone non deve sostituire tutti gli altri strumenti di comunicazione.
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Per le altre proposte vi rinvio direttamente all'articolo di Galli della Loggia
Su MicroMega c'è un articolo di Cannatà che straccia le proposte di Galli della Loggia.
Anche su Comune.info trovate una puntuale confutazione delle 10 proposte che Monica Guerra definisce come "rigurgito reazionario".
Tra le opposte visioni è bene ricordare anche quella del maestro Franco Lorenzoni: «Non c’è da una parte una scuola accogliente, che cura le relazioni, e dall’altra una scuola seria e rigorosa che istruisce bene gli scolari. Questa contrapposizione la creano ad arte opinionisti come Galli della Loggia. La scuola diventa capace di costruire e diffondere cultura tanto più riesce ad essere accogliente, tanto più è in grado di curare le relazioni reciproche».
