18.12.18

Prosegue la gerarchizzazione e cresce il divario

La scuola della repubblica democratica è una comunità educante. L'antico modello autoritario sembrava definitivamente abbandonato. L'insegnamento non passa più attraverso la bocciatura e l'umiliazione, le bacchettate sulle mani e i ceci sotto le ginocchia.

Oggi nelle scuole si parla di accoglienza, inclusività, tutoraggio, cooperative learning. Il modello verticale autoritaristico è stato giustamente sostituito da modelli orizzontali e collaborativi, ma qualcosa ora sta nuovamente cambiando e in un mondo ormai dominato dalla finanza il cambiamento non comincia dai banchi degli scolari, ma dal portafoglio dei docenti e dei dirigenti.
“L’aumento di 815 euro lordi mensili che arriverà nelle buste paga dei dirigenti scolastici grazie al nuovo contratto, a fronte dei circa 90 attribuiti ai docenti, ha provocato indignazione tra gli insegnanti. Non solo la differenza degli aumenti è assolutamente sproporzionata, perché parliamo di oltre nove volte il misero incremento stipendiale dei docenti, ma tutti sanno benissimo che gran parte delle funzioni organizzative e gestionali vengono delegate nella vita quotidiana delle scuole agli stessi insegnanti in cambio di compensi irrisori”.
Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda,  ha commentato l’incremento retributivo recentemente accordato ai dirigenti scolastici.


“Fino agli anni ’80 lo stipendio del preside, partiva da quello di fine carriera dei docenti; poi, quando i presidi hanno ottenuto il contratto separato, la forbice si è allargata smisuratamente.
Rino Di Meglio considera poi una beffa la regola che impone alle scuole di retribuire le funzioni organizzative assegnate ai docenti (funzioni che alleggeriscono non poco il lavoro dei dirigenti), sottraendole dai fondi stanziati per il contratto degli insegnanti anziché da quello dei dirigenti.

È giunto il tempo – conclude il coordinatore nazionale – di alzare la testa e iniziare a declinare tutte quelle attività non obbligatorie che sarebbero di competenza del dirigente”.
L’unico modo per conquistare dignità contrattuale per gli insegnanti è uscire dal calderone del pubblico impiego, e ottenere un contratto specifico. L’istituzione di un’area separata è una richiesta storica della Gilda degli Insegnanti per la quale continueremo a batterci senza sosta.
Sulla questione degli aumenti è intervenuto anche Luigi Del Prete (segretario nazionale del sindacato di base USB)
“Prima di ‘premiare’ i dirigenti scolastici bisognerebbe che Miur, Usr, Usp operassero serie verifiche sul loro operato quotidiano, caratterizzato da continue violazioni dei contratti e scarsa conoscenza della normativa. Una dirigenza scolastica, quella italiana, che da un lato pretende di essere equiparata alla dirigenza della pubblica amministrazione, ma che, dall’altro, mostra una totale assenza di qualsiasi conoscenza giuridica delle norme contrattuali, delle modalità di funzionamento di strutture complesse come le istituzioni scolastiche, attraverso un arbitrio gestionale che ricorda spesso piccole monarchie feudali”.
Di tenore analogo è il comunicato dei PSP (Partigiani Scuola Pubblica):
“Esagerato e fuori luogo appare l’aumento di ben 540 euro netti al mese ai dirigenti scolastici stabilito in questi giorni nel corso dell’intesa sindacale. Ancora più incredibile se lo si inquadra nel corso di una manovra di bilancio così complessa e sotto il capestro della procedura di infrazione da parte della Commissione europea e a fronte di docenti costretti a sopravvivere a mille km da casa per l’algoritmo renziano con uno stipendio di 1300 euro al mese, per i quali non si è ancora trovata una soluzione efficace”.
“Tutto questo diventa ancora più assurdo se si analizza il livello raggiunto dai contenziosi a carico del MIUR dovuti all’assenza di controlli e di sanzioni a quei dirigenti scolastici che adottano condotte abusanti e si fanno difendere dall’avvocatura dello Stato, risultando anche spesso soccombenti”.