20.2.19

Utilità e inutilità dello studio

Mi piacerebbe che tutti i miei colleghi dedicassero una mezz'ora ad ascoltare le riflessioni del prof. Pietro Ratto. Servono per capire meglio cosa sta succedendo al nostro mestiere di insegnanti in quest'epoca dominata dal dogma dell'autonomia scolastica. 
Ascoltando le riflessioni del prof. Ratto si capisce meglio anche il senso delle prove Invalsi che non sono semplici strumenti di misurazione e di confronto come molti credono.



Pietro Ratto racconta la propria esperienza di docente di storia e filosofia, iniziando dall'inutilità del sapere e dalla bellezza delle passeggiate.
Dove vanno i sentieri di un bosco? Non vanno da nessuna parte. Si passeggia per respirare l'aria del bosco, si viaggia per viaggiare. E' il viaggiare che importa, non l'arrivare; è la domanda che fa il filosofo non la risposta. La scuola con le risposte pronte e uno spaccio di "verità" preconfezionate, di percorsi didattici costruiti su un punto di partenza e di arrivo ben saldi. Un tempo si poteva pensare che il vangelo fosse il punto di partenza sicuro ma ora sappiamo che quella certezza non c'è. Dobbiamo essere studiosi e non ricercatori. Il ricercatore segue una strada in vista del risultato richiesto dal finanziatore della ricerca, invece lo studioso non ha un risultato da raggiungere. Attenzione, anche il voto scolastico può trasformarsi in un risultato da raggiungere, ma è un risultato imposto e uccide il piacere dello studio.

Il docente che oggi si adegua alle richieste di una scuola utile, alla costruzione di competenze predeterminate e si assoggetta ai controlli contribuisce al tradimento della vera missione della scuola, uccide la scuola. I docenti dovrebbero assumersi la responsabilità e il coraggio di difendere la libertà di pensiero e di espressione.
L'eroe è quello che non spara, neanche se è sotto minaccia di qualcuno che glielo impone.