11.3.19

La scuola senza materie


L'ANP (Associazione Nazionale Presidi) annuncia il prossimo passo verso la scuola del futuro, sarà una scuola senza materie.
La sostituzione delle competenze alle vecchie conoscenze disciplinari conduce verso una generale trasversalità e interdisciplinarietà che andrà a sfociare in una sorta di palestra di esercizi di realtà somministrati da volenterosi operatori che saranno privi di abilitazioni professionali e che non potranno trasmettere agli allievi il proprio sapere. Sarà una "scuola liquida" dove tutti potranno insegnare tutto, almeno in apparenza, in realtà saremo tutti pedine intercambiabili di una grande centro di addestramento al lavoro.

A qualcuno potrà sembrare una follia, invece la scuola senza discipline è solo un'ovvia conseguenza del passaggio dalle conoscenze alle competenze.

Solo nell'ambito delle conoscenze si possono definire i confini tra le diverse discipline. Ora che il fulcro s'è spostato sulle competenze e su quelle abilità impalpabili che vengono chiamate "soft skills" si potrà eludere l'elaborazione attenta e razionale che strutturava le discipline e il sapere sarà sostituito dal risultato pratico ottenuto euristicamente.
EURISTICA: qualsiasi procedimento non rigoroso (a carattere approssimativo, intuitivo, analogico, ecc.) che consente di prevedere o rendere plausibile un risultato  


La scuola democratica aveva una struttura essenzialmente orizzontale che riconosceva pari dignità alle varie discipline e poneva sullo stesso piano tutti gli insegnanti.
L'abilitazione ad insegnare una disciplina conferiva uno status di "esperto" che non poteva essere messo in dubbio da qualche gerarca, ma solo dall'ordine di appartenenza secondo una logica analoga a quella degli ordini professionali. Il Prefetto può emanare ordinanze, ma non può correggere il contenuto di un certificato o di una ricetta medica.
Nella scuola democratica le decisioni avevano carattere collegiale. La collegialità non compatibile con un potere dirigistico, perciò ai presidi delle scuole non era consentito di orientare le scelte della comunità scolastica. Il Preside era solo un primus inter pares chiamato a convocare e presiedere le riunioni.  Non poteva scegliersi i docenti perché la competenza disciplinare del docente poteva essere valutata solo dagli esperti delle medesima disciplina.
La condizione di parità e di reciproco rispetto era e resta condizione essenziale per una scuola democratica.

Oggi l'ANP, nonostante il nome, non riunisce più i docenti che presiedono le comunità scolastiche, ma riunisce i Dirigenti Scolastici, nuova figura di stampo manageriale inventata dalla sinistra neoliberista ai tempi del Ministro Luigi Berlinguer. La nuova visione aziendale della scuola è verticale. Il DS ha compiti esclusivamente gestionali e tende a trattare i docenti come "operai" dell'insegnamento (la CGIL ed altri sindacati parlano di operatori scolastici). Spesso si parla di "carriera dei docenti" in una prospettiva di ulteriore verticalizzazione. La programmazione per "competenze" si conforma a questa nuova visione non democratica. Nell'azienda l'operaio non deve conoscere il processo di produzione, non deve metterlo in discussione, non deve riflettere sulle finalità ultime, deve solo concentrarsi sul risultato immediato della mansione che gli è stata assegnata.

In una visione aziendale di tipo fordista l'operaio dev'essere perfettamente intercambiabile. Ecco il senso dell'abolizione delle discipline. L'ANP si conferma come avanguardia della demolizione della scuola democratica.