29.2.20

Pensare in modo uniforme


Il Prof. Alessandro Barbero, insigne storico e scrittore ben noto per il suo equilibrio e per l'indipendenza di giudizio, svolge alcune considerazioni sulla scuola che non possono essere tacciate di faziosità politica, né di conservatorismo di carattere sindacale. Quello che dice ci deve far riflettere e soprattutto dovrebbe far riflettere i numerosi sostenitori delle pedagogie docimologiche, delle prove invalsi, degli standard di qualità e della didattica per competenze.

Barbero parla di una scuola che si sta orientando verso l'imposizione di un "pensare in modo uniforme" e di una tendenza a formare giovani "programmati per eseguire compiti" invece che valorizzare la creatività personale. Ci ripropone l'esempio della scolastica medievale che inizialmente si fondava sul dubbio, sulla discussione, sul ragionamento e soprattutto sulla libertà di ricerca e di confronto. Se la scuola perde la libertà, se viene organizzata secondo modelli aziendali, perderemo la nostra libertà di pensiero che è il cuore stesso del sapere.

La scuola gerarchizzata con ministri che possono imporre una certa formazione, dirigenti che possono scegliere i docenti e con docenti ingabbiati tra standard di valutazione e progressione di carriera, non resterà alcuna libertà e non si svilupperà nessuna creatività se non tra quelli che dalla scuola fuggiranno.

L'esempio della scolastica medievale, che si svilisce chiudendosi nella ripetizione di presunte verità ormai acquisite, è molto pertinente perché ci fa cogliere una perfetta analogia tra l'antico dogmatismo basato sulla verità biblica e poi su quella aristotelica con l'attuale dogmatismo scientista.