Come professore di Liceo, nel blog guardo soprattutto alle questioni che riguardano le scuole medie superiori, ma ho anche una collaborazione con l'Università e due figli studenti universitari, perciò non posso non fare confronti. Il declino della scuola italiana ci riguarda tutti: dalla scuola d'infanzia fino ai dottorati di ricerca.
Oltre alle mie esperienze personali leggo sempre con interesse quello che viene pubblicato su Roars e stavolta vi invito a fare un confronto tra due articoli che potrebbero sembrare in contraddizione tra loro, ma forse non lo sono.
Il primo articolo (pubblicato da Roars) porta la firma di Tommaso Greco, docente di Filosofia del Diritto, che denuncia la perdita di orgoglio e di autostima dei docenti universitari.
Il secondo articolo (pubblicato da MicroMega) dello storico Gianbattista Scirè denuncia la mancanza di trasparenza e di valorizzazione del merito (a cui l'autore ha dedicato un intero sito) dovuti ad una eccessiva autoreferenzialità dei docenti universitari e una poco democratica organizzazione degli atenei.
Per capire che le due critiche non rappresentano due tesi contrapposte, per vedere che non c'è contraddizione tra chi osserva un declino di autorevolezza e chi invece denuncia un eccesso di potere, basta ricordarsi del "siamo uomini o caporali?" dell'indimenticabile Totò (Antonio De Curtis).
Il caporale è insopportabilmente autoritario, spocchioso e arrogante, ma lo è perché non ha alcuna stima di sé, perché ha rinunciato alla propria autonomia di pensiero e si è messo spontaneamente e opportunisticamente al servizio del potere. E' questa condizione di caporalato che oggi contraddistingue alcuni insegnanti (la maggioranza è semplicemente rassegnata), molti dirigenti scolastici, molti docenti universitari e quasi tutti i rettori di ateneo.
Un'altra scena dl film la trovate qui.