8.2.21

Bambini appesi agli alberi e pacchi non desiderati

 Nel post di ieri avevo citato alcuni casi di insegnanti che subiscono ritorsioni a causa della loro voglia di insegnare e di farlo bene. Ora vedo che il Fatto Quotidiano descrive meglio il caso del maestro di Serravalle, Giampiero Monaca. 

Nella sua vicenda ci sono due questioni che vorrei sottolineare e sono proprio le ragioni che hanno motivato la sanzione disciplinare:

1) il maestro svolge le sue lezioni all'aperto (non è vietato, anzi spesso è pedagogicamente consigliato), ma lo fa senza chiedere l'autorizzazione (se il metodo è noto ed già in uso non se ne vede la necessità) e lascia che i bambini possano arrampicarsi sugli alberi "senza protezioni". Ecco questo è il punto su cui il maestro potrebbe trovarsi in fallo. I bambini possono imparare a vivere senza protezioni? Se un bimbo cade di chi è la responsabilità? E' stata stipulata un'apposita polizza assicurativa? Il contratto prevede espressamente l'arrampicata sull'albero? I bambini erano muniti di casco collaudato, di solide imbragature da alpinista e rete di protezione come quella che usano i trapezisti? 

Come avvocato posso dirvi che la responsabilità era tutta del maestro che, svolgendo le sue lezioni con quel metodo, se ne assume la responsabilità e probabilmente ne era perfettamente consapevole. Quindi la domanda va probabilmente posta in altri termini: è lecito che un professionista, invece di sfuggire alle responsabilità, se ne faccia carico? in parole povere: è lecito lavorare?

Come professore temo di non poter commentare, rischierei di esprimere un giudizio sulla vicenda che potrebbe essere simile a quello che il maestro Monaca ha espresso, senza offendere nessuno, sulla natura giuridica di un documento. Anche per questo ha subito la sanzione, quindi esprimere opinioni sembra non essere più consentito agli insegnanti.

2) il maestro ritiene che sia sempre necessario un confronto tra le parti per giungere ad un "patto", pertanto, a suo parere, non si dovrebbe definire "patto" il documento predisposto dalla scuola e offerto alla sottoscrizione dei genitori. Se il preteso "patto" di corresponsabilità viene consegnato già bell'e pronto diventerebbe un "pacco"

Come avvocato posso dirvi che l'opinione del maestro non ha fondamento giuridico perché nel nostro ordinamento esistono anche i contratti (patti) stipulati per mera adesione di una parte alla proposta dell'altra. L'opinione del maestro appare quindi sbagliata, ma esprimere un'opinione sbagliata è un fatto sanzionabile? Se così fosse, ogni volta che noi avvocati presentiamo al giudice una interpretazione dei fatti che non viene accolta (in ogni contenzioso c'è un legale che lo fa) dobbiamo aspettarci una punizione? 

Come avvocato ho giurato fedeltà alle leggi dello Stato, quindi mi sentirei molto a disagio a sostenere tesi contrarie ai principi costituzionali, ma agli insegnanti nessuno può chiedere di giurare giacché è la stessa Costituzione a stabilire che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Se l'insegnamento deve svolgersi con una libertà che ad altre professioni non è data, come mai chi è più libero ora è diventato perseguibile per le opinioni espresse? Cosa sta succedendo nella scuola italiana?  

PS - vedo che c'è almeno un dirigente scolastico che osa esprimere il proprio giudizio sull'accaduto. Per maggior precisione va detto che è un ex-dirigente, quindi ormai fuori dal rischio di sanzioni.