24.2.21

All'esame di maturità portiamoci da bere

Gli articoli di Valentina Petri mi consentono di sorridere di quel che accade nelle scuole. Non c'è molto da ridere, perciò dobbiamo elogiare la sua penna carica di ironia. 

Oggi ho trovato un suo titolo che mi sembrava inopportuno: Maturità 2021, agli alunni che mi chiederanno cosa portare risponderò: ‘Da bere’

Perché vogliamo ancora sminuirci, Valentina? Perché far credere che l'esame di Stato è una sciocchezza? Poi ho letto l'articolo e anche stavolta vi ho ritrovato la consueta intelligenza e la capacità di denunciare l'ipocrisia demagogica che ci sommerge.  Ecco il nuovo ministro che annuncia la novità, precisa uguale uguale all'anno scorso: “l’esame sarà un solo orale in presenza”.

Ci voleva un segnale di transizione tecnologica, un esame con l'opportunità di mostrare il buon uso, intelligente e innovativo, che studenti e docenti (non tutti, non tanti) hanno saputo fare con le nuove tecnologie della didattica a distanza. No, non serve, esame solo in presenza, come ai bei tempi di "ecce bombo", come se le nuove tecnologie non esistessero o non ci sia nessuno che sappia usarle. Continuiamo così. Facciamoci del male!

Ma il pezzo più bello di quel che scrive Valentina riguarda la tesina. Sì, avete capito bene, quella interdisciplinare, quella coi "collegamenti". La resistenza elettrica e la resistenza antifascista, quella roba lì. E ormai mi chiedo anch'io, da tanti anni, se sono più cretini gli studenti o i loro professori che consentono di umiliare l'intelligenza fino a questo punto. Ma quest'anno non ci sarà la "tesina", parola di Ministro, ci sarà l"elaborato". Wow.

Tra la tesina e l'elaborato c'è la stessa differenza che c'è tra didattica a distanza e didattica digitale integrata, cioè tra DaD e DID. Ho detto proprio così durante una riunione collegiale "did" e sono stato prontamente corretto: "Si dice diddi-ì". Didattica digitale integrata, no, non si può dire didattica integrata digitale, dimostrando di non aver letto le circolari con la dovuta attenzione. Integrata di che, con che? Non capisci niente, integrata significa un po' sì e un po' no, a singhiozzo. 

Le vede tutte Valentina, anche l'impossibilità di distinguere tra i compiti e le attività asincrone. E' giusto chiamarle attività asincrone, usando un'etichetta così bella che nella mia scuola la usiamo anche per dire che un docente fa lezione "sincrona" con gli studenti, ma invece di farla la mattina la sposta al pomeriggio. E magicamente diventa asincrona. I genitori non capiscono e pensano che stiamo facendo cose molto innovative. Luciano De Crescenzo avrebbe detto che è tutta colpa di Pitagora. Sì, lui, con chi lo possiamo collegare? con Archimede o con Nonna Papera?

Hai proprio ragione Valentina, portiamoci da bere, che c'è ben poco da fare in queste condizioni, ma la pandemia in questo non ha nessuna colpa.