5.2.22

Chi ha ucciso Lorenzo?

Lorenzo Parelli era uno studente di un istituto professionale della provincia di Udine. La scuola lo ha mandato a svolgere le ore di PTCO in una fabbrica. Il 21 gennaio, durante un lavoro di carpenteria metallica, il ragazzo è stato colpito da una putrella di ferro ed è morto. Lorenzo è l'ennesimo caduto sul lavoro? Uno dei tanti che si aggiunge ai 1.404 dello scorso anno?
No, non direi perché lui non era un dipendente, non riceveva alcun compenso. Lorenzo è morto in orario scolastico, mentre svolgeva un'attività  che ai sensi della legge 107/2015 (la famigerata "buona scuola" di Renzi) è diventata obbligo. Sono ore di lavoro obbligatorie in ogni scuola, anche nei licei.
All'inizio si chiamava alternanza scuola-lavoro, ma ora nelle scuole italiane non si usa più la lingua italiana e l'alternanza si chiama PTCO, ennesimo acronimo che si aggiunge alla babele di POF, PTOF, RAV, FIS, PDP, DS, DSGA, RSU, ATA, PON, POR, RSPP, RLS, IRC, LIM, CLIL, FS, UDA, BES, DSA, GLHO, PDF, ecc. ecc. 

Lorenzo non è morto sul lavoro e neanche tra i banchi di scuola. Lorenzo è stato ucciso dai PTCO. Lui è il primo ad averci perso la vita, ma non è la prima vittima della cialtronesca commistione tra scuola e lavoro: a giugno un sedicenne di Rovato, caduto da una piattaforma alta 5 metri, è stato ricoverato in gravi condizioni ma è riuscito a sopravvivere. A febbraio del 2020 in provincia di Cuneo un diciassettenne è rimasto schiacciato da una cancellata di ferro. Dopo un ricovero in terapia intensiva riuscì a salvarsi. A Montemurlo, in provincia di Prato, un ragazzo di 17 anni si è tranciato un dito col trapano. I sanitari non sono riusciti a riattaccare la falange. A Faenza uno studente 18enne è precipitato da una gru insieme ad un operaio che è rimasto ucciso. Lo studente ha riportato fratture alle gambe. Ma non ci sono solo gli incidenti. C'è lo sfruttamento. Ci sono stati casi in cui il percorso di formazione era costituito dal distribuire gratis i volantini o fare propaganda antiabortista nelle piazze o quello di pulire i bagni e i tavoli di un ristorante. C'è anche di peggio: nel 2017 a Gattico un ragazzo è stato ricattato dall'imprenditore che pretendeva 5mila euro per nascondere una scorrettezza commessa dallo studente. Subire un'estorsione come esperienza formativa? E gli abusi: in provincia di Monza il titolare di due centri estetici ha abusato sessualmente di quattro studentesse che la scuola gli aveva affidato per l'Alternanza Scuola-lavoro.

Non ci sono statistiche, ma sembra che siano molti gli imprenditori che sfruttano gli studenti come manovalanza gratuita facendo svolgere mansioni che non hanno nulla di formativo, e c'è perfino chi riece a trarne ulteriore profitto dichiarando al fisco di aver contrattualizzato il rapporto per ottenere sgravi fiscali.

Il Ministero dell'Istruzione ha stipulato una convenzione con McDonald's dimostrando così di apprezzare l'utilizzo degli studenti anche in lavori di tipo esclusivamente manuale. Il ministro Bussetti, nel governo che sembrava voler ripensare l'impianto della "buona scuola", dichiarò che l'alternanza non poteva essere un'obbligo da imporre a tutte e scuole, ma doveva diventare una semplice opportunità, però col cambio di denominazione ciò non è avvenuto, i PTCO sono rimasti un obbligo. Per Giorgio Cremaschi abituare i giovani a non avere diritti e ad arrangiarsi nel peggio della società è una educazione alla rovescia.

"Cancellare questo crimine sociale, fonte di altri crimini, è un puro atto di civiltà democratica."  
Giorgio Cremaschi  (MicroMega - 17 luglio 2017)

L'ex sindacalista della CGIL afferma che i governi e i ministri che la sostengono dovrebbero essere condannati come diseducatori e corruttori morali. Eppure a sostenere la validità dei PTCO ci sono anche i grandi sindacati, che non si sono opposti alla creazione di questo nuovo tipo di asservimento e di sfruttamento, ma al contrario, si sono opposti alla riduzione delle ore di PTCO.  Anche ora, dopo la morte di Lorenzo, la CISL continua a sostenere l'utilità delle ore di lavoro gratuito e anticostituzionale (art.37), dicendo che basta ridefinire le regole.
Forse mandando gli studenti presso aziende "certificate" si risolve il problema? McDonald's sarà sicuramente certificata, ma cosa dovrà insegnare a futuri tecnici e futuri laureati? Non sarebbe più giusto lasciare alle famiglie la scelta delle esperienze pratiche che ogni ragazzo può fare durante i mesi estivi? Non sarebbe più giusto che il cameriere del fast-food, come ogni altro lavoratore, riceva una paga in cambio del proprio lavoro e inizi anche a versare qualche contributo? 

"Gli immaturi siete voi" c'era scritto sullo striscione che gli studenti hanno esibito nelle proteste di questi giorni. Insegnanti immaturi e imprenditori immaturi, ma anche qui c'è di peggio dell'immaturità: c'è la violenza. La polizia ha caricato gli studenti che erano scesi pacificamente in piazza. Li ha manganellati e feriti.

Un diciottenne moriva in orario scolastico, e la rabbia e la paura di suoi coetanei veniva espressa in piazza. In quelle stesse piazze, a Roma prima e a Torino poi, gli studenti venivano attaccati dalle forze dell’ordine in maniera assolutamente non giustificabile, stando a quanto emerge dai video divulgati in rete che ritraggono le cariche da parte dei reparti antisommossa.
Un uso della forza spropositato davanti a proteste pacifiche, e certamente non un atto di autodifesa o di tutela dell’ordine pubblico. Risultato: venti feriti di cui due gravi a Torino, quattro feriti a Roma che hanno avuto bisogno di punti di sutura sul cranio e altrove.
Eppure, articoli e soprattutto servizi televisivi sull’accaduto si contano sulle dita di una, forse due mani.
 
(MicroMega)
Sulla violenza la stampa tace e il governo cerca di inventarsi giustificazioni, ma basta vedere i video per constatare che la manifestazione era pacifica e non c'erano infiltrati a far danno. Hanno voluto colpire  ragazzi inermi, in gran parte minorenni. Sono state cariche di quella stessa polizia che non ha voluto o saputo fermare l'assalto neofascista alla sede della CGIL. Perché sembrano così tanto pericolosi i pochi studenti che osano protestare contro le ore di lavoro obbligatorio pericoloso e non pagato? 

Per fortuna c'è qualcuno che dichiara solidarietà agli studenti.

La maggioranza degli studenti italiani non ha partecipato alle manifestazioni. Sono intimoriti e confusi, stretti tra l'isolamento, la paura della pandemia e i rischi di una vaccinazione obbligatoria che ora investe anche i più piccoli; sono stretti tra un futuro di disoccupazione e una prospettiva di devastazioni climatiche e ambientali; sono accerchiati dalle facili menzogne di chi non ha problemi e dall'ansia di prestazione imposta da una scuola eccessivamente competitiva e valutativa che li sottopone a verifiche continue, però, se provano a ribellarsi, diventano fannulloni alla pari dei pubblici impiegati passati dalle sei ore in ufficio alle dieci ore di smartworking.