28.3.24

Il preoccupante caso della scuola di Pioltello

La vicenda della scuola di Pioltello è più grave di quel che sembra. Ha avuto un gran risalto sulla stampa e nei social.
Riassumo il fatto che potrebbe sembrare di poca importanza: l’istituto scolastico Iqbal Masih di Pioltello ha stabilito che uno dei tre giorni di pausa didattica che ogni scuola può fissare autonomamente cadrànel prossimo 10 aprile. Spesso questi giorni di pausa didattica vengono usati per fare ponti con le festività o in corrispondenza di altre situazioni particolari. La data del 10 aprile è stata scelta perché in presenza di molti alunni di fede islamica (oltre il 40%) era prevedibile che nel giorno di conclusione del Ramadan le aule sarebbero rimaste semivuote rendendo impossibile un regolare svolgimento delle lezioni.
La decisione era stata approvata all'unanimità dal Consiglio di Istituto e nessuno aveva sollevato obiezioni. Però qualcuno è andato a riferire a Silvia Sardone, l'europarlamentare leghista che ha citato il caso come deprolevole esempio di "sottomissione" dell'Italia alla religione islamica.

Alle proteste della Sardone si è poi unito Matteo Salvini: "Mentre qualcuno vuole rimuovere i simboli cattolici - come i crocifissi nelle aule - per paura di “offendere”, in provincia di Milano una preside decide di chiudere la scuola per la fine del ramadan. Una scelta inaccettabile, contro i valori, l’identità e le tradizioni del nostro Paese.

Fin qui niente di strano. Sappiamo quanto sia radicato in certi personaggi il sentimento xenofobo e anti-islamico ed è nota (a chi non ha perso la memoria) come sia stata inventata la leggenda dei crocifissi da rimuovere e dei presepi vietati nelle scuole. E' il solito cupo armamentario retorico con cui i politici più scellerati cercano di guadagnare consenso suscitando sentimenti di rifiuto degli altri. La parte preoccupante della vicenda arriva quando il Ministro dell'Istruzione, invece di spiegare qualcosa a Salvini e Sardone e di difendere il Dirigente della scuola dagli insulti e minacce da cui è stato rapidamente travolto, dichiara di voler attivare una verifica delle “motivazioni di carattere didattico che hanno portato a deliberare la deroga al calendario scolastico regionale e la loro compatibilità con l’ordinamento”.


I tre giorni lasciati all'autonoma decisione delle scuole non è una deroga. La compatibilità con l'ordinamento scolastico si deduce dalla stessa norma. Qui, come in altri casi, il Ministro non sembra interessato alla buona amministrazione scolastica, ma piuttosto ad intimorire chi prende decisioni non gradite all'ideologia del governo. Un segnale davvero preoccupante che ricorda il caso della profesoressa Dell'Aria o di licenziamenti giustificati in base a valutazioni politiche che non dovrebbero condizionare l'insegnamento. Ovviamente l'intervento ministeriale ha avuto il plauso di Ignazio LaRussa e di Maurizio Gasparri con argomentazioni risibili: un preside non può aggiungere festività al calendario scolastico. Sennò ci sarebbe la festa degli indù, di questi, di quelli...

Ma davvero qualcuno può pensare che una scuola nel decidere di utilizzare i tre giorni di pausa concessi dal calendario scolastico regionale sta creando una nuova festività? hanno immaginato che il 10 aprile a Pioltello resteranno chiusi anche uffici e negozi? Ma chi abbiamo messo a capo delle nostre istituzioni?

Ho sperato che fosse almeno l'Ufficio Scolastico Regionale a ristabilire la normalità spiegando che tutto era stato fatto nel modo più normale, come in tutte le scuole italiane, con motivazioni più o meno condivisibili, invece è accaduta una cosa ancora più preoccupante: l'USR ha mandato l'ispezione nella scuola e, non avendo il potere di annullare una delibera regolarmente approvata (all'unanimità) dal Consiglio di Istituto, ha invitato il Dirigente a disapplicarla. Se non ho capito male disapplicarla significa che al Dirigente Scolastico, tenuto per legge a dare attuazione alle delibere del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto, gli si chiedeva di contravvenire ai suoi doveri! Anche questa mi sembra una cosa inaudita. Stiamo mettendo la xenofobia razzista al di sopra della legge?

La decisione della scuola trovava piena approvazione anche di parroci cattolici e del Vescovo di Milano, ma il razzismo di certi sedicenti cristiani non è disponibile ad ascoltare né vescovi, né papi.
Così, mentre la scuola era circondata da striscioni minacciosi subiva pesanti attacchi sui social rinfocolati anche da esponenti politici di primo piano:

I docenti di sinistra che chiedono di chiudere la scuola per il ramadan in rispetto all’Islam e che non vogliono simboli cattolici, facciano domanda al Ministero per restare a scuola nelle festività di Pascqua e di Natale.  (Rossano Sasso - deputato Lega Nord - già sottosegretario alla Pubblica istruzione)
Poi aggiunge sarcasticamente: “Volete crocifisso e presepe in classe? Non rispettate i musulmani. I vostri bimbi cantano il Natale a scuola? Siete poco inclusivi con l’Islam. Non volete chiudere le scuole italiane per il Ramadan? Razzisti”.


I docenti di sinistra? L'on. Sasso ha verificato che nell'istituto comprensivo di Pioltello c'erano solo insegnanti di sinistra? Forse si riuniscono tutti nottetempo in qualche centro sociale?
Il Ministro Valditara ha rincarato la dose incolpando la scuola di risultati didattici inferiori alla media. E sì, perché lui da una scuola con metà alunni stranieri che a casa parlano altre lingue e spesso sono segnati da enormi disagi, si aspetta risultati più brillanti della media. L'astio evidentemente lo acceca.

Matteo Salvini aggiunge a tutto questo una sua idea di introdurre un limite di presenze straniere nelle scuole. Nessuno gli ha detto che il limite c'è già, ma in alcune zone d'Italia è impossibile rispettarlo. Non succederà mai che prima di parlare Salvini si informi un po'.

L'ignoranza e arroganza mostrata dai nostri governanti è stata tale che è dovuto intervenire il Presidente della Repubblica con una dichiarazione di pieno sostegno e approvazione per la scelta della scuola. Dopo le manganellate agli studenti di Pisa il Presidente Mattarella si trova ancora una volta a dover intervenire come un buon maestro circondato da una ciurma di ignoranti indisciplinati.

L'istituto Iqbal Masih, dopo una lunga riunione in cui sono state coinvolte anche le famiglie degli alunni, ha confermato la pausa didattica per il 10 aprile aggiungendo alla delibera già adottata la precisazione delle già ovvie ragioni didattiche che l'avevano ispirata: non conviene tenere aperta la scuola sapendo che molti alunni saranno assenti con assenze giustificate dalle loro famiglie. E' solo una soluzione di buon senso che gli ineffabili giornalisti del Foglio stigmatizzano come trionfo della burocrazia.

Ma questi signori che vivono nel terrore dell'islamizzazione non erano gli stessi che esaltano l'autonomia e che invocano continuamente l'educazione affidata all'arbitrio dalla famiglia? 

Adesso la furia xenofoba si rivolge contro la scuola di Soresina, dove non è previsto alcun giorno di vacanza ma una Dirigente s'è permessa di ricordare ad alunni e insegnanti che non è buona educazione mangiare davanti a chi non può. E' una vecchia regola di Galateo, quel codice ormai dimenticato: quando mangi davanti agli altri devi offrire e al ristorante, se sei servito per primo, devi aspettare che siano serviti anche gli altri. Quasi banale. Se in una scuola ci sono alunni che si attengono al digiuno per il Ramadan è opportuno consumare le colazioni in un luogo diverso per non metterli a disagio. Si chiama buona educazione, ma la furia contro la Diregente s'è già scatenata perché, dicono, vuole imporre il digiuno a tutti.