16.7.18

Da Tolomeo a Stalin



Il video della durata complessiva di 35 minuti tocca alcuni nervi scoperti dei processi di cambiamento in atto nel sistema scolastico italiano.



L'intervento della prof.ssa Rossella Latempa tocca i seguenti punti:

-  la "scuola del fare" si presenta come scuola fondata sulle competenze, ma spesso tutto si risolve in un fare spettacolo;
- ai docenti sono imposti obblighi giuridici di "formazione continua" che richiedono un  cambiamento delle sinapsi cerebrali affinché i docenti non rimangano legati alla vecchia idea che il titolo di studio sia un valore;
- il processo di innovazione della scuola italiana si fonda su uno schema che assomiglia ad una cosmologia, in particolare a quella tolemaica che aveva un unico centro. Ve lo ripropongo qui sotto. Al centro della "scuola del fare" basata sulle competenze c'è la competenza imprenditoriale (saremo tutti imprenditori) e da essa si irradiano le varie sotto-competenze. Credetemi, questo schema non l'ha disegnato Briatore e neanche Crozza in una delle sue imitazioni di Briatore;


 - nell'esaminare il presunto nesso tra competenze e lotta alla disoccupazione emerge l'idea di una responsabilità esclusivamente individuale della disoccupazione. Sappiamo tutti che la disoccupazione è generata dalle disfunzioni del sistema economico o dagli errori di chi lo governa, perciò il nesso formazione-occupazione è una formula che tende ad annullare le legittime richieste di una adeguata politica economica nazionale e tende a promuovere una accettazione passiva e acritica della società liquida, destrutturata, dove i vertici delle grandi imprese e dei giganti della finanza sono esenti da qualunque responsabilità;
- il sistema Invalsi è stato introdotto come "termometro" dell'efficienza delle istituzioni scolastiche, ma ormai sta svelando la sua vera funzione di termometro individuale dell'alunno, destinato a costruire il curriculum dello studente espropriando la scuola della sua funzione valutativa;
- la certificazione delle competenze implica una standardizzazione che coinvolgerà tutti gli ordini e i gradi di scuola. Con la certificazione imposta alle scuole si farà scomparire il sistema delle credenziali pubbliche (il valore legale dei titoli di studio). E se questo è vero stiamo rinunciando, quasi inavvertitamente, a uno dei principi fondanti delle democrazia: il dovere della comunità statale di fornire l'istruzione in funzione del progresso di tutta la collettività e non per generare ed acuire la conflittualità.
L‘istruzione è il bisogno di tutti. La società deve favorire con tutto il suo potere, i progressi della ragione pubblica, e mettere l’istruzione alla portata di tutti i cittadini. 
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino - 1793

Sono gli stessi artefici delle innovazioni ad ammettere che le riforme in atto nella scuola italiana ci proiettano verso un società futura basata sul rischio e sulla destrezza, e alla scuola sarà richiesto di accompagnare ogni alunno a 'forgiare il proprio percorso nella giungla'.

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L'intervento del prof. Giovanni Carosotti affronta le seguenti questioni:

- è in atto un processo di deculturizzazione della società, una esplicita promozione dell'ignoranza;
- specifici corsi di aggiornamento obbligheranno i docenti a cambiare la loro metodologia. I corsi saranno affidati a soggetti indicati sia come "facilitatori", sia come "scienziati della formazione" (cosa può saperne di formazione un docente laureato e specializzato che insegna ogni giorno da venti, trenta o quarant'anni?);
- il docente sarà chiamato ad una continua autovalutazione, e qui Carosotti, come chiunque abbia un po' di istruzione e di memoria, riconosce i tratti dell'autocritica che veniva imposta dal regime stalinista (molto puntuale è la citazione del film "Angi Vera", un ritratto dei sistemi educativi dei regimi comunisti al di là del muro. Sarebbe molto bello mostrare il film, ormai quasi introvabile, nei Collegi Docenti prima che il disastro sia irreversibile).