12.7.18

Radical-chic

Le parole non sono mai vietate, neanche le parolacce che in certi contesti possono diventare inevitabili, però ci sono parole che denotano falsità o limiti di intelligenza, alcuni esempi li abbiamo già fatti: poteri-forti, buonismo, governabilità. Ad esse aggiungiamo "radical-chic", un termine coniato da Tom Wolfe per ridicolizzare i rivoluzionari da salotto. Il termine ha avuto più fortuna del gauche caviar, la sinistra al caviale, e viene ancora molto utilizzato sul presupposto che gli argomenti tipici della sinistra devono restare relegati nel mondo degli straccioni e dei cafoni.

Per contrasto Luca Bottura ha inventato un bollino adatto agli avversari dei radical-chic, i radical-shit.
Radical chic sono le vacanze in Sardegna con Repubblica sotto il braccio. Radical shit, sono le vacanze in Sardegna mandando affanculo i giornalisti dal proprio blog.
Radical chic è la donazione a Emergency fatta online dal terrazzo fighetto, Radical shit è dare del radical chic a Gino Strada.

Radical chic è scaricarsi la coscienza adottando un profugo a distanza, Radical Shit è twittare "Aiutiamoli a casa loro", "Prenditene uno a casa", evitando accuratamente sia di aiutarli a casa loro sia di prendersene uno a casa.
Radical chic è tifare per la scuola pubblica e mandare il figlio alla privata, Radical Shit è schifare la scuola in genere e menare il prof che dà un'insufficienza a tuo figlio.
Radical chic è andare al gay pride è preoccuparsi se il proprio figlio diventa gay, Radical Shit è menare i froci.
Radical chic è girare in bici col caschetto da 500 euro e la Bianchi da corsa, Radical Shit è prendere la ciclabile in moto contromano insultando chi si stava per arrotare.