24.9.18

Il delirio reazionario degli ex-comunisti

Enrico Morando più volte senatore per PDS, DS e PD, viceministro all’economia nel Governo Renzi e poi nel Governo Gentiloni, sul Sole 24 Ore parla del futuro del suo partito, dunque anche degli errori commessi fra cui c'è sicuramente la cosiddetta “buona scuola”.
Secondo Morando il problema non è l’aver messo in campo la riforma, ma il non essere stati abbastanza radicali:
 «Autonomia degli istituti scolastici, valutazione di tutto e di tutti, alternanza scuola-lavoro – i capisaldi della Buona scuola – non si sono accompagnati alla piena ed effettiva responsabilizzazione dei dirigenti, all’introduzione di una vera e propria carriera degli insegnanti, alla forte differenziazione dei loro salari in rapporto ai risultati raggiunti, alla esplicita introduzione di dispari opportunità positive a favore degli Istituti e degli alunni delle realtà sociali più difficili».
I tre capisaldi richiamati da Morando sono anche i capisaldi teorici della destra:


  • l'autonomia degli istituti scolastici ha imposto una omologazione dei metodi di insegnamento e una aziendalizzazione dell'organizzazione scolastica che va a ledere la libertà di insegnamento, ingabbia le relazioni e soffoca la cretività personale di docenti e studenti;
  • la valutazione di tutto e di tutti è la base della "società del controllo", è contraria ai principi delle moderne pedagogie, distrugge lospirito collaborativo che dovrebbe regnare nelle scuole; 
  • le esperienze lavorative possono essere importanti e positive per gli adolescenti, ma la centralità data dalla riforma all'alternanza scuola-lavoro, imposta come obbligo contraddice la missione della scuola come luogo di formazione della personalità e del pensiero critico;
Togliere libertà agli insegnanti per aumentare il potere dei dirigenti (che non sono più presidi, non sono eletti collegialmente, non sono espressione della autonomia ma burocrati di nomina ministeriale, come erano i podestà) è una scelta chiaramente e marcatamente di destra: dirigenti che possono scegliersi i docenti con la "chiamata diretta" e possono sanzionarli direttamente come se fossero i padroni della scuola;
L'ossessione della valutazione, della premialità, della carriera conduce verso una società gerarchizzata (si veda cosa dice Nicholas Negroponte e quali sono i risultati degli studi sulla premialità);
La scuola come luogo di addestramento al lavoro è la negazione degli ideali illuministi (formazione del cittadino consapevole) come li abbiamo appresi da Mazzini, Gramsci, Calamandrei e don Milani;

La "buona scuola" è di destra già dal nome coniato come uno slogan pubblicitario. Approvando quella legge il PD ha rinnegato le proprie radici e ha voltato le spalle ai propri elettori, ma Morando non si accontenta, vuole di più, vuole che le logiche reazionarie siano perseguite in modo più radicale:
  • responsabilizzare i dirigenti visti come "caporali" che devono costringere docenti e studenti a marce forzate sotto minaccia di ritorsioni disciplinari;
  • carriera dei docenti significa inventarsi una gerarchia che non può esistere dove c'è un professionista che assume in pieno la funzione (curare, giudicare, progettare, insegnare... come ho già spiegato qui);
  • la forte differenziazione dei salari è un tipico obiettivo della destra (anche il termine "salario" è sintomatico di una visione fortemente padronale) che vorrebbe cancellare il principio costituzionale della parità di retribuzione a parità di lavoro, ma evidenzia anche un fastidio profondo per il generale principio di uguaglianza che ispira le democrazie occidentali e che resterà sempre il faro delle politiche di sinistra;  
 Il programma di Morando sarà sicuramente gradito agli elettori di destra e ai colossi finanziari che non vedono l'ora di mettere le mani sulla scuola (il grande affare del XXI°secolo) e di asservire l'intera categoria degli insegnanti, ma a scanso di equivoci è bene che i loro simpatizzanti sappiano che la differenziazione dei salari non si farà incrementando la retribuzione dei docenti più bravi (cioè più docili e obbedienti alle direttive), ma si farà, come era indicato nella brochure esplicativa della buona scuola, recuperando risparmi dello stesso settore scolastico, cioè tagliando lo stipendio già estremamente misero dei docenti considerati "contrastivi".