1) Il tunnel non c'è, non esiste, non è mai stato costruito un tunnel sotterraneo tra il Gran Sasso e la Svizzera. L'esilarante comunicato di Mariastella Gelmini fece sprofondare nel ridicolo il governo nazionale e la scuola italiana. Quel tunnel immaginario era destinato a restare per sempre come insuperabile esempio di idiozia e invece no, l'hanno già superato, il tunnel è riapparso in un testo scolastico scritto da Tiziana Canali per la Mondadori.
A quanto pare Tiziana Canali non solo ha difficoltà a capire il presente, visto che il tunnel non esiste, ma ha anche problemi di comprensione del passato, essendo ormai trascorsi sette anni dalla perla della ministra Gelmini.Parole di Paolo Attivissimo, giornalista svizzero che evidentemente non si fa condizionare dalle remore e dai timori che ammorbidiscono o ammutoliscono i giornali italiani e i docenti che continueranno, possiamo starne certi, a far adottare i testi scolastici della Mondadori.
Meno male che le fake news e la disinformazione sono colpa di Internet.
No, mi spiace: la colpa è dei cialtroni e dei loro complici. Quelli che quando scrivono una cazzata, invece di dire “Scusate, abbiamo sbagliato, correggiamo e staremo più attenti, ecco una copia gratis corretta”, si difendono inventando le giustificazioni più patetiche.
Infatti Mondadori, sempre secondo Repubblica, si è giustificata dicendo di essersi accorta dell’errore “due anni fa” e di aver “sospeso il libro, corretto e ristampato.” Ma evidentemente non ritirato, perché il sussidiario con l’errore è stato acquistato pochi giorni fa, e resta il fatto che l’errore era stato fatto. Un errore che mette in dubbio le competenze di Tiziana Canali. Se ha scritto questa cazzata, come facciamo a sapere che non ce ne siano altre nei suoi libri? Quelli sui quali si devono formare i bambini che vanno a scuola?
Mondadori dice che si è trattato di un “incidente grafico. In tipografia hanno dovuto stringere il box di cinque righe in cui si parla di Gran Sasso e Cern e hanno tagliato male il testo.” Che è la versione moderna di “maestra, il cane mi ha mangiato i compiti”, perché per quanto io mi sforzi non riesco davvero a immaginare una versione sensata di questo testo nella quale tagliando cinque righe venga fuori miracolosamente proprio quella stessa fesseria che c’era nel comunicato stampa della Gelmini di sette anni fa.
Sbagliare è umano. Ma bisognerebbe avere almeno la dignità di ammettere l’errore e rimborsarlo, invece di inventare giustificazioni da pagliacci e dare colpa agli altri.
2) I titoli di studio non fanno male, non bisogna ripudiare chi ce li ha.
L'idiozia del tunnel non è un "incidente grafico" della Mondadori e non fu neanche un "incidente comunicativo" del Ministero dell'Istruzione, era già noto che l'incarico governativo era stato affidato a una persona che non aveva alcuna competenza e alcun merito politico, era il tempo di Berlusconi e delle sue olgettine, poi nel 2013 arrivò il tempo del giovane rottamatore (anche lui con una passione per i tunnel) e al Ministero dell'Istruzione furono collocati gli incompetenti senza titolo di studio, almeno la Gelmini una laurea in giurisprudenza ce l'aveva, e furono disastri. Ora sono arrivati gli alfieri del cambiamento e i metodi dovrebbero cambiare, invece si persevera. A presiedere la commissione parlamentare per l'istruzione ora c'è un esperto dotato di licenza di scuola media: si chiama Mario Pittoni, ha lavorato come addetto stampa di un motociclista che gareggiò nella Parigi-Dakar. Quindi... Dal perseverare andiamo anche, se possibile, a peggiorare. E sulla scuola sembra esserci un vistoso accanimento.
Intanto apprendiamo che in Spagna una ministra si è dimessa a seguito di polemiche sul titolo di studio. La sua laurea non era inesistente ma sembrava essere conseguita attraverso percorsi facilitati e con qualche plagio nella tesi finale, un caso analogo a quello della nostra Marianna Madia che in Italia continuò a governare i destini della pubblica amministrazione e qualcuno tentò perfino di giustificare le sue scopiazzature. Questo è il vero tunnel.