Francesco Sirleto in Tecnica della Scuola:
Di fronte all’annuale classifica pubblicata da Eduscopio tutte le diatribe, tutte le polemiche, tutte le interminabili querelles che caratterizzano il dibattito pubblico in Italia, cessano, immediatamente, come “per incantamento”. Non ci sono più Destra e Sinistra, Conservatori e Progressisti, Liberisti e Statalisti, juventini e interisti, romanisti e laziali, al cospetto del Verbo emanato da Eduscopio. Siamo tutti egualmente consenzienti, tutti egualmente sulla stessa barca, tutti lestissimi a sottoscrivere, senza il benché minimo dubbio, il valore indiscusso e incontrovertibilmente scientifico dei risultati dell’indagine Eduscopio. Anche la stampa, sia quella tradizionale (cartacea o televisiva), sia quella più innovativa (quella che ritrovi sul web), quella stampa che si divide su tutto, quella stampa prontissima a mettere cartesianamente in dubbio l’universo mondo, di fronte a questo nuovo Evangelo, si genuflette senza alcuna eccezione e senza che sulle sue ormai pallide guance appaia il benché minimo rossore.
Non è l'autorevolezza della Fondazione Agnelli a poter conferire la presunta oggettività ai dati dell'Eduscopio. Tutti sanno che non è un ente con esperienza nel campo educativo. E nessuno ha mai visto svolgere accurati censimenti tra tutti i diplomati. Sono numeri ricavati chissà come. Bastano perché i dati numerici hanno un misterioso potere suggestivo, perciò si possono usare per sofisticati inganni, come quelli di Truenumbers.
L'Eduscopio "ha successo perché le informazioni che contiene sono frutto di analisi accurate a partire da grandi banche dati (certo, di fronte a “banche dati”, come puoi nutrire il benché minimo dubbio o perplessità?), perciò oggettive e affidabili (anche l’oste, quando parla del proprio vino, lo definisce oggettivo e affidabile). Inoltre, è di facile consultazione e aiuta chi non si accontenta del “passa parola” e, in modo particolare, quelle famiglie che non possono contare su reti sociali e culturali forti”.Giustamente in un altro articolo Gianni Zen coglie nell'Eduscopio uno strumento atto a favorire processi di darwinismo sociale:
Questo perché, in qualche modo, è il darwinismo sociale che viene presupposto, che va sempre di moda quando si parla di scuola, ma in una democrazia non è l’unico criterio. E nemmeno il più importante, ovviamente. Anzi, a scuola conta soprattutto e prima di tutto quel lavoro silenzioso, prezioso, personalizzato, che punta non alla selezione ma alla persuasione. È quello stesso valore aggiunto che conta di più, alla lunga, nella vita. Perché la scuola è oggi l’unica palestra di vita, data la crisi educativa di tante famiglie, cioè l’unica opportunità per tanti di riconoscimento e di valorizzazione di talenti, di capacità, di attitudini. Le cose più importanti.Purtroppo alla Fondazione Agnelli non vedranno mai le cose più importanti, che pure si coglievano nelle memorie pubblicate da Susanna Agnelli. Perciò condividiamo il giudizio di Francesco Stirleto.
C’è però un’altra possibilità: che a sbagliarsi siano tanto gli organizzatori di EDUSCOPIO (portatori di una visione aziendalistica, liberistica, competitiva, per la quale ciò che conta non è il riferimento ai valori costituzionali, quanto piuttosto le leggi ferree del Mercato, leggi indiscutibili perché naturali) quanto coloro che prendono per oro colato gli esiti delle indagini EDUSCOPIO, senza preoccuparsi delle premesse – niente affatto scientifiche, ma molto ideologiche (nel senso negativo del termine, vale a dire “falsa coscienza”) – sulle quali vengono realizzate simili operazioni.